venerdì 17 aprile 2015

Béla Tarr e altri pensieri


Béla Tarr è uno dei miei registi preferiti e per Bietti è appena uscito questo libro di Jacques Rancière, "Béla Tarr, il tempo del dopo", alcune informazioni: 

"Da Nido familiare (1979) a Il cavallo di Torino (2011) – dichiarato dal regista il suo ultimo film – Béla Tarr ha forgiato un universo cinematografico innervato da un’inesausta tensione esplorativa. Dopo il fallimento dell’Ungheria socialista, analizzata attraverso lunghi primi piani e riprese febbrili, la riflessione si fa metafisica, abbraccia la dimensione umana della storia e trova nel piano sequenza la sua rappresentazione ideale. Nella prima monografia francese dedicata al cineasta ungherese, tradotta per la prima volta in italiano, Rancière indaga con una prosa immediata e vitale, dal punto di vista formale oltre che drammaturgico, le sequenze più esaustive di film come Le armonie di Werckmeister, e compone il ritratto poetico di uno dei maggiori registi contemporanei. 
Jacques Rancière (Algeri, 1940) è un filosofo francese e professore emerito di filosofia all’università Paris VIII. Tra i suoi libri: Il disagio dell’estetica e La favola cinematografica."

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Di Nanni Moretti e delle sue pellicole invece non me ne frega assolutamente nulla.

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Mi salvo l'umore solo andando ai funerali, anche a quelli di sconosciuti.

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Mi aspetta un altro fine settimana di merda.

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E' uscito "Notturno Americano" di Emidio Clementi (Santeria/Audioglobe) dedicato a Emanuel Carnevali.

6 commenti:

  1. Mi fa molto piacere vedere sul tuo blog segnalato questo libro su Béla Tarr. Alessandro Baratti, persona estremamente competente, ci ha lavorato molto. Notando la tua curiosità immagino lo “conosca” già, altrimenti trovi le sue recensioni su Gli spietati.
    Mi permetto, inoltre, di segnalarti una puntata di Uomini e profeti nella quale è intervenuta Roberta Dapunt. http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/PublishingBlock-21e3c4a0-7f5a-440b-a32b-18135e27580f-podcast.html
    Non arrivi direttamente al podcast da questo indirizzo, ma lo troverai facilmente: utilizza il nome dell’autrice per trovarlo nella pagina. Jean Claude.

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    1. conosco il libro, le recensioni di Baratti e Béla Tarr. Grazie per la segnalazione su Roberta Dapunt, ci metterò un po' perché non sono avvezzo alle cose internettistische.

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  2. Dimostrare di non essere un robot segnando le immagini nelle quali era rappresentato il pane. Bah...

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    1. stai parlando del captcha o come cazzo si scrive. ti giuro non ne so niente e non so nemmeno come si commenta sul mio blog e me ne frega anche poco. solo un esercizio masturbatorio.

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  3. Sì, mero esercizio masturbatorio, non se ne esce (a volte può sembrare lo sia meno, ma...no).

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    1. beh, ma la masturbazione è anche un piacere, quindi...

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