martedì 14 ottobre 2014

Dischi (Hammock, Her name is Calla) e altro


Un ragazzo al quale voglio molto bene mi ha consigliato di ascoltare il disco degli Hammock "Chasing After Shadows...Living with the Ghosts". Lo potete ascoltare tutto qui. Bellissimo. Ha il respiro di questo autunno di fiumi ingrossati e boschi che si spogliano di foglie. 



Ho scoperto il gruppo "Her name is Calla" per puro caso e ne sono uscito completamente conquistato. Sono partito da Navigator" di cui potete ascoltare questo bellissimo pezzo qui: http://hernameiscalla.bandcamp.com/album/navigator-2 e poi sono andato a cercarmi tutto il resto della loro produzione.  


E vi consiglio di scaricarvi gratuitamente "Sampler". Semplicemente emozionante.



"La regina degli scacchi" di Walter Tevis (Minimum Fax) è un romanzo che dire bello è poco. A luglio è uscito anche in un formato che costa poco. L'altra copertina e l'altro formato, che sono quelli della copia in mio possesso, è comunque più bello. Se riuscite, provate a cercare la prima edizione, anche usata, che importa. Lo consiglio spesso ma quando davanti alla mia libreria e scorgo "La regine" mi viene sempre un fortissimo attacco d'angoscia.



Se mi va di tagliarmi i capelli e non me li taglia la mia ragazza, qualche amico o me li taglio qui in Svizzera torno dal parrucchiere del mio paese che me li tagliò per la prima volta quando avevo 9 anni.Non amo andare dal parrucchiere, per niente, e quando ci vado scambio poche chiacchiere. Con Roberto si è comunque sviluppato negli anni un rapporto schietto. Non è proprio il parrucchiere del paese perché il parrucchiere del paese è il padre della migliore amica di mia sorella. Da lui ci vanno quelli dei paesi limitrofi o quelli del rione, il mio, dove c'è il suo negozio. Capita che gli si raccontano alcune storie, alcuni fatti della propria vita e che se ne ascoltino degli altri che cominciano tipo così "C'è un mio cliente che mi ha raccontato...." L'ultima volta che sono tornato da mio padre sono passato nel bar in piazza, l'unico altro posto, insieme al locale di Roberto e al cimitero, che frequento in paese e mentre stavo bevendo un Campari col bianco un tizio da parte a me si mette a raccontare di un tizio che lavora in un cinema a Lugano. La stessa storia che avevo raccontato io a Roberto. Il barista, che si chiama pure lui Roberto, e ha un anno in più di mia sorella, mi ha sorriso e mi ha offerto un secondo giro. Il tizio da parte a me mi ha detto "Cazzo, tu sarai mica il fratello di Anna. Cazzo ma allora sei tu che lavori in Svizzera."



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