sabato 18 aprile 2015

"La morte di Céline" di Dominique De Roux (Lantana Editore)


Il 30 aprile esce per Lantana "La morte di Céline"  di Dominique De Roux (Lantana Editore, pp, 144, 16 euro, a cura di Andrea Lombardi, Prefazione di Marc Laudelout • traduzione di Valeria Ferretti, collana: le stelle) e non vedo l'ora di leggerlo. Spero di riuscire a scriverne o magari trascrivere qualche passaggio significativo. Andrea Lombardi è una persona davvero in gamba.

'Abbiamo scelto di presentare Louis-Ferdinand Céline dottor Destouches affrontando il problema della Letteratura oggi, poiché Céline fu ucciso dai suoi colleghi scrittori; da questa consorteria di gentucola unita (in ogni epoca) per autocompiacersi del proprio talento e scacciare l’uomo libero, lo scrittore senza compromessi, colui che finisce in cella, in fin dei conti, per il suo rifiuto di appartenere a chicchessia. Dal 1932 Céline, malgrado il successo, o lo scandalo, fu maledetto. Rifiutò subito di entrar a far parte della “sua” famiglia e, come scriveva, dei “suoi” compagni di strada. 


[...]


Céline era un delicato, un giusto sotto la sua scorza d’ingrato urlatore.

Adesso è dappertutto.
L’inchiostro che cola dalle sue vene non perderà mai il suo tono bluastro di verità. Ascoltatelo:
“Non ho mai rinnegato nulla… mai adorato niente… mai aderito a nulla… aderisco a me stesso fin che posso… Il mio cammino e io… è là… da solo… è il viaggiatore solitario quello che va più lontano… Nella vita si entra, si esce, come in una stazione… le partenze… sono spesso un sollievo… ma talvolta anche della pena… autentica, una volta tanto, per il mondo intero, per me, per lei, per tutti gli uomini… È forse questo che si cerca nella vita, nient’altro che questo, la più gran pena possibile per diventare se stessi prima di morire”'.

Dominique de Roux, 1966.





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