mercoledì 24 dicembre 2014

Pausa prima di tornare al lavoro (Rachel Grimes, Cicada, Vaclav Havel)


(Rachel Grimes & Cicada - P Festival 2014)

Fra meno di quattro ore, dopo questa pausa, tornerò al lavoro per altre quattro ore. Il cielo sta nascondendo la neve, in alto, dietro le nuvole. Fra un paio di giorni comincerà a cadere. Sento la stanchezza nelle ossa e il freddo non fa che amplificarla. Mi scaldo con la sensazione di aver incontrato un grande scrittore: Edward St Aubyn. Per ora ho letto tre suoi romanzi, me ne mancano altri tre. Se anche quelli si manterranno allo stesso livello sarò davvero felice. Stamattina avevo in testa e nel cuore anche Knut Hamsun e Louis-Ferdinand Céline e me li sono tenuti stretti per non impazzire completamente. Frasi che funzionavano come carezze. Come detersivo per lavare via tutti gli incubi della notte appena trascorsa.
Frasi come quelle di Havel che ho trascritto sopra.
Quanto fu contenta mia madre quando fu ammainata la bandiera rossa a Mosca.
Sorrideva proprio di felicità. 
Se dovessi pubblicare un altro libro queste due frasi le trovereste in apertura.

"La speranza non è ottimismo.
La speranza non è la convinzione che ciò che stiamo facendo avrà successo.
La speranza è la certezza che ciò che stiamo facendo ha un significato.
Che abbia successo o meno. "

"O abbiamo la speranza in noi, o non l'abbiamo;
è una dimensione dell'anima,
e non dipende da una particolare osservazione del mondo
o da una stima della situazione.
La speranza non è una predizione,
ma un orientamento dello spirito e del cuore;
trascende il mondo che viene immediatamente sperimentato,
ed è ancorata da qualche parte al di là dei suoi orizzonti."


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