lunedì 17 novembre 2014

Il circo - Amanda Davis - una ex e saltuaria compagna di classe gitana + Pater + Stab Variation + Girls of Summer


Il circo mi ha sempre annoiato. E ne ho visti tanti sin dalla tenera età (mio nonno ne era quasi ossessionato e rompeva sempre le scatole con il film di Chaplin, "Il circo" o quello di De Mille "Il più grande spettacolo del mondo") Di ogni genere. Con o senza animali. Di fama o microscopici. Ma l'unico clown che ho voglia di ricordare è quello di "It". Soffrendo di vertigini non ho mai seguito con piacere le evoluzioni dei trapezisti. Gli animali che si esibiscono mi spaccano il cuore. E tutto il resto mi fa addormentare. Per non parlare del malessere che mi provocano i tendoni  e il contatto fisico con gli spettatori.

Nei prossimi giorni, dopo tanto tempo, assisteremo a uno spettacolo dicirco.
Accompagneremo una persona che ha bisogno di cambiare aria.
Mi siederò nelle primissime file augurandomi che la compagnia possa trascorrere una serata piacevole. 

Ogni anno, quando ero alle elementari e alle superiori, più o meno verso novembre arrivava in paese un circo e poi anche delle carovane. Mai capito bene questo intreccio. E per qualche settimana una ragazzina della mia età frequentava la scuola. Finì sempre in classe con me. Gitana ma soprattutto un incredibile intreccio di storie, sangue, terre, sogni, racconti. Si sedette spesso vicino nel banco accanto al mio. Mi stava simpatica e piaceva anche ai miei genitori. Molto meno al resto dei  miei compagni che la prendevano di mira in ogni modo. Ma lei non rispondeva mai. Parlava tanto, io meno, timido come sono sempre stato ma mi piaceva un casino averla affianco. Il tempo cancella molti episodi del passato ma ricordo perfettamente i suoi occhi vivi e le sue mani lunghissime e rovinate. Ricordo le sue storie e come rideva e mi ascoltava quando cercavo di raccontarle le mie. A un certo punto il circo non arrivò più e nemmeno le carovane. Dove piantavano il tendone hanno costruito capannoni su capannoni. Sei anni fa la rividi su un vagone della metropolitana milanese. Io seduto da una parte, lei in piedi dall'altra. Mi aspettavano una valanga di fermate prima di scendere. Era la classica rom che fa incazzare tutti gli stronzi di questo mondo. Io guardavo quel viso, lei guardava me. Poi lei mi venne vicino e mi gridò "Andrea" e mi abbracciò. E io abbracciai lei. Altre due donne che stavano con lei vennero a salutarmi. Non ci dicemmo quasi nulla ma lei tenne la mia mano stretta nella sua per tutto il resto delle fermate.
Arrivati al capolinea non ricordo per quanto tempo rimanemmo abbracciati, stretti, strettissimi.
Ce ne andammo ciascuno per la propria strada senza nemmeno salutarci.
Non ci siamo più rivisti.


Amanda Davis è stata una scrittrice statunitense, di straordinario e non ancora totalmente espresso talento, morta nel 2003 a 32 anni in  un incidente aereo coi suoi genitori. Ha scritto un romanzo ambientato in un circo che mi aveva profondamente scosso e che si intitola "Mi chiedo quando ti mancherò" (Terre di Mezzo) ma non sono nemmeno da dimenticare i racconti di "Faith".

Se non mi è mai piaciuto il circo mi ha però sempre entusiasmato l'idea di girare e girare e poi tornare e tornare.

E quando vedo un tendone di un circo io non posso che pensare alla mia amica lontana e ad Amanda Davis.






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