venerdì 26 dicembre 2014

Life in the dark, La guerra contro i cliché, Il Garantista, Modern Baseball

"Ora lavoro davvero a Berna in un istituto scolastico, come sostituto custode o aiuto giardiniere o come diavolo lo si voglia chiamare. Come ho fatto a trovare questo lavoro vorrei saperlo anch'io, ma ora faccio quello che posso. Con i maestri vado d'accordo, e così anche con gli allievi. E anche l'altra cosa è vera. Durante i fine settimana di tanto in tanto prendo di nuovo un po' di roba, una fumata di ero qua e una là, ma sempre in modo da tenere la situazione sotto controllo. O almeno lo spero. Con quella roba infatti non si sa mai. Ma non la prendo in modo avido, la prendo solo perché scalda. E se poi finirò per cascarci di nuovo vedrò come andare avanti.

Tutto sommato non ho niente di cui lamentarmi. Cioè, in realtà avrei molte cose di cui lamentarmi, soprattutto se penso al futuro. Ma cosa ci possiamo fare? In fondo per qualcosa ce l'abbiamo un passato. Anche se non è del tutto bello come vorrei, ma almeno posso raccontarlo come più mi va. E chissà, magari prima o poi mi arriva di nuovo un buon pallone." (Pedro Lenz, "In porta c'ero io", pag. 140)





"Limbs in gloom" è un album scurissimo di Life in the dark. Lo potete scaricare qui e ascoltare in versione ampliata qui


"La guerra contro i cliché" di Martin Amis (Einaudi). Minima&moralia ripropone un articolo di  Marco Missiroli uscito sul Corriere della Sera che ne parla che si legge qui mentre su Il Foglio è uscito questo pezzo di Antonio Gurrado: "Leggere Martin Amis è un buon farmaco contro il poeticamente corretto".




Un giornale che leggo abitualmente insieme a Il Foglio e ad altri. Qui uno spot.

(Ma allora dopo le feste ricomincia quella rottura di cazzo dei tizi che grideranno prodi, prodi, rodotà, rodotà, rodotà e robe del genere?...quali nuove presunte bandiere della libertà salteranno fuori questa volta dal cilindro dei purificatori?...meglio prepararsi in anticipo i tappi per le orecchie...e intanto piangete piangete per la fine del vostro sogno cubano...io aspetto ancora che i castro e tutta la loro cricca vengano presi a calci nel culo...)


(il mio pezzo natalizio)


2 commenti:

  1. Un pezzo post-hardcore per Natale è d'obbligo... peccato che io non riesca mai a gustarmi i testi... se non dopo lunghe ed estenuanti ricerche di traduzioni... ci provo anche con il "tuo pezzo".

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    1. per tutti questi sforzi ti ricompenserò con qualche specialità svizzero-lombarda-veneta.

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