martedì 24 febbraio 2015

Cose sparse (John Lennon, banche, Salvini, Fusaro, Brullo, Céline)



(una canzone di tanto tempo fa perché tutte le volte che mi metto a pulire casa mi viene in mente questo disco di mia madre)

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Questa volta mi tocca dare ragione a Salvini per quanto riguarda l'ultimo accordo Italia-Svizzera che favorisce esclusivamente le banche e i soliti appetiti dell'apparato fregandosene dei frontalieri e  dei comuni di frontiera (anche se la questione è ancora più complessa...c'è di mezzo il dumping e molto altro) e non fatevi fregare da tutte queste sparate sul rientro di capitali...e poi riflettevo sul fatto che uno come Salvini conquista voti anche perché parla, come ce la fa, di problemi concreti che toccano fisicamente le persone, nel quotidiano, nel focolare domestico...come nel caso dei frontalieri (è uno dei pochi a me sembra che se n'è occupato ma sicuramente mi posso sbagliare) che è uno dei problemi più spinosi dei territori che confinano con la Svizzera e che non per niente  è uno dei suoi bacini elettorali...un problema di cui un giorno, forse, riuscirò a scrivere qualcosa di compiuto anche io. Prevedo che al nord Salvini e la Lega torneranno a sfondare.

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L'idea dei seggi elettorali mi fa venir voglia di vomitare.
Bruciatele le schede.

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Sul Corriere del Ticino un'intervista a Diego Fusaro: "Meglio da soli che globalizzati" e il libro di cui parla è questo. Da anarco individualista quando si parla di stati e patrie mi prudono le mani ma sono argomenti che mi interessano da sempre.

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Un articolo di Davide Brullo su Il Giornale di qualche tempo fa: "L’ipocrisia degli editori italiani ha un nome: Louis-Ferdinand Céline" (...e adesso si mettono a raccogliere pure firme per questioni editoriali...patetici)


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