martedì 23 dicembre 2014

La nebbia, mi mancava.


(Caspian - Of Foam and Wave)

Della giornata di ieri salvo le 10 ore in autostrada (5 all'andata e 5 al ritorno), i due caffè di merda bevuti all'Autogrill, la nebbia fitta per lunghi tratti, la quarantina di euro spesi ai caselli, un camion che ci stava uccidendo. Non salvo quello che ci sta in mezzo. La nebbia mi faceva paura ma ho imparato ad amarla. Sono un uomo del nord che è cresciuto nella nebbia. Mi ci sono anche perso dentro, alla nebbia. Avevo 14 anni. Erano le 8 di mattina. Tempo di vacanze. Ricordo che mi sedetti per terra. E ci rimasi seduto per almeno due ore. Poi la nebbia mi concesse una tregua sufficiente per tornare a casa. Nessuno si era preoccupato per la mia assenza.


A gennaio ritorna "Le variazioni Reinach" di Filippo Tuena. Uno dei più bei romanzi in lingua italiana che io abbia mai letto e 








"Il fiordo di Killary" di Kevin Barry (Adelphi) e una raccolta di racconti dedicata a uno dei libri che mi hanno cambiato la vita: "Dubliners" (Minimum Fax).




E' poi uscito l'ultimo numero di Letteraria. E su Carmilla è riproposto il pezzo di Wolf Bukowski.  Lo trovate qui.



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