giovedì 27 novembre 2014

Varie cose di un post lunghissimo: Giusy Ferreri, Costanza Miriano, "Sposati e sii sottomessa", "Obbedire è meglio", Comunione e Liberazione, Angela Azzaro, Paola Concia, Eretica, Femminicidio, "Care ragazze, non fidatevi delle professioniste del vittimismo", Barbara D'Urso, Matteo Galliazzo, "Sinapsi", Piero Ciampi



(Visto?)






Questi due libri: "Sposati e sii sottomessa. Pratica estrema per donne senza paura" (Vallecchi) e  "Obbedire è meglio. Le regole della compagnia dell'agnello" (Sonzogno) me li ha regalati una ragazza di Comunione e Liberazione e li ha scritti Costanza Miriano alla quale l'Espresso ha dedicato un servizio "Fenomenologia della donna Sentinella. Tutta chiesa, smalto e tacchi a spillo".

Sono lì, sullo scaffale, in attesa di essere davvero letti.

La dedica, la stessa per tutti e due i volumi, recita "Con affetto, in questo momento difficile".

Libri ostici sin dal titolo.

Libri che rappresentano un mondo, quello di Comunione e Liberazione, Tempi, Luigi Amicone, di una certa destra, di un certo tipo di cattolicesimo, delle Sentinelle.
Mondi distantissimi da me ma coi quali, volente o nolente, ho convissuto e mi sono sempre confrontato durante tutta la mia vita. C'è tutta una parte della mia famiglia che fa parte di Comunione e Liberazione, che si è adoperata per costruire una scuola dove avrebbe dovuto studiare mia sorella ( e dove poi finì una delle mie migliori e più belle compagne di classe al liceo), per sostenere Formigoni, uno lavora in Mediaset, qualcun altro fa politica e molto altro. Ho studiato per anni in un collegio cattolico dove la componente Cl non era così predominante ma per i primi due anni del liceo il mio professore di matematica fu Giulio Boscagli (quel, Giulio Boscagli), persona che umanamente non potrò mai e poi criticare, anche solo per come si comportò con mia madre.
Da tutti questi miei parenti io e la mia famiglia siamo sempre stati trattati con grandissimo rispetto.
C'è sempre stata discussione e sanissima intolleranza.
Frequentare questi miei parenti durante l'infanzia e l'adolescenza e poi studiare in collegio mi ha stimolato la curiosità, mi ha spinto ad aprirmi al confronto con persone molto diverse da me, mi ha spinto a guardare oltre  gli steccati della mia recinzione.
Sono tutte persone che mi hanno incuriosito, che mi hanno fatto incazzare e dubitare.
Come vivo la mia vita è in completa antitesi rispetto a come la vivono loro (io convivo, loro sono per il matrimonio e almeno almeno fanno tre figli, eccetera, eccetera) ma alcune volte non posso che ringraziarli per tutto quello che hanno fatto per me.
Già questo vale la scomunica per tantissime persone.
Ma non me frega davvero nulla.
Grazie a tutti questi miei parenti e al resto di quel tipo di persone che ho incontrato nella mia vita.



Articolo di Angela Azzaro, Paola Concia e Eretica a proposito del 25 novembre:


e la stessa Angela scrive a proposito del caso di Barbara D'Urso, "Caro Iacopino, su Barbara D’Urso hai torto"




Non, Je ne regrette rien






Matteo Galliazzo ha smesso di scrivere. Ha spiegato anche perché. "Sinapsi. Opere postume di un autore ancora in vita" (Indiana Editore, 2012) raccoglie 22 racconti, con titoli bellissimi, usciti su varie riviste. E', è stato, fu un grande talento. Qui sotto lascio per ogni racconto alcune righe che ho segnato (di 4 racconti non ho messo nulla):

