domenica 21 giugno 2015

Mondo Piccolo, Guareschi, i miei genitori, The Rokes

Negli anni Sessanta/Settanta mio padre e i suoi due fratelli erano dei capelloni. Basta vedere alcune foto al lago del '71 o del matrimonio di mio padre nel '74. Capelli fino alle spalle per lui e per i due testimoni, Renato e Donato (morto troppo giovane), ma anche per mio zio Antonio e mio zio Claudio. Non scherzano nemmeno i capelli e i vestiti di mia madre e di altre ragazze invitate. Ci sono poi i racconti di mio padre e mia madre sulla musica che ascoltavano, su quello che leggevano e le grane che scoppiavano, del loro anticonformismo, della loro insofferenza vitale ma anche di tutta una loro serie di valori, istanze, parole, abitudini che poco c'entravano con gli inni contestatari di quegli anni. Erano insieme conservatori e ribelli. Insofferenti ma anche molto concreti, terra terra, duri come la vita che avevano sempre vissuto. Senza però mai essere dei leccaculo, dei furbi, degli approfittatori e per questo hanno vissuto una vita difficile mentre intorno a loro i rivoluzionari (a parole), i conservatori, i baciapile se la sono spassata, cambiando casacca alla prima occasione e rompendo i coglioni anche oggi.

 Pensavo ai miei genitori proprio mentre leggevo:


tutti racconti dedicati a quel mondo ribelle che entra in contatto/scontro con Don Camillo. E la penna di Guareschi, che non è mai stato di sinistra, rivoluzionario, comunista è così pungente che lascia sempre il segno. Ci ho ritrovato un'umanità che si è andata a perdere, un "Mondo piccolo" preso per il culo dai cultori della modernità, della tecnologia, della ribellione sterile, della movida dei diritti, del baccanale menefreghista. Sono racconti arguti, sferzanti, divertenti, figli di uno scrittore che non ha mai smesso di scrivere delle contraddizioni del mondo, delle persone semplici, concrete, dure, figlie di un Mondo piccolo lontano dai riflettori. Un mondo dove hanno vissuto i miei genitori e dove sono nato e cresciuto e sto vivendo anche io. Mio padre è rimasto un uomo del genere. Uno che se gli chiedi del denaro storce il naso ma se gli chiedi da mangiare lui te ne darà sempre. E così si comportava anche mia madre. Viviamo in un'altra epoca, dove vanno di moda le foto, i profili, le stronzate, la superficialità, gli happy hour.
Le uniche foto che in fin dei conti mi piacciono sono solo quelle sulle tombe.


4 commenti:

  1. Guareschi, le foto degli anni 70... altri pezzi di mondo che adoro

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un mondo che amo anch'io ma se ho letto tutti i racconti di Guareschi, non sono mai stato capace di guardare uno dei film di Don Camillo dall'inizio alla fine. Mi stava proprio sulle palle Fernandel.

      Elimina
  2. A me piace, forse perché riaccende la memoria di figure che appartengono alla mia prima infanzia. Uomini d'altri tempi, detto senza nostalgiche farneticazioni. Anche i film li trovo spassosi, preferisco deliziosi ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. bello quanto scrivi. pensa che io sono cresciuto in una famiglia spaccata a metà fra sinistra/conservatori se non fascisti e nessuna di queste due fazioni ha mai apprezzato i film di don camillo...forse ho ereditato da loro questa avversione...

      Elimina