sabato 19 dicembre 2015

Due righe sui racconti di "Watchlist" (Edizioni Clichy) + Konrad Lorenz


Il lancio di questa raccolta recita cosi: "Oggigiorno siamo tutti osservati. E il fatto che quest’affermazione non sia più scioccante, già di per sé è uno choc. Sappiamo infatti che non possiamo più sottrarci allo sguardo del mondo, e che l’unica cosa nascosta è la natura di chi ci osserva. Come influisce su di noi la sorveglianza costante cui siamo sottoposti? Modifica il nostro comportamento mentre lottiamo per ottenere l’approvazione o evitare il giudizio di un pubblico senza volto? Fino a che punto lo sguardo altrui definisce ciò che siamo?"
Insomma un tema decisamente importante e nelle mie corde.
I racconti sono parecchi e come in tutte le raccolte il risultato è altalenante e la maggior parte di questi racconti purtroppo non mi ha convinto del tutto perché li ho trovati troppo statici, ripetitivi, noiosi e anche parecchio dogmatici. Di sicuro ho scoperto alcuni autori interessanti che non conoscevo e che spero vengano prima o poi tradotti.
Fra i migliori segnalo: "Dormire dove ha dormito Jean Seberg" di Katherine Karlin (una ragazza che torna nel suo paese d'origine e riflette sui cambiamenti e sul controllo), "Testimonianza di Malik, agente israeliano, prigioniero numero 287690" di Randa Jarrar (un uccello scambiato per una spia israeliana), "Prenderlo nel Google" di Cory Doctorow (il titolo dice tutto), "Ladykiller" di Miracle Jones (fino a che punto si può spingere il controllo in una coppia), "Progetto Trasparenza" di Alissa Cutting (vi andrebbe di girare con una parte dei vostri organi interni esposti al pubblico?), "Il regalo" di Mark Irwin (in regalo un vasetto con un omino piccolo piccolo), "Senza Luna" di Bryan Hurt (creare nella propria stanza un universo e controllarlo), "Il nostro nuovo quartiere" di Lincoln Michel (sulle paranoie della vicinanza), "Osservatore violatore" di Aimee Bender (sull'opera d'arte come osservata e osservatrice).

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Questa notizia voglio ben verificarla ma onestamente non riesco a capirla e mi sembra che ormai si stia esagerando: "Via il dottorato honoris causa a Konrad Lorenz: “Era nazista”

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Io a questo concerto ci sarei voluto davvero andare: "28/11/2015. Editors. Paladozza Bologna"


2 commenti:

  1. Dai non mi dire, Konrad Lorenz, se vera non hanno proprio niente di importante da fare mentre sono in vita

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