lunedì 18 maggio 2015

Alcuni estratti da "Money" + Roberto Minervini + The Lonesome Southern Comfort Company

"Money" di Martin Amis é un romanzo micidiale. Mi sa che l'ho già scritto ma non smetterò di ripeterlo. Debordante, surreale, cinico, divertente, cattivo, tristissimo sentimentale, infernale....



Il primo estratto mi ha fatto ricordare a una ragazza che ho conosciuto tanto tempo fa e alla quale continuo a volere un gran bene. Quanti ragazzi hai strapazzato, masticato, spolpato, prosciugato, sputato sul marciapiede.

"Tanto vale che tu sappia anche i retroscena sul conto di Selina, e subito. Quella grandissima troia, perché lascio che mi tratti così? 
 Come tante ragazze (immagino), specie quelle del tipo soffice, tutto curve e che a letto ci sanno fare, Selina trascorre la propria esistenza nell'incallita paura di essere aggredita, molestata, stuprata. Il mondo l'ha violentata troppe volte in passato per non farle pensare che voglia tornare sull'argomento. Sdraiata tra le lenzuola o seduta rigida al mio fianco nel corso di lunghi e rischiosi viaggi a bordo della mia Fiasco, o al di là di un tavolo alla fine di cenette senta limiti di prezzo, Selina mi di frequente intrattenuto con il racconto di affronti e violenze subiti a partire dall'infanzia e dall'adolescenza: schifosi dal fiato fetido e la caramella facile al parco, guardiani grondanti sudore che le facevano il tergo grado nel capanno degli attrezzi, qualche ritardato mentale che la fermava nei vicoli, fino ai fotografi narcisisti e ai coetanei priapici che la insidiavano al tavolo, e, adesso, i minacciosi teppisti, i trogloditi del calcio, i negri appostati alle fermate dell'autobus, tutti a ciondolare per la strada carichi di cattive intenzioni e pronti a metterle una mano sul culo, a strizzarle le ette a fare quello che vogliono senza stare a pensarci due volte...Deve essere faticoso sapere che meta degli abitanti del pianeta, uno su due per chiarire, può farti tutto quel che cazzo gli passa per la testa. 
 E deve essere ancora più duro per una ragazza come Selina, il cui aspetto dopo parecchie ore davanti allo specchio, è un compromesso perfettamente bilanciato tra la minorenne leziosa e la provocazione spudorata. I suoi gusti rigorosamente costosi promettono senza ipocrisie un knowhow da bordello e lingerie con prezzi da capogiro. Ho seguito Selina in centro per acquisti, con lei che mi camminava davanti in blue-jeans tagliati e T-shirt sbiadita, o in abitino frufrù altezza coscia, o fasciante come un preservativo, o in uniforme scolastica minimalista...Gli uomini non fanno altro che strabuzzare gli occhi e fissarla. Si fanno forza e si voltano dall'altra parte. Chiudono gli occhi e si afferrano le palle. E qualche volta, vedendomi avvicinare la mia michetta per metterle un braccio intorno alla vita muscolosa e sottile, sembra che stiano per dirmi: - E tu fa' qualcosa, no? Non farla andare in giro conciata così. Insomma, sei tu il responsabile.
 Ho parlato a Selina di questo. Le ho reso noti gli imprescindibili nessi tra uno stupro e il suo guardaroba estivo. Lei ride. Arrossisce di piacere. E io intanto continuo a fare a botte per difendere la sua reputazione nei pub e alle feste. La palpano, le rifilano pacche, le fanno proposte, ed eccomi di nuovo in pista, esausto ma pronto a menare le mani malconce. Le dico che capita perché lei va in giro che sembra una rivista prono. Lei trova divertente anche questa. Certe volte penso che Selina sarebbe disposta a restare ferma immobile davanti a un tir che le viene addosso, a patto che il camionista non le scollasse gli occhi dalle tette. 
 Oltre che delle aggressioni sessuali, Selina ha paura di topi, ragni, cani, dei funghi velenosi, del cancro, della mastectomia, dei boccali sbreccati, di fantasmi, visioni, prodigi, chiromanti, oroscopi, dell'acqua alta, del fuoco, delle alluvioni, della candida, della povertà, dei lampi, delle gravidanze extrauterine, della ruggine, degli ospedali, di guidare, di nuotare, volare e invecchiare. Come il suo flaccido e pallido amante, non apre mai un libro. Non ha più un lavoro: non ha un soldo. Può avere ventinove anni o trentuno, forse trentatré. È parecchio in ritardo sulla tabella di marcia, e lo sa. Dovrà decidersi a fare qualcosa, e oltretutto piuttosto in fretta. 
 Non necessariamente credo a quello che mi dice Alec, ma a Selina non credo di sicuro. In base alla mia esperienza, con le ragade non si sa mai. Dico sul serio. Se anche ti capita di beccarle sul fatto - magari a gambe all'aria contro la testiera del letto, o mentre si lavano i denti con l'uccello del tuo migliore amico, non si sa mai. Lei negherà tutto, indignata. E convinta, per giunta. Se ne starà lì con l'uccello in mano come un microfono a dirti che non è come pensi. 
 È più di un anno che sono fedele a Selina, Cristo di un Dio, proprio così. Sto cercando di cambiare, ma non funziona mai. Non trovo nessuna con cui tradirla. Non vogliono quello che posso offrire. Chiedono coinvolgimento e candore e fiducia e partecipazione a tutte quelle altre cose di cui, a quanto pare, io sono a corto. Hanno superato lo stadio di quando andavano a letto con qualcuno tanto così per fare. Anche Selina lo ha superato, da un pezzo. Una volta la dava facile, è vero, ma adesso deve pensare al domani. Ai soldi. E dai, Selina, dimmi che non è vero." (pp. 20-22)

