giovedì 30 luglio 2015

Birds of Passage; Edward Abbey; Jacques Ellul; Jerry Mander; Sergej Esenin


"Quiet now, oh listen now
I hear its thrill in every bone
Ghostly face, painted lips
Divine kiss

Life was never crazier
And I was never lovelier
And highwaymen in midnight masks
Would whisk me away

Sweep, sweep me off my feet
Carefree in that dress
Waiting in the silence
I would be your moonlight Bess

Quiet love, oh listen love
I feel its thrill in every bone
Wait between the shadows for
A pair of pretty eyes

Life was so much crazier 
And I was so much lovelier
And highwaymen in midnight masks
Whisked me away

Sweep, sweep me off my feet
Take me to your hidden 
Hollow on the hill
Make me your highway girl

Highwayman, I'm riding nigh 
Midst midnight's trees and devil's sky
Watch between the shadows for
A pair of desperate eyes

Sweep, sweep me off my feet
Take me to your hidden
Hollow on the hill
Capture me your highway girl."


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"C'era una volta un continente coperto da una meravigliosa e incontaminata terra selvaggia, dove alberi giganti torreggiavano sui lussureggianti pendii delle montagne e i fiumi scorrevano rapidi e liberi attraverso i deserti, dove i rapaci volavano alti e i castori erano intenti nelle loro occupazioni, e la gente viveva in armonia con la natura selvatica, procurandosi giorno per giorno ciò di cui abbisognava, servendosi solamente di pietre, ossa e legna, muovendosi gentilmente per la Terra. Poi giunsero gli esploratori, i conquistatori, i missionari, i soldati, i mercanti e gli immigrati con le loro tecnologie avanzate, i cannoni e il governo. La vita selvaggia che era esistita per millenni cominciò a morire, uccisa dal morbo portato dalle versioni aliene di progresso, dalle arroganti visioni sul destinato rivelato e dalla sfrenata scienza utilitaristica. In appena 500 anni, quasi tutti gli alberi giganti sono stati tagliati e i fiumi contaminati dai veleni chimici; l'aquila volge verso l'estinzione e il lavoro del castoro è stato soppiantato dal Corpo d'Armata degli Ingegneri. E come se la passa la gente? Ciò che ognuno fa dipende strettamente da come se la passa economicamente, emozionalmente e fisicamente in questo competitivo mondo tecnologico, e il livello di privilegio di ognuno è dato dal sistema. Ma per quelli che provano un profondo legame, un amore e un ardente desiderio per la terra selvaggia di un tempo, per quei milioni di persone povere ed oppresse che stanno ammassate nelle città, e sono incapaci di identificare un chiaro bersaglio per la loro rabbia dato che il sistema appare virtualmente onnipotente, tutte queste persone non se la passano bene. Tutto attorno a noi, come risultato dell'avidità umana e della mancanza di rispetto per la vita, è sofferenza. La natura selvaggia e le creature della Madre Terra stanno soffrendo. Questi esseri sono le vittime della Società industriale. Recidendo questo cordone ombelicale insanguinato, ecco ciò che si prova: la delirante eccitazione dell'indipendenza, una rinascita a ritroso nel tempo e nella libertà primigenia, una libertà nel più semplice, letterale e primitivo senso della parola, l'unico che realmente conti. La libertà, per esempio, di commettere un delitto e non pagarne lo scotto, senza alcun altro peso se non quello di una vivace coscienza. Mio Dio! Sto pensando a quanta incredibile merda tolleriamo con pazienza nel corso della maggior parte della nostra vita: la routine domestica, i lavori stupidi, senza senso e degradanti, l'insopportabile arroganza dei funzionari eletti, l'abile truffa e la viscida pubblicità degli uomini d'affari, le tediose guerre in cui uccidiamo dei nostri compagni invece dei nostri nemici che stanno al governo nella capitale, le luride, malate e orrende città e paesi dove viviamo, la costante tirannia delle lavatrici automatiche, delle automobili, degli apparecchi TV e dei telefoni! Ah Cristo! In quale intollerabile spazzatura e in quale gioco dei dadi senza scopo ci seppelliamo giorno dopo giorno, mentre nello stesso tempo sopportiamo pazientemente lo strisciante strangolamento del lindo collare bianco della ricca ma modesta carrozza-garrotta. Tali sono i miei pensieri - anche se tu non li definiresti così, non è vero? - tali sono i miei sentimenti, un miscuglio di disgusto e di gioia; come se si galleggiasse lungo un fiume, lasciandosi alle spalle per un momento tutto ciò che più cordialmente e gioiosamente si detesta. Ecco ciò che il primo assaggio di selvaggio provoca nell'uomo, dopo che é stato per lungo tempo rinchiuso nella città. Non c'è da meravigliarsi che le autorità siano così ansiose di soffocare la terra selvaggia sotto l'asfalto o le riserve. Loro sanno ciò che fanno. Vanno sul sicuro. Si muovono solo in senso orario e ci lasciano anche divertire."

(Edward Abbey, Desert Solitaire, 1968)

E insieme anche questi altri due libri:






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Tengo nel cuore Esenin. 
Mi divora da dentro. 

"Arrivederci, amico mio, arrivederci"


Arrivederci, amico mio, arrivederci.
Tu sei nel mio cuore.
Una predestinata separazione
Un futuro incontro promette.

Arrivederci, amico mio,
senza strette di mano, senza parole,
Non rattristarti e niente
Malinconia sulle ciglia:
Morire in questa vita non è nuovo,
Ma più nuovo non è nemmeno vivere.


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(Vado in biblioteca sfoglio Il Manifesto e leggo della solita chiamata a raccolta per ricostruire la sinistra. Che tristezza. Che schifo. Devono trovarlo divertente parlarsi sempre addosso in quel modo. Andassero a fanculo. E che dire delle diatribe a destra per un candidato alla regione Sicilia? I giornali fanno sempre più schifo. Mi tengo alla larga. Lancio sassi nel lago e vengo redarguito da uno stronzo ventenne. Non c'era nessuno. Niente di niente. Meglio andarsene. Cercare un bar. Ordinare una birra. Farsela offrire da una russa volgarissima e starci a parlare del lavoro, del tempo, dei turisti arabi, di come secondo lei dovrei fare soldi. Tutto più onesto. Diretto. L'unica persona, tranne la mia ragazza, con la quale sia valsa la pena parlare in questi giorni.)


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"So make me a dreamer
As I used to be
Singing my mind
To the future beside me
Filling my lungs
With the hope of a maiden
Now may i forget you
And your ghost never find me

Come over to my place
And I'll look right through you
I know the secrets
And the the eyes that have changed you
You poured the poison
In the cup of my trust
I drank to our health
And you destroyed us
You destroyed us

Filling your lungs
With the blood of a maiden
Oh may I forget you
And the monster inside you 
The monster inside you"

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