venerdì 10 ottobre 2014

Brittany Maynard, "L'estate del coniglio nero" di Kevin Brooks, "Crum", Lee Manynard, Victim Keen Seek e tanto altro.



Un grande grazie e un abbraccio commosso a Brittany Maynard.  

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Dopo aver letto su Nazione Indiana l'articolo di Giovanni De Feo "Young Adult o la nostalgia della semplificazione" ho ripensato a "L'estate del coniglio nero" di Kevin Brooks (Piemme) che ho letto qualche tempo fa. Avevo in precedenza letto una recensione di Carlotta Vissani su un numero di Rolling Stone che avevo comprato in un autogrill intanto che aspettavo che arrivasse mio padre a portarmi via. Il romanzo di Brooks me lo aveva consigliato un caro amico che come il sottoscritto ama particolarmente i This World Is a Beautiful Place & I Am No Longer Afraid To Die e lui in particolare questa canzone:


e che ha un nipote che legge quasi quanto lui ma che lo surclassa quando sale su uno skate.

Dopo un po' che si legge "L'estate del coniglio nero" lo si capisce che è stato scritto per un pubblico specifico, per un parterre composto da adolescenti inquieti (che poi inquieti per questo scrittore significhi ascoltare "Nevermind" o altre cose del genere è tutto un altro paio di maniche) che, per quanto mi riguarda, potrebbero occupare il loro tempo leggendo qualcosa di meglio o sfondandosi totalmente. Ed è un vero peccato perché la prima parte (trenta pagine) è davvero bella, con due personaggi ben caratterizzati come Pete, giovane depresso e ultrasensibile, e il suo grande amico Raymond, ragazzo prodigio con alle spalle una famiglia disastrata, uno che è considerato da tutti il tizio strano da cui stare alla larga o da prendere per il culo e che ha una strana passione per i conigli neri (Donnie Darko vi dice qualcosa?). Dispiace perché l'idea dell'autore di far vivere a Pete, Raymond e al resto dei loro amici (o ex-amici/presuntiamici) un'ultima serata di follia fra nascondigli segreti e luna park era foriera di possibili ottimi sviluppi ma..Dispiace perché la tensione latente dei corpi che cambiano, delle tentazioni che maturano nei lombi, nel cuore, in testa, della diversità che diventa distruzione erano degli ottimi argomenti per un romanzo. E invece niente da fare, l'autore finisce per confezionare banalmente il classico libretto, esteriormente tenebroso, per presunti adolescenti (e per adulti di un certo genere che detesto), farcendolo di ogni possibile rimando alla loro vita attuale (boyband, ragazze-prodigio alla Miley Cyrus, tv, droghe) ma senza alcuna profondità e risultando fastidioso nell'accumulo educativoplastificato di temi come l'omosessualità (oddio, meglio non parlarne), la tossicodipendenza (sembrava un bollettino di qualche comunità di recupero di Muccioli mescolata a qualche timido sinistrorso), lo stupro, il bullismo, per non aggiungere altro sulla parte finale. Difficile capire l'apprezzamento per un romanzo del genere. Meglio continuare a leggere "It" di King per non parlare di Mark Twain o dello stesso Oliver Twist.

Ma fra le ultime uscite o pubblicazioni in italiano mi limiterei solo a consigliare "Crum" di Lee Maynard (Barney Edizioni, collana Outlaws) che tanto scandalo fece quando uscì negli Stati Uniti.



Dico solo che anche lì si parla di ragazzini, di amicizie, di vita di provincia ma la profondità dello sguardo di Maynard è autenticamente fuori dagli schemi. A Maymard non gli importa acchiapparsi un determinato pubblico, a lui interessa scrivere e quel cazzo che ne uscirà ne uscirà. In quel ragazzino che si staglia sulla pagina, nella sua voglia di scappare, nelle sue liti furibonde, nella sua solitudine, nel suo sentirsi fuori posto, nelle cazzate che combina, nelle botte che prende, nella carne che ruba, nella sua lotta contro le consuetudini, nelle sottigliezze che diventano herpes, vesciche all'interno della bocca si riscopre la propria vita, non solo l'adolescenza.

