giovedì 28 gennaio 2016

Ci casco sempre (a proposito di librerie di qualità)

Ci casco ogni volta come un perfetto cretino.

Sono alla ricerca di un romanzo pubblicato da una piccola/media casa editrice e penso che, forse, in quella presunta libreria di qualità lo potrei trovare.

Entro e in bella vista sugli scaffali (la prima impressione è come sempre in questi casi di essere entrati in un luogo a metà fra la boutique di moda, il minimarket e un salone di bellezza) sono esposti i libretti che un vero lettore (sic) dovrebbe leggere (e intanto che tristezza visuale non scorgere gialli, paccottiglia, libri rosa o fantasy…troppi fanno male, lo so, so tutto, ma a questo punto preferisco gli spazi librari identitari, con un’impronta forte, sfacciata e invece queste librerie di qualità mi sembrano uscite da Vanity Fair, Il Post, Internazionale, le pagine culturali di qualsiasi giornale o da tutti quei posti che celebrano i fantomatici luoghi dove la cultura viene rispettata e da cui si propagano “idee”) ma soprattutto ecco comparire nel mio orizzonte visivo/mentale ristretto la titolare/libraia/commessa/critica/dispensatrice di consigli letterari e pedagogici, seduta sulla sedia a gambe accavallate, calze a strisce, rosse e gialle, un paio di scarpe da tennis di produzione esclusivamente (in migliaia di copie) limitata, pantaloni marroni a coste larghe, la maglietta dei Sonic Youth e una specie di golfino (che mio padre, uomo pedantissimo che per quarant’anni ha lavorato nel settore della moda e che mentre io fissavo la tipa lui ci girava intorno, mi ha poi assicurato essere un capo molto costoso) che sta leggendo il mio tanto odiato Internazionale. 
Buongiorno, le rivolgo con la mia solita timidezza che m’impedisce di guardare le persone in viso.
Ciao, fa lei, sempre con quell'insopportabile modo di parlare col campionamento a base di puzza sotto il naso/ demodè/ sigaretterollate/ salutismo/ milanese/ universitaria/ letterata/ in regola col fisco/ impegnatapoliticamentesocialmente/ libertina/ pragmatica/inserita.
A questo punto chiedo il libro.
Risposta negativa. Mi arriva settimana prossima, fa lei molto annoiata e lo dice sempre mantenendosi nella medesima posa indolente probabilmente studiata in qualche palestra o riunione di intellettuali/santoni/critici/insegnanti/sindacalisti/agopunturisti/massaggiatrici o magari in una seduta da modella per qualche studente di un’accademia d’arte o di uno psichiatra/psicologo).
Aggiunge, Se ti interessa, lo stanno per presentare a Milano in una bellissima libreria.
(Col traffico che avevo incrociato, più di due ore per arrivarci, il treno da scartare e vaffanculo, che cazzo me ne frega di sta’ presentazione di merda, ti ho solo chiesto se hai questo libro, dio povero…). Comunque, se vuoi  te lo ordino.
No, grazie, non c’è problema.
e allora mi dirigo verso una di quelle librerie che distruggono la concorrenza con i loro sconti. So già che non troverò il romanzo che cerco e che nemmeno lo ordinerò ma alla fine in questa libreria ci comprerò questi due libri:




Quello di Mattia Feltri mio padre non me lo presterà mai per timore delle mie sottolineature. 

La commessa che mi ha aiutato nella mia ricerca sembrava uscita da Desperate Housewifes ma è stata di una straordinaria gentilezza nei miei confronti.

E purtroppo succede la stessa cosa nei supermercati dove incontro persone molto più alla mano e gentili che nei negozi di qualità.

Siamo arrivati alla fine di una storia senza capo né coda.

Con una postilla finale. 

Mio padre, una volta usciti dalla libreria di qualità, mi ha detto: Se vuoi andare a Milano prendiamo un taxi.

Mi è suonata  strana questa sua nota sarcastica visto che ha sempre gradito quel genere di ragazze/donne che fanno emergere la sua anima ex sessantottina e radical chic anche se  poi mio padre venera il genere femminile nella sua quasi interezza, praticamente ho un padre che flirta con tutte le donne che incontra da quando me lo ricordo e le donne flirtano con lui ma, pur invecchiando, le stronze, quelle con la puzza sotto il naso, le elette, le migliori, le psicorivoluzionarie continuano a stargli sul cazzo.

Esattamente come al sottoscritto.


- Molto curioso di ascoltarlo -

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