martedì 17 novembre 2015

Per poco

Ieri ho saputo da mio padre che in pochi giorni nel mio paese sono morti: l'uomo da cui da piccolo mia madre mi mandava per comprare le lampadine; Lina, che aveva lavorato con mio nonno e che tutte le volte che passavo davanti a casa sua mi offriva caramelle frizzanti; e un uomo che mi raccontava sempre di mio zio, morto nel 1944, e per lui ero e solo sempre il figlio di Adriana, non avevo nome, ero il figlio di Adriana. Ho cercato i loro volti negli ossari e ho pensato alla mia infanzia e mi si sono gonfiati gli occhi di lacrime. Il cimitero era invaso dalla nebbia e il volto di mia madre sembrava uscito da una villa infestata da fantasmi. Mi sono seduto sulla tomba dei miei nonni e ho pianto per non so quanto tempo cercando di scacciare l'angoscia di queste giornate, la mancanza di prospettive future, il peso del lavoro, l'insofferenza per i miei colleghi ma il dolore non se ne è andato. Risalito in macchina ho guidato per un'ora con una visibilità di trenta metri. Avvicinatomi al lago la nebbia s'è diradata. Per poco.





Esce il 3 dicembre.

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