domenica 5 aprile 2015

Le feste comandate, i Blur, Anne Sexton e Simone Buttazzi a Fahreneit

Perché oggi dovrebbe resuscitare il Salvatore e invece le feste comandate e i compleanni resuscitano soltanto i miei incubi, il dolore, l'estraneità alla mia famiglia. Dopo il lavoro, in notevole ritardo, mi siedo a una tavola di parenti stretti e lontani. Per tre ore tengo quasi sempre lo sguardo sul piatto colmo di una specialità nordica cucinata in maniera dozzinale che digerirò domani e che mi fa tornare alla mente la grazia culinaria di mia madre. Le sue mani che impugnano coltelli, mestoli, infarinano, sminuzzano mi fanno pensare a quelle di Barbara che vive molto lontano da qui. Una donna bellissima e sensibile che prima o poi spero possa incantare i palati e i cuori di molte persone. Partecipo alle discussioni fingendomi interessato di argomenti di cui o me ne frego o non so nulla. La voglia di versare dell'arsenico nei piatti mi è venuto più volte. Mi ridesto dal torpore guardando al di là delle vetrate del gigantesco salone da pranzo della villa di mio zio. Al di là del vetro si nascondono le mie montagne, i miei laghi e vigilano due cani, un pastore tedesco e un husky, che aspettano solo di essere accarezzati. A un certo punto mi alzo, saluto e me ne vado per fare un salto al cimitero dove è seppellita mia madre. Cammino fra le lapidi cercando di non piangere ma crollo quando vedo una moglie che picchia i pugni sulla lapide del marito morto da pochi giorni. Un uomo che per anni ho visto portare a spasso il cane. Mi soffio il naso davanti alla foto di mia madre e me ne vado. Quando sto per uscire sento un bambino dire ai suoi genitori che quell'uomo era tanto triste. Ecco, forse solo quel bambino oggi mi ha voluto davvero bene. Guido diretto verso casa e ascolto due vecchi album ad alto volume. C'è un'amica che dice che le ricordo Damon Albarn. Io se penso a lei penso a Londra e ai sorrisi che regalai quasi vent'anni fa al Tamigi. Spero fra non molto di regalare alla metropoli londinese quegli stessi sorrisi e se non saranno sorrisi spero che sia almeno un sasso che cade nell'acqua.

I dischi che ho ascoltato in macchina:







Domani riposo. 
Non farò nulla di pseudo utile per la società.

Due pezzi dei Blur: il primo di sicuro...insomma...il secondo...forse...





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E poi c'è quell'uomo, Simone Buttazzi, che dietro di sé ha una fila chilometrica di schiume da barba che bramano di adagiarsi sul suo corpo augurandosi il giorno che una lametta possa incontrarle facendo scintille, che ha detto la sua a Fahreneit. Se lo incontrate non strillate troppo, mi raccomando, i Beatles s'incazzerebbero.

4 commenti:

  1. Risposte
    1. giornate troppe dure da sopportare.

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  2. I Blur ci stanno sempre alla grande!
    E se somigli a Damon Albarn ti invidio parecchio.

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    1. In realtà non ci somiglio per niente. lo dice lei...

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