"Io amo le acciaierie. Dal punto di vista estetico, dico. Le trovo di una bellezza monumentale, imponente e complessa. Le torri, le scalette. I nastri trasportatori, le gru. Le rotaie. I volumi enormi. La bellezza dei lingotti di acciaio che si raffreddano. I recuperatoti di calore. Gli OBM. C'è qualcosa di orribilmente epico in questo vulcano in miniatura da cui cola una lingua di metallo luminoso. Io ci farei quanto meno delle cartoline, con le acciaierie. Non so perché non ne facciano." (Il ferro è una cosa viva, pp. 15-16)

"Stamattina ero sano. Stamattina ero brutto. Stamattina ero lucido. Ora vi spiego. C'è una ragazza. Ombretta. Quando la vedo non oso fare a meno di fissarmi sulle sue ascelle. Le sue ascelle non assomigliano a quelle di nessun'altra. Se non altro perché non se le depila. Lei non si depila e io mi fisso su di loro. D'estate esibisce voluttuosamente le sue ascelle indossando vestitini senza maniche sostenuti da sottilissime spalline. Sa di avere le ascelle più belle di chiunque altra. E ogni pretesto è buono per sollevare le braccia al cielo." (Deodorante, pag. 44)

"Ora fluttuo nuda nella sala grande del trasmettitore. Mi sono svegliata e ho guardato i monitor e la navetta non c'era più. Volteggio da una paratia all'altra. Non c'è gravità. E fa caldo. Passo davanti all'antenna. Con il mio corpo nudo oscuro il segnale del trasmettitore. Un buco nel segnale che ha la forma del mio corpo nudo si espande alla velocità della luce verso la nebulosa di Orione. Forza, ombra di me nuda, raggiungi la nave del mio uomo in fuga e ricordagli i miei seni che non cadono. Forza ombra mia, raggiungi il mio uomo e fallo tornare. Bi, bis, Fallo tornare. Bip. Bip." (Amore senza peso, pag. 54)

"Il vecchio mi indica i punti precisi, e il cieco sono io. Dall'altra parte dei suoi occhi c'è il quadro, ci sono i colori, ci sono le pennellate che si intersecano in relazioni che misurano la felicità. Il vecchio vede tutto questo. Io no." (Sedici gradazioni di nero, pag. 64)

"Chi sono io? Non certo questa forma che ho imparato a riconoscere come insieme di segnali. Capisco che la massa che mi ospita ogni tanto sosta di fronte a oggi lucidi che ne rimandano l'immagine. Così la massa può vedere se stessa e tutte le appendici di cui è composta. Che sono molte e complesse. Io non mi riconosco. Io non sono quello." (Meteorologia delle sinapsi, pag. 69)

"Per esempio lo sapevate che una volta nei vagoni passeggeri non c'era il corridoio che collega tra loro i vari scompartimenti? Eh? E lo sapete perché i vagoni sono fatti così? Perché all'inizio venivano immaginati come tante carrozze una dopo l'altra cioè proprio le carrozze delle diligenze a cavallo sete.  C'era perfino disegnata quella forma lì nelle fiancate. Come se su un vagone merci avessero caricato tre o quattro carrozze da diligenza. Per cui ogni scompartimento dentro era fatto come il dentro di una diligenza ed era separato da tutti gli altri e aveva la propria porta e mentre il treno andava non si poteva passare da uno scompartimento all'altro. E non si poteva nemmeno andare in bagno! Ma tanto i treni a quel tempo si fermavano sempre per riempire di acqua la caldaia." (Nelle mani dei caimani, pag. 104)

"Guardalo bene in faccia perché quell'uomo sei tu; e quella donna con lui nella stanza sono io. Sull'etichetta della videocassetta troverai un numero di telefono. E' il mio. Chiamani." (I piedi, pag. 111)

"Io ho una passione per i punti di vista. Ad esempio le strade, io quando passo per una strada mi piacerebbe entrare in tutte le case e guardare quella stessa strada come si vede da tutte le finestre. Se potessi io mi affaccerei da tutte le finestre che esistono, per vedere tutte le inquadrature possibili di tutte le strade che esistono." (Apocalisse di Solentiname, pag. 119)

