mercoledì 4 novembre 2015

Di Michel, PPP, assurde dipendenze, Fleury Jaeggy, Il pensiero centrico, Filini al potere

Seppur fra alti e bassi è sempre un'emozione leggere Michel. Qualche poesia tratta da "Configurazioni dell'ultima riva" (Bompiani, traduzione di Alba Donati e Fausta Garavini):

(momento di  cosmologia)

Quando la notte si frastaglia in uccelli lenti
E i giorni non offrono più nessuna alternativa
Bisogna smetterla di vivere, senza ritardi e senza lamenti
Il nulla ci propone una pace relativa

A meno d'immaginare che potremo rivivere
Rivivere senza coscienza, che i nostri atomi tonti
Come palline del lotto ripetitivi e tondi
Andranno a ricombinarsi come pagine di un libro

Scritto da una carogna
E letto da dei cretini.


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Esistere, percepire

Esistere, percepire,
Essere una specie di residuo percettivo (diciamo così)
Nella sala d'imbarco del Terminal Roissy 2D,
Aspettando il volo destinazione Alicante
Dove la mia vita continuerà
Per qualche anno ancora
In compagnia del mio cagnolino
E delle gioie (sempre più brevi)
E dell'aumento regolare delle sofferenze
In questi anni che precedono immediatamente la morte.


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L'universo ha la forma di un semicerchio
Che si sposta regolarmente 
In direzione del vuoto.

(Le rocce non vengono più insultate
Dalla lenta invasione delle piante.)

Sotto un cielo di valore "uniforme",
Nell'equidistanza perfetta della notte,
Tutto s'immobilizza.

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Non mi piacciono i libri di Pasolini, ho provato a leggerli e rileggerli ma non mi hanno mai trasmesso nulla. Stessa storia per i suoi film. Mio padre mi ha rovinato la testa a furia di "Guarda questo o guarda quest'altro" ma tutte le volte, dopo dieci-venti minuti, avrei davvero preferito essere altrove e fortuna che sono capace di spegnere il cervello e assentarmi altrimenti avrei distrutto il televisore. Sinceramente non ne posso più di ritrovarmelo ovunque in questi giorni (e non solo). Ma...


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Ieri sono entrato in un'edicola italiana e mi son detto: "Vabbè riproviamo a prendere Il Manifesto" (potrei creare una rubrica e intitolarla "Io e Il Manifesto" del genere "Io e l'ultima birra") e poi l'ho aperto quasi 7 ore dopo appena tornato in Svizzera. Mi sono seduto sulla tazza del cesso e ho cominciato a sfogliarlo. Mi sono bastati 15 minuti (seduto sul water ho letto anche libri interi) perché mi salisse dentro la voglia di uscire e comprare una cassetta da otto di birra per digerire quanto avevo letto. Ovviamente l'ho buttato. L'articolo di Asor Rosa era insopportabile. Solo una puntualizzazione: Marino è un potere forte.

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(informazioni qui)


(qui)




(un album che adoro)

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Un articolo di Filippo Facci: "Filini al potere"

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