lunedì 28 dicembre 2015

Regali. Feste quasi alle spalle

Un regalo super gradito.


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Una parte delle feste è alle spalle.
Ho ricevuto anch'io il classico cesto natalizio.
Che tristezza.
Tutti prodotti Bio.
Tra l'altro gli stessi dell'anno scorso.
Uno più schifoso dell'altro.
Quest'anno cercherò di distribuirli.

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Sono affezionato a Giuseppe Culicchia anche se è da parecchio tempo che non riesco più a leggerlo veramente. Ci provo con quest'ultimo. E la recensione di Massimiliano Parente: "Il reportage di Giuseppe Culicchia ci vende una Cina non taroccata". Tra l'altro Massimiliano ha scritto questo articolo molto spassoso: "Biologia di Fabio Fazio: quel milionario di sinistra più furbetto di Santoro"

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Appartengo a quella schiera di esseri umani che nei festivi lavorano quasi sempre. Ma a tutto c'è un limite. Supermercati aperti a tutte le ore. 7 giorni su 7. Ieri ho assisto a fenomeni raccapriccianti: colonne per infilarsi in outlet e supermercati. Sempre e soltanto fare la spesa. Spendere. Adesso sappiamo anche fare da soli giocando col codice a barre. E come siamo contenti quando ci riusciamo senza chiedere aiuto a una commessa. E che felicità quando troviamo il supermercato aperto 24 ore su 24. Lo so, sono fuori dal tempo, sono un retrogrado, uno che vive nel passato ma rimpiango ancora le domeniche lente, i negozi chiusi, la gente a spasso, negli oratori, in casa. Rimpiango quel sentimento anche di angoscia che ti assaliva. Di solitudine. Di desideri e bisogni impossibili. Lo rimpiango davvero quel tempo. E allora rilancio questo articolo:




4 commenti:

  1. Ho letto l'articolo: agghiacciante! Stiamo emulando il modello cinese di merda. Per fortuna anni fa, il negozio di famiglia che avevamo è stato venduto appena in tempo...

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    1. Agghiacciante. Non c'è definizione migliore. Io impazzisco sempre quando vado in grecia e trovo ancora, purtroppo sempre meno, quei negoziati a gestire casalinga...

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  2. https://www.youtube.com/watch?v=gJCfZE5BqIY

    Fanno bene loro...

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  3. Credo che siamo in tanti fuori dal tempo, a natale ho gustato una passeggiata con i negozi chiusi (oramai telefonia e abbigliamento), meno calca, più respiro, una lentezza colloquiale e poi una libreria aperta. Lo confesso, sarò contraddittoria, ho provato piacere (le librerie si contano "sul dito di una mano"), sarà perché l'unico negozio aperto (per fortuna), ma la gente entrava con entusiasmo.

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