mercoledì 15 ottobre 2014

Expo e Copperpot




Ha ragione il mio amico Roberto Maggioni quando scrive:

"Expo2015 è un sistema corruttivo a disposizione di politica e imprenditori. E' corruzione sociale prima che tangenti".  

Roberto ci ha scritto anche sopra un libro (anche qui: http://www.offtopiclab.org/expopolis/) che racconta con molto anticipo tutte le magagne dell'Expo. Ma al di là delle tangenti e delle varie magagne è l'Expo/Esposizione Universale in sé che non ha più alcun senso e Pisapia e la sua giunta hanno gigantesche responsabilità nel non aver saputo dire "Basta, non lo facciamo" (ma cos'altro aspettarsi dai politici e da gente di questo tipo?). Chi vi si oppone, come il sottoscritto, viene bollato come reazionario, sfascista, anti-italiano, noioso, gretto, anti-moderno, criticone, per non dire di peggio. Preferisco sentirmi tacciare in questo modo che farmi complice di questo sistema di pensiero, di questo progetto distruttivo, non solo per l'ambiente e per la città di Milano, ma per l'intera collettività.

Sabato scorso per le vie di Milano si è snodato un partecipato corteo ma in generale è davvero difficile bucare il muro d'amianto elettrificato da tanti sorrisini e connivenze che circonda il supermercato Expo: da un lato c'è l'esercito schierato composto dai settori che ne stanno traendo o ne tratteranno profitto (politici, commercianti, albergatori, costruttori, pr, agenzie interinali, fotografi, tassisti, spacciatori, eccetera, eccetera) e dall'altro ci sono i servi volontari che non aspettano altro che di aggirarsi fra tartine Bio, eventi internazionali, serate, mostre, concerti, notti in bianco, vini di qualità, a scattare foto da premio Pulitzer, a ritrarsi davanti a qualche palazzo di vetro o opera d'arte (uno degli scempi milanesi degli ultimi anni, passato sotto traccia, è la "riqualificazione" della Stazione Centrale), a vestire gli abiti migliori, ad ascoltare conferenze di "intellettuali" assoldati in cambio di un bacio dell'anello e del permesso di leggere qualche discorso rivoluzionario o divertirsi in qualche programma radio, insomma a fare quello che fanno tutte le sere della settimana ma in maniera più cool, più Expo e poi giù tutti a cantare in coro, mano nella mano, petto in fuori, con la bocca piena di lenticchie di Castelluccio: "Quanto è bella Milano, quanto è bella Milano e voi che non l'amate non capite davvero un cazzo!".

(Ve lo ricordare Chester Copperpot?)







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