"Capii il significato economico della parola recessione quando, un giorno, entrando nell'ufficio di mio padre, lo vidi impugnare una rivoltella e puntarsela alla tempia con fare tipicamente iperrealista." (Volontariato urbano, pag. 125)

"Mia nonna guardava sempre le telenovelas. Mi ricordo, prima che scoppiasse il casino di Paolo e dell'eroina ci andavo spesso a trovare mia nonna. Lei stava da sola in un appartamentino piccolo piccolo, non aveva nessuno e non aveva niente da fare. Cioè passava le giornate davanti al televisore a guardare telenovelas." (Crisi, pag. 139)

"Se devo dire la verità comunque tutte le tesi aleggiano nel vuoto, non solo questa. In genere le tesi iniziano con dei capitoli dedicati ai dati, interi capitoli di dati e cifre, che servono a generare grafici e tabelle da interpolare. Troppi dati. E poi ci sono le conclusioni. C'è sempre uno stacco, uno spazio vuoto, che sta tra i dati e le conclusioni. C'è un vuoto inevitabile, perché i dati sono sempre troppi, e le conclusioni devono in qualche modo essere conclusive. Per giudicare una tesi occorrerebbe un metro misuratore che stabilisce le dimensioni di questo spazio vuoto. Tanto meno vuoto tanti più punti. A volte la distanza è immensa. Ma secondo me c'è dell'altro. Io credo che dati e conclusioni siano cose sostanzialmente diverse, fatte di cose diverse. I dati stanno in uno spazio, e le conclusioni stanno in un altro spazio. Non ci potrà mai essere continuità tra i due materiali di cui sono composte." (Possa la gloria dell'imperatore ascendere così come ascende la tonalità, pag. 152)

"Io credo che la materia sia formata da modulazioni di frequenza impenetrabili tra loro. Così possiamo appoggiare un bicchiere su un tavolo senza che il bicchiere affondi attraverso il tavolo e sparisca verso il centro della terra. Incompatibilità di frequenza. Las materia è un nulla solo un po' diverso, un nulla incompatibile con la presenza in se stesso di altri nulla, cosicché tutti i nulla si possono affastellare uno sull'altro e formare cose e pavimenti per altre cose. Nessun ragazzo ha mai pronunciato il mio nome. Quasi quasi io non esisto. Io sono un nulla con un nome che nessuno pronuncia. A dispetto dell'impenetrabilità della materia il nulla di cui sono fatta è abbastanza penetrabile." (Il mosso e il nero, pag. 171)

"Un'altra particolarità degli uomini fissati è che cercano di condividere la loro fissazione con qualcun altro. Fingono di accontentarsi di un qualunque partner decente e accettabile ma preferirebbero trovarne uno di cui vergognarsi un po'" (Sottosviluppo, pag. 181)

"Dato che per colpa tua ho perso il lavoro, mi dice Felipe, devi venire con me e aiutarmi. Scherzo, dice, non ce l'ho mica con te, Però vieni lo stesso, è divertente, mi dice. Allora saliamo su una scala pericolante e arriviamo sul tetto del palazzo. Su una parte di tetto si può camminare, ma su un altro pezzo invece è crollato, e sono crollati i pavimenti di tutti i piani, e si vede sotto per una quindicina di metri. Vieni, mi fa. Scavalchiamo una ringhiera ed entriamo nel terrazzino di un'altra colonna. Camminiamo sopra dei serbatoi dell'acqua. Spaventiamo dei piccioni. Ci sono anche dei gabbiani, enormi, camminando ne disturbiamo qualcuno, si mettono a gridare fortissimo. Salta di qua, mi fa Felipe. Felipe scavalca un'altra ringhiera e salta sulla tettoia inclinata di un altro palazzo. Salto anch'io, poi mi volto a guadare. Siamo passati sul tetto di un altro palazzo. Vedi? mi fa, i palazzi vecchi sono talmente vicini tra loro che si può andare in giro per la città camminando sui tetti, passando da un tetto all'altro, mi dice." (Isabel, pp. 202-203)

