lunedì 30 marzo 2015

Alcuni estratti da "Franciavanguardia" di Sebastiano Caputo (Circolo Proudhon)



Come promesso alcuni giorni fa propongo alcuni estratti da "Franciavanguardia. Cronaca di una rivoluzione culturale" di Sebastiano Caputo (Circolo Proudhon) che raccoglie interviste e incontri con personalità della cultura francese legate fra loro "da un comune sentire: la France éternelle.". E' un post molto lungo questo che anticipa una possibile intervista a 360 gradi a Sebastiano.

"Gli illuministi si dicono umanisti per eccellenza. Andate a leggere l'Enciclopedia! Vedrete l'odierna ideologia liberale: annullamento delle feste religiose, la domenica tutti a lavoro, smantellamento delle corporazioni e dei sindacati, liberalizzazione dell'economia. E' la costituzione dei ricchi contro i poveri. I poveri dovevano lavorare di più per produrre di più, le donne lasciare la casa per andare a fare lavori terrificanti, i bambini da inviare nelle miniere. Nel nome della libertà individuale, l'Enciclopedia ha cancellato qualsiasi forma di protezione sociale. Gli illuministi sono degli anti-umanisti!" (pag. 43, Marion Sigaut)

"Potremmo dire che il mondialismo è un messianismo...più che un'ideologia indifferenziata all'interno di una "global governance", dove l'essere umano è ridotto alla semplice definizione di "uno stomaco prolungato da un attributo sessuale". E' uno spirito che ha come obiettivo quello di distruggere alcuni valori, ad esempio pensando alla Francia e all'Italia, mi viene in mente il cattolicesimo in quanto "religione rivelata". Come diceva un grande dirigente della massoneria francese un secolo fa: "Spegnere le lucri nel cielo". Il mondialismo rimane una visione materialista e anti-umana. E' un messianismo che appartiene solo ad un gruppo ristretto di persone. Se affermiamo che è un misticismo religioso, il primo ribelle è il "portatore di luce". Nel Ventesimo secolo quest'ideologia si è espansa in maniera molto più veloce. Il veleno, con il progresso tecnico di questo secolo, può essere facilmente trasmissibile." (pag. 45, Pierre Hillard)

"Scrive Zeimmour che è stato "il trittico: derisione, decontrazione, distruzione", che ha minato "le fondamenta di tutte le strutture tradizionali: famiglia, nazione, lavoro, stato, scuola. L'universo mentale dei nostri contemporanei è diventato un campo di rovine. Il successo intellettuale delle scienze umane ha distrutto tutte le certezze. Come aveva previsto nel 1962 Claude Lévi-Strauss, scopo ultimo delle scienze umane non è costruire l'uomo, ma dissolverlo." Perché chiamare "Il Suicidio francese" il saggio che traccia la storia di Francia dal 1970 ai nostri giorni? "E' stato difficile scegliere il titolo del mio ultimo libro. La Francia muore, si è fatta lentamente avvelenare dall'ideologia di decontrazione, di derisione, di derisione, quello che io chiamo le tre D. Siamo nella fase di distruzione. Da quarant'anni abbiamo delle élite politiche, economiche, culturali, mediatiche che distruggono le nazioni e tutti i loro pilastri, che lasciano il popolo nudo di fronte ai problemi esistenti." (pag. 52, Eric Zeimmour)

"Alla punta del sistema piramidale Ratier parla della lobby più potente di Francia: Le siècle. "Riunisce 600 persone una volta al mese (di destra e di sinistra, il padronato come i sindacati, ndr), e concentra almeno l'85 per cento del potere in Francia. E' la sezione francese dell'iper-classe mondializzata. Ci sono le grandi imprese, gli uomini e le donne di governo, cardinali, insomma tutte le persone che contano veramente, gli iper-potenti, banchieri, assicuratori, finanzieri. I ministri, ad esempio, non ci sono perché non governano. Si riuniscono, si sposano fra loro, e di conseguenza concentrano il potere e non lo fanno uscire. E ovviamente sono tutti milionari. Questa potente lobby difende i suoi interessi e il suo territorio, ma non ha la volontà di cambiare la società. La massoneria ha un potere secondario, è più forte in altri Paesi come in Inghilterra. C'è una massoneria di sinistra e una di destra, persone abbastanza mediocri. E poi c'è la lobby ebraica francese che però non posso parlarne perché ci sono delle leggi in Francia che me lo impediscono." (pag. 57, Emmanuel Ratier)

