domenica 4 gennaio 2015

Edward St Aubyn; Alan Turing; Simone Buttazzi; Matteo Matzuzzi; Adriano Zanacchi; Agliate; omelia; D.; Hiss Tracts; Maurizio Milani



Sono arrivato alla fine della saga dei Melrose (anche se questa definizione è parecchio riduttiva) di Edward St Aubyn. Straordinario. In totale quasi mille pagine che raccolgono cinque romanzi ("Non importa", "Cattive notizie", "Speranza", "Latte materno" e "Lieto fine") che non dimenticherò facilmente (insieme all'altro suo romanzo che ho letto, "Senza parole", dedicato a un premio letterario). Capitolo più debole, se proprio bisogna trovare un difetto, il terzo. Magari prossimamente in maniera schematica scriverò meglio le mie impressioni. La meraviglia è che il ciclo si chiude con un funerale e "con un lieto fine".

.................





Dato che in giro per le sale c'è "The imitation game" di Morten Tyldum sulla vita di Alan Turing (che non ho visto) e mi piace ricordare che su Turing è facilmente scaricabile un agilissimo ebook di Simone Buttazzi: "Alan Turing. Il genio che inventò il computer" (Area51 Editore, 2012). Ricordo ancora una volta che Simone Buttazzi è uno splendido esemplare di italotedesco barbuto, traduttore,  talent scout, agitatore pokeristico, fotografo per matrimoni e tanto tanto altro.

..................


Ieri sul cartaceo de Il Foglio è uscito un bell'articolo di Matteo Matzuzzi intitolato: "Pulpito sbadiglio. Spiegare le Scritture, svegliare i fedeli. Fare la predica è il lavoro più importante dei preti e nessuno lo sa più fare. Papi in allarme". Non sono credente, l'ultima volta che sono entrato in chiesa per una funzione è stato per il funerale di mia madre ma non mi sono fatto il segno della croce e nemmeno comunicato ma sono cresciuto fra chiese, seminari, asili, parrocchie, oratori e in un collegio cattolico ci ho studiato e vissuto una parte fondamentale della mia vita. Di prediche ne ho ascoltate parecchie e  mi è stato anche chiesto due volte di darci un'occhiata prima che fossero lette. Nel mio paesino i preti sono quasi sempre stati oratori noiosissimi tranne per un parroco che predicava in maniera straordinaria ma non era tagliato per gestire una parrocchia e infatti durò poco. In collegio subii le prediche di due rettori capaci di mandarti in coma per anni. Ma almeno il mio padre spirituale aveva una dote rara che però veniva raramente sfruttata. Mio cugino prete quando predica dice le stesse cose di quando è stato ordinato sessant'anni fa. La predica al funerale di mia madre è stata sinceramente imbarazzante e freddissima ma poi ho saputo che il parroco non stava bene e si era appena dimesso. Insomma una questione che non frega più un cazzo a nessuno ma quando inciampo in qualche predicatore io un ascolto glielo dò sempre. E poi perché la questione religiosa è stata argomento di discussione col fratello della mia ragazza che aspetta un bambino e non vorrebbe battezzarlo ma ha paura che questo comporti un'esclusione sociale. Vive in un paese di poche migliaia di abitanti, in una zona depressa e ancora molto cattolica, almeno in superficie. Decisione non facile. Soprattutto quando intorno a te ci sono solo 3 persone che accetteranno veramente la tua scelta.




In questo articolo di Matzuzzi si fa riferimento a un libro di Adriano Zanacchi, "Salvare l'omelia" (Edizioni Dehoniane Bologna, prefazione di Domenico Pompili). La foto invece è della Basilica dei Santi Pietro e Paolo ad Agliate e a cinque metri da lì è nata e cresciuta la mia nonna materna e ci stanno ancora dei miei lontani cugini.

...................




"Shortwave nights" del duo Hiss Tracts (Constellation) è una scoperta che devo al mio amico D. La scoperta viene da qui e se ci andate potrete vedere anche il video di "Halo Getters" e leggervi la recensione del video e non solo e poi aggiratevi per il sito e magari troverete altri scritti di vostro interesse.

----------------------

E chiudo trascrivendo, spero senza infastidire la redazione di Libero, il pezzo di Maurizio Milani uscito oggi su LiberoVeleno:

"Solo oggi vengo a sapere che per l'apertura dell'Expo ci saranno gli artisti del Cique du Soleil, multinazionale canadese degli artisti di strada. Perché non hanno chiamato i Legnanesi? Sono bravi, bravissimi! Sono molto adatti amache all'argomento dell'Expo: alimentare il pianeta. Infatti la compagnia fondata dal grande Felice Musazzi è testimonial del gorgonzola. Costerebbero venti volte meno dei miliardari comunisti canadesi. Però non li chiamano, né per l'Expo né per la stagione al Piccolo Teatro d'Europa. Niente. Per forza, tutti i circuiti europei di teatro sono in mano ai comunisti. Qui in Italia poi non parliamone, hanno in mano anche il cinematografo. Quindi chiedo perché LiberoVeleno non allega un dvd con i Legnanesi. anzi, perché non gli produce un film? Risponde Alessio Di Mauro:"Dispiace dirlo ma siamo comunisti anche noi di LiberoVeleno. Dobbiamo fare finta di non esserlo, altrimenti con chi giochiamo contro?".

Nessun commento:

Posta un commento