Se potessi, oggi, io a un adolescente regalerei un romanzo duro, spietato, cattivo, malinconico, tristissimo, feroce, vitale, come "Crum", con tutto quello che potrebbe comportare. I libri non sono degli oggetti morti, delle copertine, un contratto. Possono scatenare dentro di noi qualcosa che nemmeno immaginiamo. Il romanzo di Brooks al contrario aziona in superficie gli stessi, soliti, meccanismi di accettazione e passatempo. Nient'altro. Nessun sogno. Nessun dubbio. Nessuna lacrima. Nessun sorriso. Niente di niente. Nessuna vera voglia di autentica ribellione.

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Ho finito di leggere il saggio di Piketty e ne sono uscito deluso. Un saggio che va bene per qualcun altro ma non per me. Stile chiaro ma ok, non se ne esce. Mai stato marxista ma ci sono tante cose che mancano, una soprattutto: il conflitto. Alla fine tutto si risolve in una patrimoniale? Cazzo, che "fantasma".

Discutendo col mio amico, a tantissimi colpi di Merlot (mio) e di Sangiovese (suo) sono arrivato a stilare una specie di lista, incompleta,  di parole che non mi appartengono e che purtroppo piacciono anche a sinistra:

flessibilità, jobs-act, Tav, Expo, guerre umanitarie, istituto del matrimonio, figli a tutti i costi, 41bis, forze armate/esercito&co., infrastrutture, magistrati, videosorveglianza, riforme del lavoro, riforme, Unione Europea, altare della Patria, lavoro, impero, Onu, carceri, reati associativi, reati d'opinione, reato e basta, clero, etnico, agriturismo, precarietà, avvocati, padrone, produttività, apprendistato vita natural durante, Grom, BCE, FMI, tipicità, patria, stato,  saloni di ogni genere, PD, aria pulita, responsabilità costi quel che costi, giudici, meritocrazia, uniamo le forze, industria, Santoro, facciamo ripartire, Salvaitalia, patto inter-generazionale, OGM, processo in videoconferenza, gasdotti, resort, Il Fatto Quotidiano, TSO, decreti,  le 5 stelle e i loro accoliti, Cie, made in, Bio, Farinetti, Eataly, la parola "immigrati", confini, cervelli in fuga, Eni, scuola Holden, aperture 24 ore su 24, outlet...........................................................................

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Un articolo uscito su Il Garantista su un problema che frega un cazzo a nessuno:

http://ilgarantista.it/2014/10/09/il-ministro-gratteri-vuole-militarizzare-il-carcere/


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E una canzone di Piero Ciampi che da vent'anni con i suoi dischi mi sta vicino, vicinissimo:




"Ma guarda tu che cosa ti dico,
sarebbe molto meglio per te
che te ne andassi
prima di incontarmi."

2 commenti:

  1. Se siete stati rapiti dalle pagine di Kevin Brooks, dal più recente "Bunker Diary" al celebre romanzo " L'Estate del Coniglio Nero", non potete mancare all' evento N° 21 del Festival Mare di Libri!
    SABATO 13 GIUGNO ALLE ORE 18:00 A RIMINI, si terrà un emozionante incontro con l'autore, intervistato da Simonetta Bitasi sulla sua ultima creatura.
    Per maggiori informazioni visitate la pagina ufficiale del Festival: Se siete stati rapiti dalle pagine di Kevin Brooks, dal più recente "Bunker Diary" al celebre romanzo " L'Estate del Coniglio Nero", non potete mancare all' evento N° 21 del Festival Mare di Libri!
    SABATO 13 GIUGNO ALLE ORE 18:00 A RIMINI, si terrà un emozionante incontro con l'autore, intervistato da Simonetta Bitasi sulla sua ultima creatura.
    Per maggiori informazioni visitate la pagina ufficiale del Festival: http://www.maredilibri.it/il-festival/programma-2015/

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