giovedì 24 dicembre 2015

in silenzio






tornare di notte.
salire in ascensore.
entrare in casa.
ascoltare una famiglia che litiga.
andare al cesso mentre il tizio nell'appartamento affianco tira cocaina.
guardarsi allo specchio e piangere.
per riprendermi guardo la mia compagna che dorme sul divano.
è avvolta in una coperta bianca e si copre la bocca con una mano.
con l'altra stringe uno dei due volumi di racconti di Cechov che legge e rilegge da tantissimo tempo.
dorme a bocca aperta.
tutti i racconti riportano sottolineature.
sul tavolo ci sono già quattro birre e un bicchiere di vino bianco.
sono stanco.
e sono uno che odia bere nei locali o in qualche cazzo posto dove servono robe bio e simili.
guardo fuori dalla finestra.
c'è una donna che su un balcone sta piangendo illuminata dallo schermo del suo cellulare.
i televisori accesi.
gli alberi di natale.
le tapparelle abbassate.
cani al guinzaglio.
le puttane che fingono orgasmi oltre le pareti.
i tizi che tornano dalle discoteche.
mi mancano 11 ore al prossimo turno di lavoro.










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