sabato 21 marzo 2015

Di sabato: James Ellroy, Piero Cipriano, Wolf Bukoswki, l'ennesima fiera del libro del cazzo, Sarah Jaffe




Un sabato che mi vede stanchissimo di lavoro e preoccupazioni. Intanto ho terminato "Perfidia" di James Ellroy. Quando lessi i primi lanci dell'uscita statunitense avevo storto il naso. Ancora gli stessi personaggi? La paranoia del complotto sull'attacco di Pearl Harbor? E poi invece il romanzo è una bestia davvero perfida. E la copertina statunitense (la vedete sopra) è molto più bella e significativa di quella italiana ed è un vero peccato che Einaudi non l'abbia mantenuta. Dentro questo nuovo romanzo ci sono omicidi, star hollywoodiane, comunismo da salotto, Quinta Colonna, eugenetica nazista, imperialismo giapponese, sesso, rastrellamenti, religione, Ira, internamenti, polizia corrotta, slancio patriottico, puttane, alcolismo, froci, messicani, sottomarini. E' un romanzo violento, cattivo, razzista,  anti-razzista, sanguinoso, coinvolgente, disturbante, oppiaceo ma anche tanto, tanto sentimentale e sensuale e sensibile e commovente. Ne sono uscito frastornato e ho guardato fuori, verso la strada, con le macchine parcheggiate ovunque. Questo cuore nero ellroyano che mi parla dentro e continua a parlarmi. Non so se sia il romanzo più bello di Ellroy ma di sicuro è il romanzo di uno scrittore che scrive quello che vuole, fregandosene delle anime belle dei lettori, delle loro aspettative. Quando leggo Ellroy io non mi sento tanto bene. Però mi sento bene.


.....


"La fabbrica della cura mentale" di Piero Cipriano è stato uno dei libri più belli degli ultimi tempi. Oggi è la volta de "Il manicomio chimico".  non l'ho ancora letto ma prima o poi arriverà. Da quando non scrivo più recensioni nel vero senso della parola le mie letture sono ritornate ad essere più libere e intense.


.............





Dopo le ultime elezioni israeliane ho letto e ascoltato persone che parlavano di sanzioni, boicottaggi, eccetera. Ragionamenti al servizio di stati, governi. Ma comunque argomenti interessanti su cui varrebbe la pena di discutere. Ma intanto per chi vive dalle parti italiane, o limitrofe come nel mio caso, sarebbe meglio non frequentare alcuni luoghi come Eataly o campagne militari del cazzo come Expo e non applaudire ridicole e ipocrite iniziative come i tombini milanesi d'autore o i writers lecchesi che "rivitalizzano" palazzi e muri che quando erano grigi stavano quasi meglio. Un discorso lungo che meriterebbe ben altro spazio. Tutto questo per dirvi che il 25 marzo esce per Alegre un libro che mi sembra molto interessante di Wolf Bukowski: "La danza delle mozzarelle. Slow food, Eataly, Coop e la loro narrazione". La copertina mi fa stare male con quella faccia in copertina. 


......


Il prossimo fine settimana a Milano ci sarà l'ennesima fiera del libro. Questa volta indipendente. Che poi, tolte le sorelle dell'editoria, sono sempre le stesse case editrici che si trovano nelle altre fiere, salvo le eccezioni ma le eccezioni esistono ovunque. Sono stato invitato in maniera informale, per un caffè, una birra, una chiacchierata ma ho declinato l'invito. Non sono posti che fanno per me. Già pensarci mi fa salire l'ansia. Tutto quel chiacchiericcio mi fa star male. Tutti quei sorrisi da salotto mi fanno venire voglia di nascondermi. Tutte quelle presentazioni che è meglio farsi di morfina. Tutti quegli stand che purtroppo non prendono mai fuoco.

.




Anni fa mi dicesti, "Ascolta questo album. Ma lascia stare le due canzoni che già ti piacciono. Ascolta le altre. Questo è un album sincero. Tosto. Bello." 
Avevi ragione. 
Peccato non potertelo mai più dire.
Coi morti si può parlare solo col pensiero.
E non è la stessa cosa.






Nessun commento:

Posta un commento