domenica 10 maggio 2015

Dominique De Roux, Knut Hamsun, Hella Haasse, Karin Boye, Andrew Macdonald, Albert Camus, mia madre, Heavenfaced


"Céline giudicato in contumacia, era tuttavia rientrato dalla Danimarca, poiché il commissario del governo aveva riconosciuto che il dossier a suo carico era vuoto. Temendo nuove difficoltà, si era rinchiuso a Meudon, route des Gardes, in una villa stile Luigi Filippo. E' stata Lucette a trovare la casa in quel luogo appartato, invasa dai rovi, dalle ortiche. Degli arbusti soul fianco della collina. Non c'è riscaldamento. La cucina è inesistente. Bisogna rivoltare le pietre. Sono arrivati in taxi ed ecco quel luogo inabitabile che dà sulle fabbriche Renault, su Parigi, inevitabilmente sulla torre Eiffel. Sono scesi. Il gatto sguscia giù. Trascineranno i bagagli nella legnaia, tranne una valigia che Céline posa al piano terra e che diventa il suo tavolo. Una sedie pieghevole davanti. Il corpo si inclina. Scrive. Scrive. Rifiuta assolutamente che Lucette tocchi qualsiasi cosa. Non prova più nessun bisogno, poiché ha deciso di comporre un'opera più grande del Viaggio. In stato d'ispirazione, si preoccupa solo del corso delle parole. E' inutile sistemare il loro soggiorno. A che serve preparare, pulire, cucinare, riscaldarsi, nutrirsi? Lavora senza posa, con tanta dedizione che la notte, persino durante il dormiveglia, il richiamo della sintassi, di una figura, della parola giusta, lo fa sussultare. Non vuole vedere né ricevere nessuno. Sempre la stessa silhouette: capelli al vento, un vecchio foulard intorno al collo, un ammasso di maglioni consunti, un giaccone macchiato. Esce un'ora con i suoi cani, scomparendo in mezzo alle erbe, alle piante, in quel giardino che scende fino al selciato della route des Gardes. Poi ritorna a sedersi sulla sedia pieghevole, circondato di carte, di penne biro. Unico interesse: scrivere e morire. Rifiuta quasi ogni alimento e diventa sempre più debole. Poco a poco sua moglie riuscirà a farlo ragionare. La sua presenza causa qualche imbarazzo agli indignati patentati, per i quali la ricomparsa del nome di Céline in un giornale è un insulto. Piuttosto che organizzare delle campagne stampa, trovano più facile dipingere svastiche sulla sua cassetta postale o scrivere Céline traditore sui muri di Bellevue. Ma come astuzia, i cattivi maestri proveranno a escluderlo imponendo il silenzio sul suo nome. Gli alberi sono rinverditi. La scabbiosa, la verbena si sono moltiplicate nel giardino ora dissodato. Céline è ritornato il dottor Destouches. Lo segnala una targa su un picchetto." (pp. 115-116)

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Ritorna nelle librerie per merito di Iperborea "Misteri" di Knut Hamsun. Ne scrisse tanto tempo fa Gianfranco qui






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Sulla festa della mamma dico solo: "Ciao, ovunque tu sia"



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