lunedì 2 novembre 2015

Due brevi righe su "Beautiful You" di Chuck Palahniuk (Mondadori)




Riflessione sul potere. Sulla mania dell'acquisto. Sul controllo sociale. Sulla mancanza d'amore. Sul sesso ridotto a oggetto industriale. Sul falso femminismo. Sul sesso come religione. Sul dominio dei maschi. Sul possibile dominio femminile. Sulle dipendenze. Sul bisogno di nuovi desideri. Sul bisogno costante di appagamento. Sulla ricerca scientifica. Sulla mancanza di parole. 
"Beautiful You" di Chuck Palahniuk (Mondadori, traduzione di Gianni Pannofino) non è un capolavoro (...alcuni passaggi sono di una sciatteria incredibile...) ma si legge che è un piacere. 

(E che tristezza ascoltare per strada o in rete taluni discorsi su dildo, case chiuse, porno di sinistra...lasciamo stare...)

"Quel che accadeva in quella camera da letto ricordava a Penny certe foto seppiate del laboratorio di Thomas Edison a Menlo Park o dell'officina di Thomas Edison a Menlo Park o dell'officina di Henry Ford. Da parte sua, Penny si sentiva più assistente di laboratorio che fidanzata. Come un Watson, un Igor. O come un cane di Pavlov. Mentre Max continuava a trafficare, trascinandola a sempre nuove convulsioni e raptus di voluttà, Penny, nonostante il cattivo umore, nonostante il distacco e il risentimento crescenti, si aspettava quasi che lui a un certo punto esclamasse: "Eureka!". Maxwell si dedicava al suo compito, concentrato come un orologiaio svizzero o un neurochirurgo. Spesso chiedeva al suo cameriere o al suo maggiordomo di avvicinare al letto un vassoio di strumenti sterili, in modo da permettergli di non distogliere l'attenzione dalla procedura in corso. "Calibri!" berciava, tendendo una mano, e il cameriere/aiutante gli sbatteva sul palmo lo strumento richiesto. "Asciugami!" ordinava Max, e il servitore, con un fazzoletto di carta ripiegato, gli tamponava la fronte per tergerla dal sudore. A volte Max si chinava tra le ginocchia di Penny con una torcia elettrica tra i denti, una lente da gioielliere all'occhio e si dava da fare, la faccia inespressiva tanto era concentrato. "Ho scelto te" le spiegava, "perché non avevi mai provato un orgasmo. Un uomo lo capisce. Tu sei addormentata, e nessuno ti ha ancora risvegliato. Sei l'esemplare perfetto del tipo di donna che io sto cercando di aiutare." (pp. 72-73)

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