"Lo Stato d'Israele è diventato impopolare agli occhi delle persone, è per questo motivo che sono nati fenomeni come quello di Dieudonnè che prende in giro tutte le strumentalizzazioni della Shoah. Il problema è che Israele, come tutti i regimi coloniali, non capisce quando è il momento di cambiare strategia...Israele va contro un muro. Ogni critica verso Israele oppure verso la lobby ebraica viene perseguitata dalla giustizia. Non c'è da stupirsi se oggi i giovani francesi stanno con Dieudonnè e Soral. La cosa terribile è che le teste pensanti dell'ebraismo non cambieranno strategia. Continueranno a collegare antisionismo e antisemitismo, perché la strumentalizzazione della shoah ha raggiunto dei livelli ridicoli. Ormai è difficile insegnarla nei licei perché i ragazzi si mettono a ridere. Ad ogni modo credo che tra un secolo studieremo la questione ebraica come un complesso sistema di propaganda. Mi chiedo come fanno a prenderci così in giro." (pag. 62, Jacob Cohen)

"Lottare contro il razzismo significa lottare contro il sionismo, lottare contro il colonialismo è lottare contro il sionismo, tutto questo è molto coerente, la Francia oggi è colonizzata dal sionismo, il sionismo colonizza altri popoli nel mondo, e io sono nella resistenza", dice. "Mi hanno detto per decenni che Jean Marie Le Pen e il Front National era il male assoluto, e invece ho scoperto che il razzismo non era l dove mi facevano credere che fosse. Il vero razzismo in Francia è oggi rappresentato dal CRIF presieduto da Roger Cukierman e la LICRA di Alain Jakubowicz, entrambi sostenuti dal primo ministro Manuel Valls, il quale si è detto più volte legato eternamente ad Israele". (pag. 64, Dieudionne M'Bala, M'Bala)

"Il nome scelto da Soral per l'associazione, Egalité&Réconciliation, è indicativo. E' l'uguaglianza nella riconciliazione, e la riconciliazione nell'uguaglianza. Lo slogan "destra dei valori e sinistra del lavoro" s'iscrive nella tradizione francese di Georges Sorel, del suo allievo Edouard Berth, negli scritti di Pierre Joseph Proudhon come in quelli di Rousseau ("se lo si legge correttamente", spiega Soral, "è una lettura progressista che critica il progressismo della corrente Illuminista, ed è allo stesso tempo tradizionale ma che non cade nella reazione: la sua è una rivoluzione conservatrice"). Ma soprattutto che rifiuta le categorie ufficiali della destra e della sinistra per andare oltre: Egalité&Réconciliation è la riconciliazione del proletariato e della classe media in una falsa lotta di classe: quella tra i salariati e le piccole imprese. Riconciliazione tra i francesi e i francesi estratti dall'immigrazione." (pag. 73, Alain Soral)

"Il grande merito filosofico di Costanzo Preve è effettivamente quello d'aver ricordato che il concetto di "comunità" era alla base della critica socialista all'individualismo liberale e alla corrispondente "atomizzazione del mondo" (Engels). Non ci stancheremo mai di ripetere, in effetti, che una vera società umana non potrà mai essere il prodotto di un semplice accordo contrattuale tra individui "indipendenti per natura" mossi dal loro semplice "interesse  ben compreso". (pag. 84, Jean Claude Michea)

"Io mi sono definito da sempre "un uomo di destra di sinistra" o "un uomo di sinistra di destra", cioè ho sempre creduto che questo schema destra-sinistra non significhi più nulla, che sia divenuto oggi completamente obsoleto se si cerca di analizzare i grandi avvenimenti della nostra epoca. Il carattere fittizio di questo schema mi sembra di giorno in giorno più chiaro." (pag. 93, Alain De Benoist)

"Io ho votato contro il Tratto di Roma nel 1957, credo nell'Europa boreale, da Brest a Vladivostok. Non vogliamo un Super Stato, ma un'unione di popoli e nazioni con gli stessi obiettivi. Ecco perché dobbiamo cooperare tra Stati, non sul modello dell'Unione Europea che vuole distruggere le nazioni." (pag. 103, Jean Marie Le Pen)

"La demonizzazione del Front National inizia quando si è molto giovani siccome le nostre coscienze non hanno degli anticorpi sviluppati. Mi ricordo che quando stavo al liceo i professori mi parlavano del Front National come qualcosa di cattivo e pericoloso. E' anche vero però che i giovani sono per definizione ribelli, e votare per il Front è un atto di ribellione. Se ti dicono di non fare una cosa quando sei giovane vai a finire che quella cosa la fai. E poi quando quelle persone ti ripetono le stesse cose e allo stesso tempo vedi che quello che ti propongono non funziona allora spontaneamente si ha la volontà di cercare la verità altrove. Ecco che i giovani si interessano a noi, che siamo l'unica alternativa al modello centro-destra-sinistra." (pag. 106, Julien Rochedy)





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