lunedì 27 aprile 2015

Alcune poesie di Bukowski


Trascrivo, quasi a a caso, alcune poesie tratte da "So benissimo quanto ho peccato". Tutte le volte che leggo le poesie di Bukowski il mio pensiero corre a te E. Amica mia che anni fa mi regalasti conforto.



"ho incontrato un genio sul treno
oggi
aveva circa 6 anni,
era seduto di fianco a me
e mentre il treno
correva lungo la costa
siamo arrivati all'oceano
e allora lui ha guardato e ha detto,
non è bello.

è stata la prima volta che me ne
sono 
accorto." ("Ho incontrato un genio")


"ero a Filadelfia e il barista disse
cosa e io gli dissi, dammi una birra alla spina Jim,
devo mantenere i nervi saldi, vado
a cercarmi un lavoro. tu, disse,
un lavoro?
già, Jim, ho visto un annuncio sul giornale,
nessuna esperienza richiesta.
e lui disse, cazzo, tu non vuoi un lavoro,
e io dissi, cazzo no, ma mi servono i soldi,
e finii la birra
e salii sull'autobus e guardai i numeri
e presto i numeri si avvicinarono
e poi eccomi arrivato
e tirai la cordicella e l'autobus si fermò e 
scesi.
era una grande costruzione in lamiera
la porta scorrevole era incastrata nella terra
la tirai indietro ed entrai
non c'era pavimento, solo terra,
sconnessa, bagnata, e puzzava.
e c'erano rumori come di cose segate in due
e cose trapanate ed era buio
e uomini camminavano in alto sulle travi
e uomini spingevano vagoni sul terreno
e uomini sedevano davanti a macchinari a fare cose
e c'erano lampi di luce e tuoni
e di colpo un secchio pieno di fiamme mi dondolò sulla
testa, ruggiva e ribolliva di fiamme
pendeva da una catena lassa e arrivò dritto verso di me
e qualcuno urlò, EHI, STAI ATTENTO!
e mi abbassai sotto il secchio per un pelo
sentendo il calore passare sopra di me,
e qualcuno chiese,
COSA VUOI?
e dissi, DOV'E' IL CESSO PIU' VICINO?
e me lo disse
ed entrai
poi uscii e vidi sagome di uomini
che si muovevano tra fiamme e frastuono e
andai alla porta, uscii, e
ripresi l'autobus fino al bar e mi sedetti
e ordinai un'altra birra, e Jim chiese,
cosa è successo? dissi, non mi hanno voluto, Jim.
poi entrò una puttana e si sedette e tutti
la guardammo, non era niente male, e ricordo che
per la prima volta nella vita quasi desideravo avere una 
vagina e un clitoride invece di quello che avevo, ma in 2 o 3 giorni
mi passò e cominciai a leggere le
offerte di lavoro di nuovo."  ("cercando lavoro")



"ci sono persone che non impazziscono mai.
io prima o poi mi sdraierò dietro al divano
per 3 o 4 giorni.
mi troveranno lì così.
è Cherubino, diranno, e
mi verseranno vino giù per la gola
mi massaggeranno il torace
mi cospargeranno di oli.

poi, io mi alzerò con un ruggito,
urlerò, griderò -
maledirò loro e l'universo
mentre li farò scappare nel
prato.
mi sentirò molto meglio,
seduto di fronte a pane tostato e uova,
canticchierò un motivato,
improvvisamente diventerò adorabile come una 
balena 
rosa ipernutrita.

ci sono persone che non impazziscono mai.
che vita davvero orribili
devono vivere."  ("ci sono persone")




"contorcersi nelle lenzuola -
affrontare di nuovo la luce del sole,
questo è chiaramente
un problema.
la città mi piace di più quando le
luci al neon sono accese e
le spogliarelliste ballano sul bancone del
bar
al ritmo di musica straziante.

sono sotto queste lenzuola
che penso.
i miei nervi sono bloccati dalla
storia -
la preoccupazione più grande del genere umano
è il coraggio che ci vuole per 
affrontare di nuovo la luce del sole.

l'amore inizia con l'incontro di due
sconosciuti. l'amore per il mondo è 
impossibile. preferisco starmene a letto
e dormire.

stordito dai giorni e dalle strade e dagli anni
tiro su le lenzuola fino al collo.
giro il culo verso il muro.
odio le mattine più di qualsiasi 
altro uomo."  ("nervi")


"a mezzanotte in punto
1973-74
Los Angeles
ha cominciato a piovere sulle
foglie di palma fuori dalla mia finestra
i clacson e i fuochi d’artificio
sono partiti
e tuonava.

ero andato a letto alle 21.00
spento le luci
tirate su le coperte –
la loro letizia, la loro felicità,
le loro urla, i loro cappelli di carta,
le loro automobili, le loro donne,
i loro ubriachi dilettanti…

la notte di Capodanno mi terrorizza
sempre

la vita non sa nulla degli anni.

adesso i clacson hanno smesso come
e i fuochi d’artificio e i tuoni…
tutto è finito in cinque minuti…
odo soltanto la pioggia
sulle foglie di palma,
e penso:
non capirò mai gli uomini,
ma ho superata
anche questa."  ("foglie di palma")




Nessun commento:

Posta un commento