mercoledì 16 settembre 2015

Due righe su "La bambina fulminante di Paolo Nori" (Rizzoli)


Che poi Ada, la bambina fulminante del libro di Nori, mi ricorda un'altra bambina fulminante di corse, racconti e pensieri, Emma, figlia di una caro amico, vista una volta sola, un turbine, Emma, Ada, che sono incontri di parole e sogni e ricordi e fughe e streghe e filastrocche e palindromi e Paoli Nori, che poi è un treno e una porta chiusa e un tedesco, Bob, che parla in dialetto e una madre, Lucia, che fa quel lavoro di merda che è decidere se uno imbroglia o no quando fa un incedente, e un padre, Lucio, che disegnare tutto e che scrive poesie improbabili e che dentro in questo libro ci sono altri libri, come Disastri di Daniil Charms, che è bello, ma proprio bello, e che anche io vorrei scrivere poesie ma non ci riesco mai e fanno sempre tutte schifo e che una volta sono andato in riva al lago e ho bevuto dieci birre e in quel momento mi sentivo in grado di scrivere le più belle poesie del mondo ma poi non ce l'ho fatta lo stesso e mi sono scappate via tutte dalla testa e che anche io ho letto "Il fuoco e il racconto" e che ci ho pensato mentre moriva mia mandare e mi chiedevo se in fin dei conti il mio pensiero fisso, il suicidio, lo dovessi vivere solo in potenza e girarci sempre intorno col pensiero e che se io non lanciavo dei fulmini come Ada non ho mai avuto un piede grade perché avere un piede grande era la garanzia di non sapere giocare a calcio perché Maradona (e mio padre) aveva il piede piccolo e anche io ho il piede piccolo ma la depressione e l'insofferenza al gesto collettivo mi tolsero ogni desiderio di proseguire nella carriera calcistica e che poi io da ragazzino non riuscivo a dormire e allora senza farmi vedere accarezzavo le piume del mio cocorite parlante, Piccolo, e sussurravo, Fammi dormire, fammi dormire, non sono un fantasma e lui mi guardava e apriva le ali e si strofinava contro la mia mano e succedeva che dormiva ma anche no e trascorrevo ore sotto le coperte a riflettere su cosa non aveva funzionato e anche tutte le maledizioni che ho lanciato contro le persone non si sono mai avverate, tranne che contro una persona che è morta ma un mese dopo, e poi quando Piccolo morì d'infarto io tornai insonne per altri tre mesi e via con le visite, con la testa che non funziona e i medicinali e domande strane che non voglio trascrivere e che poi la stessa storia era successa anni prima con Azzurra che era il cocorite di mia nonna che rimarrà sempre la migliore a raccontare storie e che aveva le stesse pause e gli stessi ritorni di Paolo Nori: Buongiorno, Arrivederci, Vi sto annoiando?, Adesso apro una parentesi ma io e mia sorella non ci alzavamo mai dal letto e saremmo rimasti lì tutto il giorno ad ascoltarla che poi succedeva anche coi suoi pronipoti che raggiungeva con un treno preso all'alba, che lei e mia madre scendevano dal treno e camminavano in mezzo ai boschi, primi anni '50, e la teneva per mano e le raccontava storie di animali e streghe e fantasmi e di tante parole perché se mia madre non ha mai studiato ma conosceva tante parole è perché mia nonna le ha raccontato una valanga di storie, Milioni, diceva mia madre e questa recensione e quando sono passato per quei boschi ho sentito le loro voci e ho capito che non ero malato e poi questa recensione che non è una recensione si chiude qui.



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