sabato 16 gennaio 2016

Un breve commento su "My Little China Girl" di Giuseppe Culicchia (EDT)


Sicuramente chi ha in progetto un viaggio a Pechino troverà utili consigli culinari nell'agilissimo libretto di Giuseppe Culicchia: “My Little China Girl” (EDT) che per il resto invece mi è sembrato come un divertente esercizio di stile con qualche riempitivo di troppo e lo stucchevole utilizzo della L al posto della R (simpatico però “Curicchia”). Il libretto si salva (oltre che per i consigli turistici) per il ritratto delle accompagnatrici cinesi di Culicchia che ricorda a tutti noi come in Cina la libertà sia calpestata tutti i giorni in nome del progresso economico, delle buone relazioni internazionali, dell’oggettino elettronico da leccare e adorare.
La vera perla del libro è questo posto sotto che spero un giorno di poterlo vedere con i miei occhi, prima che scompaia.

“Fantasma?
Gujie
Dongzhimennei
Dongcheng
Orario: 24 ore su 24
Guje in cinese significa Strada Fantasma. Qui, complice un orario di apertura che non ha orario, si danno appuntamento i nottambuli pechinesi, e dalle sei del pomeriggio alle quattro del mattino si registra la massima affluenza di affamati. La via è lunga un chilometro e mezzo ed è un unico susseguirsi di banchetti di cibo di strada, dov’è possibile gustare tutto quello che cammina, tutto quello che striscia, tutto quello che vola e tutto quello che nuota. Astenersi schizzinosi e ipocondriaci.” (pag. 89)

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