lunedì 4 maggio 2015

"ABBIAMO INTERVISTATO L'UNICA BAND BLACK METAL ANTI-ISLAMICA DELL'ARABIA SAUDITA" di Nick Chester


Grazie a d. per avermi segnalato un'intervista all'unica band black-metal anti-islamica dell'Arabia Saudita realizzata da Nick Chester. Potete leggerla qui.

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(ma a quelli che hanno sfilato per l'orgoglio di una città vorrei dire dove siete e dov'eravate  e dove sarete quando questa città veniva devastata, stuprata, saccheggiata e torturata con palazzi del cazzo, festicciole, con quartieri ridotti a campi di movida continua o zone bio a riserva serale da bicchieri di vino e aperitivi dove sentirci diversi e migliori e più che cosa? che la città è una merda e basta?, con interi quartieri spazzati via per soddisfare la vostra voglia di saloni, con mostre su mostre per soddisfare l'appetito culturale sponsorizzato/plasmato/curato/coccolato/sacralizzato da riviste di settore/inserti/giornalisti/critici/pensatori/caseeditrici/critici/rivoluzionaridasalotto e compagnia bella, con infrastrutture corrosive e e terroristische di ogni genere pensate per soddisfare i vostri appetiti istantanei e poi governanti ladri (che ci sono ladri che mi piacciono ma non sono questi), corrotti, mafia, 'ndrangheta, spaccio, abusivismo anche solo di mansarda e intanto vi ostinavate a votare perché credete in quella merda di democrazia e se lo facevate votavate gente impresentabile a destra e a sinistra e al centro e alle stelle?...ma lasciamo stare...lasciamo stare...ma vaffanculo davvero però perché siete degli ipocriti, dei benpensanti del cazzo...oh la peste dei promessi sposi...oh...una mietitrice...un forno che dissolva tutti noi esseri umani nella polvere della galassia...)

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Che mi risollevo giocando con la cugina della mia compagna.
Una bambina vista, acida, cattivella, furba.

Sono la provincia, i piccoli gesti quotidiani, la tranquillità, l'apparente banalità a salvarmi.

Sono i dettagli considerati superflui, i baci sulle guance, la visita in una casa di riposo, la parola "canaglie", le punture di insulina, le gambe tagliate al ginocchio, le insalate di campo.

Sono i fiori.

Le piante da frutto.

La vita lontano dai riflettori.


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Con Charlie, alla faccia di qualcuno:









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