mercoledì 14 gennaio 2015

Pictures Of Me


"Stop-Time" di Frank Conroy (Fandango) parte lentamente e poi comincia a correre.

"Mio padre smise di vivere con noi quando io avevo tre o quattro anni. Buona parte della vita adulta la trascorse ricoverato in varie case di cura costose per dipsomania e vittime di esaurimenti nervosi. Lui non era né l'una né l'altra cosa, anche se beveva troppo, ma piuttosto il genere di nevrotico al quale risulta difficile vivere nel mondo esterno sempre e comunque. Il tumore al cervello che gli fu scoperto e rimosso poco prima che morisse può forse aver causato la malattia, ma tenderei ad escluderlo. Alla maggior parte delle persone sembrava normale, specie quand'era ricoverato. Cerco di ricordarlo come una persona sana di mente, ma è pur vero che alcune cose strane le faceva. Una volta, costretto a partecipare a un ballo organizzato dalla casa di cura per il suo valore terapeutico, si pettinò i capelli con l'urina, e per il resto continuò a comportarsi da perfetto gentiluomo del Sud quale era. Aveva la tendenza a togliersi i pantaloni e a lanciarli fuori dalla finestra (abitudine per la quale alberga in me una certa segreta ammirazione). Poteva da un giorno all'altro bruciare mille dollari da Abercrombie and Fitch e quindi dileguarsi nel Nord-ovest per dedicarsi alla vita all'aria aperta. Per alcune ansiose settimane si convinse che ero destinato a diventare omosessuale. Questo quando avevo sei mesi. Ricordo una volta che lo andai a trovare in una delle tante case di cura, quando avevo otto anni. Passeggiammo su un prato in pendenza, e lui mi raccontò la storia, che perfino allora riconobbi come una bugia, di un uomo che al parco si era seduto sulla lama aperta di un temperino conficcato in una panchina. (Ma poi perché, sant'Iddio, raccontare una storia del genere al figlio di otto anni?)" (pp. 9-10)





Per continuare a trascinarmi in questa vita mi sto specializzando nel restaurare sorrisi e parole in  totale decadenza. Ho esaurito la scorta e raschiato tutto quello che c'era da raschiare sul fondo. Ma Elliott non smette mai di toccarmi nel cuore.





E da oggi cominceranno le ennesime discussioni sul nuovo presidente. Ne farei volentieri a meno. Avrei alcuni nomi da indicare: Nathan Never, Rin Tin Tin, Gargamella e di Fulvio Abbate cosa dite?


Di Fulvio beccatevi anche questo: "Sono morti per la libertà. In Italia satira da salotto"

2 commenti:

  1. Per cui grideremo anche noi: "I have a dream". La corsa al colle è iniziata. Con i sacchi?

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    1. ah ah ah

      la corsa coi sacchi mi ricorda i giochi della gioventù.

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