martedì 2 giugno 2015

Il 2 giugno e la zia Giulia



Del 2 giugno mi frega meno di niente ma quando sul calendario leggo 2 giugno mi sovviene sempre un ricordo familiare relativo alle votazioni del 1946. Una delle poche persone nel paese dove stavano i miei parenti paterni che votò per la monarchia fu la sorella di mia nonno, Giulia. La zia adorata da mio padre e dai suoi fratelli e poi anche da mia madre. Una sera, post-vittoria democratica, un ex partigiano comunista (che ho conosciuto pure io) piombò nell'albergo della mia famiglia per festeggiare ma anche curioso di conoscere i nomi di coloro che avevano votato per il re. E allora mia zia si fece avanti e disse "Sono una di quelli. Anche perché il nostro albergo si chiama Hotel Corona e se non ti va bene puoi uscire." L'albergo non cambiò mai nome, a mio nonno partigiano non gli parve mai una grande idea sostituirlo. Mia zia rimase monarchica fino alla fine dei suoi giorni. "Monarchica ma non fascista" diceva. Era alta un metro e cinquanta, indossava spesso occhiali da sole, amava i transatlantici e il mare. C'è una foto bellissima che la ritrae nel porto di Genova insieme a tanti miei parenti. Mio zio ci somiglia molto. Mia zia Giulia apprezzava mia madre (l'ho saputo da altre persone) perché mia madre era austera, ben vestita e soprattutto non disdegnò mai di dare una mano in albergo sin dai primi giorni di fidanzamento con mio padre. Mia madre era la prescelta di mio nonno e mia zia Giulia per portare avanti l'attività. Non lo fece e si rammaricò per non aver avuto il coraggio di farsi avanti. Ne sarebbe stata sicuramente in grado. C'è un'altra foto bellissima che mi ritrae appena appena nato nel giardino dell'albergo in braccio a mia zia, affianco mia sorella, uno sconosciuto che beve vino rosso e poi ortensie, rose, due gatti, i cani, i tavoli imbanditi per uno sposalizio e mio nonno sullo sfondo che fuma con quell'espressione un po' così che ho ereditato da lui.



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