venerdì 11 settembre 2015

"HOPE. Una speranza per il Parkinson* di Hal Newsom (Mattioli 1885)


C'è questo libro in uscita che parla di Parkinson. La mia nonna materna è morta di Parkinson. Lentamente, ma nemmeno troppo, vidi il suo corpo e la mente distruggersi. Si ridusse a uno scheletro che si dimenava nel letto lanciando grugniti e piangendo. Fui proprio io a leggerle il referto medico che le diagnosticava questa malattia. Mio padre e mio zio avevano fatto di tutto per mantenerla all'oscuro ma lei aveva dei dubbi, aveva capito che c'era qualcosa che non andava e allora mi chiese di prendere quel foglio e di leggergli i risultati degli esami. Non ho mai compreso perché non fu il medico a dirglielo. Forse perché era amico dei miei familiari. Non lo so. Ricordo solo gli sguardi carichi d'odio di mio padre e mio zio. Da quella rivelazione mia nonna non si riprese praticamente più. Sapere di non avere più il controllo della sua mente, lei che aveva una memoria di ferro, e che faceva della prontezza verbale è una delle sue armi migliori, le tolse la voglia di vivere.

Maggiori informazioni su questo libro:

"HOPE. Una speranza per il Parkinson.
di Hal Newsom
pp. 96, 12 euro
prefazione Enrico Montanari
data di uscita: 24 settembre

HOPE:
H come HELP, aiuto
O come OPTIMISM, ottimismo
P come PHYSICIAN, aspetto medico
E come EXERCISE, esercizio

HOPE come SPERANZA.

"L’autore partendo dalle quattro lettere della parola HOPE (speranza in italiano) delinea quattro concetti chiave: HELP, aiuto; OPTIMISM ottimismo; PHYSICIAN, aspetto medico; EXERCISE, esercizio. I racconti di Hal Newson su questi punti sono forti e sinceri e aiutano alla comprensione del suo messaggio. È un vero piacere che questo testo vengo ora tradotto e possa esser e letto anche in Italia perché arricchisce il patrimonio culturale di conoscenza rivolto non solo alla malattia in sé, ma alle persone che vivono ogni giorno la malattia".
Enrico Montanari - Direttore della Unità Operativa Complessa di Neurologia dell’Ospedale di Fidenza 

Hal Newsom si è ritirato dal mondo della pubblicità all’età di 60 anni, dopo 35 anni trascorsi a scrivere pubblicità televisive, inserzioni su giornali e spot radiofonici. Ha sempre condotto una vita attiva dal punto di vista fisico, fra sport agonistici e attività all’aperto.
A 66 anni gli è stato diagnosticato il morbo di Parkinson. 

Sebbene rallentato dal Parkinson, non ha permesso alla malattia di intaccare il suo entusiasmo per la vita. Oggi fa escursioni sulle montagne di Washington (non alla stessa altitudine di prima), discesa libera (tranne le gobbe di cammello), jogging (a passo di lumaca) e va in bici per le vie di Seattle (non a forte velocità). Condivide le sue esperienze e opinioni con la speranza che queste possano aiutare a dare chiarimenti e infondere coraggio ad altre persone che si sono identificate in questo libro come Persone con il Parkinson. Hal definisce le Persone con il Parkinson come individui che hanno trovato il modo di vivere ogni giorno al meglio. Non gli piace il termine ‘pazienti con il Parkinson’ perché implica che siano in attesa di trattamenti e assistenza da parte di qualcun altro. Le Persone con il Parkinson hanno il potere di incidere sulla propria qualità di vita. Possono aver avuto delle difficoltà fisiche ma non permettono che queste diventino pesi insostenibili. Sono piene di vitalità, compassionevoli, esseri umani mentalmente attivi che stanno cambiando il modo in cui la società vede il morbo di Parkinson."

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E dal 25 al 27 settembre a Milano si terrà questo convegno:


Programma qui.

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