martedì 27 ottobre 2015

Di Mishima, Maureen O'Hara e Franti


È dall'adolescenza che leggere Mishima mi infonde tranquillità e di questi tempi ne ho bisogno parecchio. Lui è stato uno di quelli ai quali continuo a pensare nei miei momenti di sconforto. Un estratto da "Il padiglione d'oro" (Feltrinelli, traduzione di Mario Teti):

"Com'è comprensibile in un ragazzo nelle mie condizioni, presi a nutrire dentro di me due opposte e pur simili volontà di potenza. Studiavo storia e i racconti che prediligevo erano quelli di tiranni; mi figuravo io spesso tiranno balbuziente e taciturno, circonmdato da cortigiani che interrogavano ansiosi il mio volto, e dal mattino alla sera vivevano in un continuo terrore di me. Non avevoi bisogno di trovare parole chiare ed esplicite per giustificare la mia crudeltà: il mio silenzo bastava. Cosí immaginavo, da una parte, soddisfatto, con quanta severità avrei punito uno dopo l'altro gli insegnanti e i compagni che mi tormentavano quotidianamente, ma dall'altra parte mi vedevo anche artista sommo, sereno e perfetto, sovrano del mio mondo interiore: povero in apparenza, ma spiritualmente piú ricco di chiunque altro. Per un ragazzo tanto irrimediabilmente riservato e chiuso, non era forse naturale ritenersi creatura eletta? Mi pareva d'essere atteso in qualche parte del mondo, chiamato a compiere una missione che era ancora ignota a me stesso." (pag. 9)

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Maureen O'Hara, morta qualche giorno fa, è uno dei volti che fanno parte della mia vita familiare.  Non so ad esempio quante volte ho visto "Rio Bravo" di John Ford. 

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FRANTI – PERCHE’ ERA LI’. Antistoria da una band non classificata. A cura di Cani Bastardi. Pagine 320. Ill. € 18,00. DVD allegato in omaggio

Franti è il nome di un personaggio del libro Cuore: quello che rompe i vetri, fa uscire matto il maestro, ride quando il re d’Italia muore. Franti è fuori dalla scuola, ma non è morto e si muove nell’ombra. Se la musica di Franti è un giardino immaginario, questo libro è la biografia immaginale di una band inclassificabile, sospinta dalle voci di poeti, esploratori, musicisti, delinquenti, centravanti, iconoclasti, anarchici, invisibili, perché Franti era lì e chiede di essere testimoniato. Oltre che una band, uno spirito eponimo della Torino anni  Ottanta, che ha attraversato club, scantinati e cortei, che resiste nei decenni per quanto fosse di giorno in giorno sempre più intangibile, quasi volesse scomparire dietro questa raffica di insegne luminose e slogan ipertrofici, per essere così ritrovato oggi e decifrato come un corpo creduto perso, esplodendo di nuovo tutto il suo potenziale rivelatore di pratiche, esperienze e umori che hanno sempre rifiutato di pensare alla musica come a un bene di consumo, ma come a qualcosa di sonoramente libero.

Informazioni qui.


4 commenti:

  1. altre riflessioni di merda:
    http://www.ctrlmagazine.it/banconote-europa-eurogioie/
    http://www.ctrlmagazine.it/muri-del-disincanto-europa/
    http://www.ctrlmagazine.it/rosario-del-precario/

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  2. no, sono cose uscite negli ultimi 5 mesi sulla versione cartacea e riportati ora online, specie di editoriali non nati su mia proposta (detesto il format della rubrica d'opinione), ma su cui pretendo di avere qualcosa da dire, e cercando quanto più possibile di contraddirmi. heiner muller è il mio scrittore preferito.

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    1. sai che mi hai messo voglia di leggerlo?
      ma il cartaceo si trova solo nel bergamasco?

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