sabato 14 febbraio 2015

Sabato fra Edda, pioggia, lettura e tanto nervosismo





- Da quasi trent'anni, se ho tempo e lo trovo aperto, mi taglio i capelli da Roberto, che ha il salone a cento metri da dove sono cresciuto. Ieri però lui non c'era e sono andato dal parrucchiere in centro paese, che poi è il padre della migliore amica di mia sorella. Un uomo che praticamente conosco da sempre. E che mi è sempre stato antipatico. La seduta di ieri è stato un piccolo viaggio nel classico orrore dei paesi di provincia, con il locale che si riempie e si svuota di volgarità, pettegolezzi, dicerie, pensionati con la fissa del sesso e foto porno sul cellulare, razzismo, qualunquismo, i danè, chiacchiere, parentele che tutti sono parenti di tutto e tutti sanno di tutti. Mezz'ora di paranoia e senso di asfissia. Quando mi sono alzato avrei voluto imbracciare un mitragliatore e far fuori tutti. Mio padre ha taciuto per un'ora dopo che sono tornato. Meglio i cinesi. Davvero meglio i cinesi a queste latrine. Coglione io ad esserci andato.



 - Quando ascolto qualche finissima persona di sinistra commentare Sanremo denigrando chi lo guarda da parte mia cerco sempre di aggiungere che la situazione è più complessa, forse anche più interessante proprio in virtù di questa complessità, ma niente, loro rimangono seduti sul loro trono a giudicare i plebei. Come se gli ascoltatori della culturalissima Radio Rai 3 o Radio Popolare o gli spettatori di qualche programma "fichissimo" per l'evoluzione cerebrale fossero persone tanto migliori, più meritevoli di essere incontrate e frequentate...col cazzo...anzi...meglio perderle che trovarle...

- Chi nega i campi di concentramento è un idiota completo ma sono personalmente contrario al ddl contro il negazionismo. Diego Fusaro ne scrive qui.

- Sul libro di Tova Reich "Il mio Olocausto" c'è un post molto bello, questo: "Tova Reich, My Holocaust: l’antidoto al Giorno della Memoria". Da parte mia il genere di considerazioni contenute nel libro della Reich le potrei applicare al campo della Resistenza. Ma è un discorso che non aprirò perché tanto dolore mi ha provocato. Forse un giorno, chissà, ci scriverò sopra qualcosa.


"Luciano Bianciardi. Il precario esistenziale" a cura di Gian Paolo Serino (Edizioni Clichy) è un librino con un prezzo (7.90 euro) fin troppo elevato. In pratica è un articolo non troppo lungo di Serino che ristabilisce la giusta grandezza di Bianciardi, la capacità di anticipare Eco e Pasolini, la carica dirompente. Dopo averlo letto mi chiedo come e cosa Bianciardi avrebbe scritto di questa Milano sempre più schifosa, assediata dalla feccia politica di destra e sinistra (oddio Pisapia...) e centro, dalle cosche, dal cemento + devastazione Expo, dalle bretelle autostradali. 

"Io, lo giuro, non ho paura della morte, ma l'agonia sì, mi fa paura, specialmente quando dura anni, e ti mozza il lavoro, e tu stai male, avresti bisogno di riposarti e di guarire, e invece continuano a tafanarti i padroni di casa, i letturisti della luce, Mara con la comunione e le palline del bimbo, le tasse, i rappresentanti di commercio, i datori di lavoro, i medici, i farmacisti, le cambiali, gli esattori dell'abbigliamento. L'agonia continua fino a che a tutti costoro sembri che ci sia il modo di levarti di corpo qualcosa ancora, e fino a che tu abbia la forza di continuare. Poi lasciano che tu muoia."



Nelle mia mani un libro che attendevo da tanto: "L'identità infelice" di Alain Finkielkraut (Guanda)







3 commenti:

  1. http://www.intelligonews.it/negazionismo-diego-fusaro-risponde-alla-lettera-aperta-dellesponente-della-comunita-ebraica-pontecorvo/

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  2. Ogni tanto finisco in un posto tutto mio (mentale)... mi sono persa Sanremo. E dire che avrei voluto ascoltare un po' di canzoni. Ieri ho esclamato: "Ma come c'è già stato?" Credo che adesso non abbia molto senso cercare artisti e canzoni... È un quadro che ha un senso dentro una cornice. Vabbè

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    1. A me è successa la stessa cosa poi sono incappato in qualche tg. il livello mi sa che era bassissimo.

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