sabato 11 aprile 2015

Di sabato e cattiverie (ma anche altro: Evelyn Waugh, Bem, Rudolf Steiner, Shlohmo)

Di sabato le persone vanno a fare la spesa, giocano a calcio o a qualsiasi altro sport, riposano, tagliano il prato, incontrano fidanzate e fidanzati, scopano, vanno a ballare, frequentano locali, vanno a messa, fanno shopping, si travestono, fanno volontariato, lavorano, studiano, scattano foto, camminano, vanno in bici, sorridono, accompagnano i bambini al parco, prepareranno l'impasto della pista, vanno dal parrucchiere, visitano musei, mangiano la pizza, si fanno la ceretta, si fanno la lampada, scopano, si ubriacano, si drogano, prendono un volo, salgono su un treno, litigano, cambiano i fiori al cimitero, puliscono casa, lavano la macchina. Di sabato io esco dal lavoro e sto in casa a non fare un cazzo o a farmi i cazzi miei vedendo solo una persona, la mia compagna, che tornerà alle 22 dal lavoro. Fuori splende il sole, fa caldo, ma non me ne frega assolutamente nulla.

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Leggere e rileggere i racconti di Waugh è un vero spasso. C'è ne uno che lessi già tempo fa però a riprenderlo in mano mi fa sempre lo stesso effetto. Il racconto si intitola "Troppa tolleranza" e si chiude così:

"Il giorno dopo, non ebbi occasione di parlargli, ma lo intravidi sul molo intento a controllare che il suo carico di macchine per cucire fosse a posto.
Mentre ancora lo guardavo, terminò il suo lavoro dirigendosi risoluto verso la città - tragica e ridicola figura di uomo fregato dal proprio socio, sfruttato da un figlio ovviamente indegno, abbandonato dalla moglie; inarrestabile, sconcertante personaggio che a grandi passi, sotto il suo sobbalzante casco coloniale, se ne andava allegramente incontro a un intero continente di rapaci e spietati bravi ragazzi." (pag. 109)


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La noia di leggere un'intervista a Nanni Moretti, l'ho abbandonata dopo trenta secondi.
Come leggere i pezzi di Michele Serra.
O sapere che Saviano è finito a Amici.
O leggere dei sentimenti di solitudine dei magistrati.



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Questo sì che vale la pena di rivedere: "Bem il mostro umano".


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Oggi avrei voluto uccidere una persona. 
Dovrò berci sopra per dimenticare la sua faccia.
Ma me la sognerò anche stanotte.
E domani mattina mi sentirò addosso il suo fetore.


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Rudolf Steiner. Punto.





2 commenti:

  1. grazie per aver citato Bem, mio Nume. Ricambierò regalandoti abbonamento al Fatto quotidiano;) p.m.

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