Un secondo estratto dedicato alla città che più amo al mondo: Londra e a molto altro.

"Una volta qui di fronte c'era un ristorante italiano gestito dalla stessa famiglia  da tre generazioni: aveva le tovaglie di stoffa sui tavoli e sederete cameriere nerovestite. Adesso è un Burger Den. C'era già un Burger Hutch sulla via. E un Burger Shack, e un Burger Bower. Più si fa rapida la ristorazione e più rapidi si fanno i soldi. Lo so bene: ci ho lavorato. Forse c'è posto per un altro mucchio di soldi. Un'entrata su due si apre su una boutique inondata di luci al neon. Ma quante ce ne vorranno per ogni strada? Trenta, quaranta? Qui una volta c'era una libreria, con la sua brava merce sistemata in ordine alfabetico e per soggetto. Non c'è più. Al negozio mancava la cosa essenziale: impatto commerciale. Attualmente c'è una boutique, e ci girano tre signorine abbronzatissime e sempre sorridenti. C'era un negozio di musica (flauti, chitarre, spartiti). È diventato un ipermercato del souvenir. C'era una sala d'aste: adesso è una videoteca. Una gastronomia kosher: un salone per massaggi. Ho reso l'idea? Questa mia strada si sta facendo strada nel mondo. Mi fa piacere. No, dico sul serio. Per il ristorante è un peccato - ero un cliente abituale, e a Selina piaceva l'ambiente - ma del resto non mi ü mai importato molto e sono contento che sia tutto cambiato.
 Allontanandomi dalla zona ad alto ingorgo demografico, mi inoltrai nel più tranquillo reticolato di rotonde polverosi e luridi hotel. Stanno recuperando terreno anche alcuni terreni edificabili: si vanno raffinando, rinverdendo, marmorizzando. Arrivano in zona e si sistemano qui pubblicitari, commercianti, giovani coppie di sposi. Ormai ti può capitare anche di imbatterti in qualche celebrità di secondo piano, dalle mie parti. Tipo un vecchio attore che canta malinconiche arie nei pub delle traverse qui dietro. C'è una signorina del telegiornale che ogni tanto vedo stipare figli a bordo di una Boomerang mezza sfasciata. Ogni giorno un mancato ospite a un talk show e un ex conduttore di quiz televisivi alcolizzato pranzano alla Kebab House nei Giardini Zilchester. Ah già, c'è pure uno scrittore che abita dietro casa mia. Me l'ha indicato un tizio al pub, e da allora l'ho visto ciondolare al Familz Fun, la sala giochi, e trascinare la sua sporta azzurra del bucato alla lavanderia a gettoni. Non credo che li coprano d'oro questi scrittori, tu che dici?...Lui si ferma e si mette a fissarmi. Ha la faccia contratta e incredula - oltre che sorniona e attraversata da un sorriso sbilenco che sa di collusione. Mi mette i brividi. "Perché non mi dai un'altra ripassata?" gli ho gridato una volta, rivolgendogli anche un segno di vittoria e un pugno chiuso a mo' di avvertimento. Lui non ha battuto ciglio e ha continuato a fissarmi. Mi dicono che sci chiama Martin Amis. Mai sentito nominare. Tu hai letto mai niente di suo?
 ...Strizzai gli occhi e guardai su: ancora niente, nessun fenomeno meteorologico. Certe volte, quando il cielo è grigio così - di questo grigio impeccabile che pare la negazione assoluta del concetto stesso di dolore -, quando le moltitudini chine alzano il capo, è difficile distinguere l'aria dalle impurità dei nostri occhi umani, come se l'andirivieni degli arabeschi di pulviscolo fossero parte degli elementi: pioggia, spore, lacrime nebbia, sporcizia. Forse, in quei momenti, il cielo altro non è che la somma di tutto il luridume che abita nei nostri occhi umani." (pp. 87-89)

Una volta terminata la rilettura di "Money" mi dedicherò a questi altri due:




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"Stop The Pounding Heart" di Roberto Minervini mi era piaciuto tantissimo e adesso non vedo l'ora di vedere: "Louisiana (The Other Side)"




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