venerdì 21 novembre 2014

Peter Orner, "Esther stories" (Minimum Fax)

"Le facce di chi porta la bara sono sempre le stesse. coraggiose senza voler essere fiere, però allo stesso tempo non certo avvilite. E' un equilibrio delicato e quando la solleviamo non sono i muscoli, ma il nostro dolore che la alza, è il nostro dolore che si sforza. Mio padre solleva sua sorella. Ci sono altre cinque paia di braccia a sollevarla, ma per lo più è lui e non immagina neppure i suoi ultimi momenti o altri momenti che lei ha vissuto prima di quelli. Lui si concentra tutto sull'atto di sollevare, neanche dire addio, solo sollevare, niente rimpianti, sollevare e basta. Ha un compito da svolgere e lui è come tutti gli altri. Le sue mani non sono diverse da quelle degli altri." (pag. 207, dal racconto "Le storie di Esther")


"Esther stories" dello scrittore statunitense Peter Orner (Minimum Fax, traduzione di Riccardo Duranti) è una delle raccolte di racconti che mi hanno maggiormente segnato negli ultimi anni. 34 storie, alcune brevissime, spesso collegate fra loro. Storie di donne, fallimenti, depressioni, funerali, dolore, famiglie, parentele, fughe, malattie, provincia, Chicago, case, periferia, fratelli, sorelle, figli. Folgoranti nei loro particolari. Nicola Manuppelli ne ha scritto qui.



Il circo si è come rivelato come al solito uno spettacolo deludente e noiosissimo che mi ha messo voglia di sbronzarmi per dimenticare di esserci andato e ricordarmelo ancora peggio a causa dei postumi della bevuta.

E mentre tornavamo a casa a piedi ho avuto un flash su questa canzone:




7 commenti:

  1. Io non riesco a trovare questo libro da nessuna parte e qui, leggendoti, ho avuto la conferma che mi sto perdendo parecchio.

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    1. La biblioteca più vicina ha un solo libro di Philip Roth, Il seno.

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    3. cavolo. che biblioteca è?

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    4. Una biblioteca triste di un paese sperduto nella bassa Italia.

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    5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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