"Invece Thomas è un bambino orfano. Ha sette anni, ha cambiato quattro istituti. Ha dei capelli che assomigliano a tanti mozziconi di sigaretta. E' un po' strabico. Ogni tanto viene affidato a una coppia sterile, provano a vedere come va. Di solito non va bene, perché le coppie sterili che chiedono l'affidamento di prova sono cattoliche praticanti, e Thomas è ateo. E' ateo a causa di un sillogismo istintivo. Dio è nostro padre, dicono le suore. Il padre di Thomas non esiste, quindi Dio non esiste. Le coppie sterile cattoliche fanno fatica a resistere con un piccolo ateo in casa, e dopo un po' lo riportano in istituto. Le coppie cattoliche sterili sotto sotto si aspetterebbero almeno un po' di riconoscenza per averlo preso in affidamento, riconoscenza che lui dovrebbe dimostrare aderendo anche superficialmente ai più superficiali riti cattolici. Thomas invece dice parolacce e spacca i soprammobili. Le coppie cattoliche sterili hanno la casa piena di soprammobili fragilissimi. Non so com'è." (Carrello a sei ruote su stella rotante, pag. 207)

"E tutto questo ricordare, nello stesso modo in cui forse si può provare dolore, mi farà provare vecchiaia." (Minimal House (esiste una particolare forma di anestesia chiamata morte), pag. 213)

""Ti spruzzo un po' di questo che tante vale un occhio della testa, sono sicuro che le sue intenzioni sono buone, a volte mi accorgo solo dopo un po' che mi sono pisciato addosso, magari un sacco di gente non si avvicina perché puzzo, perché la mia barba ha una densità irregolare, magari con questo profumo tutti si avvicineranno a me contenti di darmi gli spiccioli, anzi, se io scrivessi ancora per la pubblicità proporrei uno spot del profumo proprio così, con uno che chiede l'elemosina e nessuno lo caga, poi si spruzza questo profumo e tutte le donne lo lapidano di monete e gli infilano i biglietti nei pantaloni e sotto le ascelle come a uno spogliarellista." (Le mummie, pag. 235)

"Quando le uova si schiudono nascono delle altre operaie cinesi, che prendono una bicicletta e si mettono subito al lavoro, imitando prodotti occidentali o trasportando ciotole piene di riso." (L'invincibile armadio, pag. 241)







2 commenti:

  1. Un post inesauribile, come una miniera. Entri e i pensieri peregrinano da una parte all'altra. Ma come dice la canzone iniziale: le lettere non si usano più. Qui si sente il bisogno. Credo che gli opposti, le diversità siano necessarie. La destra, la sinistra, il baricentro. Non credo nel loro significato politico, non più, non ora. Come dicevano le mantellate: che la destra non sappia cosa fa la tua sinistra. Oggi fa rifondato tutto, nel futuro forse, anche i termini. Le parole si svuotano di significato quando manca l'oggetto che dovrebbero identificare nello spazio-tempo. Un po' come la questione femminile, o mille altre, ma quella femminile così ovvia. La donna generatrice di vita, un potere, tutto qui, semplice. Il potere fa paura. Chi non può generare questo lo sa. C'era una volta e ci sarà sempre fino a quando non capirà, la donna in primis e l'uomo, che il potere si può condividere. Perchè i nostri sono ruoli diversi. Così forse un giorno potranno non essere solo letteratura le parole di Twain: "Adamo sulla tomba di Eva: Dovunque era lei, là era l'Eden". Ma dobbiamo procedere da Sapiens Sapiens a Insipien e poi si vedrà, ovviamente Je ne regrette rien. Non bisogna mai pentirsi di nulla è un processo di sviluppo, un'evoluzione, intanto trasmettiamo tentativi, errori, successi, sconfitte come la sinapsi comunichiamo da uomo a uomo, da uomo a gruppo, ci connettiamo spesso in modo altamente imperfetto. A parte gli stralci di Galliazzo, che non conosco, davvero da soffermarsi, dandosi la giusta tregua per assaporarli, come per il tuo post.

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