giovedì 5 novembre 2015

Mia madre, il cancro e "Verso il sole" di Michael Cimino



Mia madre visse i suoi mesi di malattia dividendosi fra letti d'ospedale e il divano di casa. Il divano aveva subito delle modifiche affinché mia madre fosse il più possibile comoda. Un amico di mio padre aveva fornito un parallelepipedo di gommapiuma, da un altro mia madre aveva opportunamente fatto rifare due cuscini. C'erano poi due coperte in lana sotto le quali scompariva lasciando libero solo il viso. Stesa su quel divano mia madre vide una valanga di film e serie televisive. Per la preoccupazione e il dolore dormiva pochissimo e mi capitò spesso di trovare lei sveglia davanti a repliche notturne con mio padre che sulla poltrona accanto russava a bocca aperta. Se penso a come mia madre affrontò la malattia, che fin da subito fu chiaro che non le avrebbe lasciato scampo, mi viene in mente un film poco conosciuto di Michael Cimino: "Verso il sole" che racconta di un giovane malato di un cancro terminale che cerca di raggiungere le montagne sacre. È una pellicola di grande intensità e piena di speranza, al di là dell'esito della malattia. . Penso a questo film perché mia madre affrontò il tumore, le operazioni, la chemioterapia, i dottori, i parenti con lo stesso piglio d'irredimibile libertà di cui è dotato il protagonista, a costo di essere ritenuta una folle o una sprovveduta. Mia madre adorava questo film e pianse la prima volta che lo vide. Se c'è qualcosa che mi manca di lei è proprio vedere i film insieme. Uno accanto all'altra  seduti sul divano. Insieme a lei avrò visto non so quante volte "Sentieri Selvaggi". Dall'inizio alla fine. 
Da quando è morta io non mi sono mai più seduto su quel divano. 
Per me potrebbero anche portarlo in discarica.
Faccio anche fatica a guardarlo tanto dolore mi trasmette.

2 commenti:

  1. "Verso il sole" per me è un film bellissimo, l'avevo visto al cinema, si resta senza parole, poi leggo in giro che non è granché, per molti, cavoli loro che non apprezzano.

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    1. anche per me è un gran bel film, emozionante...conservo anche il sogno di visitare quei luoghi. cimino è un grande regista e che non deve essere ricordato solo per Il cacciatore.

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