mercoledì 28 gennaio 2015

Romina Paula, "Agosto" + Dianella Bardelli, "Verso Kathmandu alla ricerca della felicità" + cambio della direzione a Il Foglio + gli arruolati dell'Expo + Caspian



"Agosto" di Romina Paula (La Nuova Frontiera) è un libro intenso. Non una parola fuori posto. Il capitolo 7 qua sotto:

"Pensare all'educazione come qualcosa di costitutivo. Ore, giorni e anni passati nelle istituzioni; tante e lunghe ore al giorno e forse non molto di più. L'educazione. L'inibizione. Come funzionano, insieme. Una alla base dell'altra. Averne paura, temere. E, allo stesso tempo, voler rubare il fidanzato della tua amica. Vuoi comprarlo con un frutto, di quale albero? Nel cortile di quale scuola? Uno di quelli con il frutto come un batuffolo di cotone dentro un guscio, doppio, chiuso in se stesso? Il frutto del palo borracho? O di cosa? Il frutto del fiore rosa del palo borracho verde e spinoso? In una di quelle scuole col pavimento del cortile di puro cemento, perfetto per le ginocchia. E la paura, allora. Paura della maestra soprattutto, dell'autorità. Paura di essere cacciati? Di essere emarginati? Di essere messi da parte? Di essere esclusi? Soprattutto, forse, paura di essere emarginati. Un passato di offese, un futuro prossimo offensivo. Faccio quello che voglio, faccio quello che voglio, faccio quello che voglio. La prima offesa o la sfida all'autorità o il non riconoscimento delle gerarchie, presi a botte. Dalla forza: della parola, dell'ordine. Minacciano. Come? In che modo? Se dicono: quello  che fai non va bene. Non solo, va proprio male. Quando poi vai a sapere che cos'è - per qualcuno - il male.
Come in quell'articolo sui grandi assassini seriali, assassini feroci, da far paura. Uno degli esempi era Ted Bundy, lui così sorridente, abbronzato e affascinante, o quegli altri, la doppietta che ammazzava bambini in Inghilterra... come si chiamavano? In quell'articolo alcuni specialisti sostenevano l'esistenza di un certo grado di cattiveria che non rientra in nessun quadro psicologico, che appartiene a un altro ordine, inclassificabile: cattiveria. Cattiveria allo stato puro. Gli psicologi si spaventavano: non volevano neanche addentrarsi su un piano morale o religioso, non avrebbe portato da nessuna parte. Parlavano di psicopatici, alcuni potevano arrivano a uccidere, altri no, e alcuni assassini seriali non sono neanche psicopatici. E avevano sviluppato una specie di scale, da uno a ventidue, in ordine di gravità, per valutare il grado di ferocia dell'assassino con le sue vittime. Dopodiché mi chiedevo in che posizione, dove e come la psicologia colloca la morte, la propria morte, di se stessi. La nostra morte. Che posto occupa nella testa, nella mente. Morire per se stessi, morirsi. Il riflesso della propria morte, l'attivo riflessivo del morire, morire come riflesso. Morire, morirsi è - allora - riflessivo- E' già qualcosa." (pp. 30-31)


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Ho conosciuto Dianella Bardelli su Lankelot e "Verso Kathmandu alla ricerca della felicità" (Ouverture Edizioni) è il suo ultimo libro:

"Elisa è una giovane studentessa, presto abbandona i suoi studi in conservatorio per seguire due amici in partenza per l’India e il Nepal, sogno di tanti giovani come lei negli anni settanta. Arrivati a Kathmandu, lascia i compagni di viaggio per recarsi in una collina vicina dove incontra un monaco che guida giovani occidentali alla ricerca di una via spirituale alla vita. L’incontro tra Elisa e il monaco è fulminante, la ragazza decide di rimanere lì insieme ad altri ragazzi come lei. Attraverso gli occhi di Elisa vengono esplorate le vicende, le emozioni e le aspirazioni dei suoi nuovi compagni i ricerca, non ultimo il monaco, figura carismatica e fondamentale in questo percorso. Sullo sfondo di panorami mistici ed evocativi, i protagonisti di questo viaggio intraprendono cammini di vita alla luce di nuove consapevolezze ed esperienze." 

e questo è il suo blog: http://lascrittura.altervista.org


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Cambio di direzione a Il Foglio. Claudio Cerasa prende il posto di Giuliano Ferrara:






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Conoscete bene la mia avversione all'Expo milanese. Ieri scopro che fra i tanti arruolati ci sono pure il fustigatore e presunto innamorato di Milano, Enrico Bertolino, e il tanto garante dei diritti animali, Cirque du Soleil. E a pochi mesi dall'inutile evento chissà quanti cazzi duri e clitoridi accesi a mille in attesa. Il giorno dell'inaugurazione bisognerà comprare giganteschi ombrelli per proteggersi da una pioggia di cazzate, sperma, urla, umori, biglietti da visita, leccate di culo, tartine, foto artistiche.


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I Caspian in un live:

2 commenti:

  1. Bella prosa, di Agosto. Incalzante e cruda.

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    1. E se si legge anche tutto il romanzo si scopre una prosa in grado di giocare con la sensualità, il dolore, i sentimenti più profondi di un essere umano.

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