martedì 6 maggio 2014

Mangia Bicchieri

"Il fascismo era lo spirito, Upim era il corpo." (Leo Longanesi) perché "La gemella H" di Giorgio Falco mi è restato dentro e perché Leo Longanesi era immenso.

Lo chiamavano Mangia Bicchieri e mio padre mi ha detto che è morto in questi giorni. Mangia Bicchieri perché beveva come una spugna. Negli ultimi anni girava sempre con Antonio che per un pezzo ha continuato a guidare anche se gli avevano tolto la patente. Uomini e donne che si fanno il giro dei bar del paese e di quelli dei paesi vicini, che stazionano in pianta stabile in un'osteria fino a quando vengono allontanati perché son diventati molesti o non pagano mai, che te li ricordi che hanno sempre bevuto. Gente come Bacio che vive ancora con la tazzetta di vino rosso e grande intenditore di calcio che mi stimolava sempre a dare il meglio di me stesso prima delle partite o come Carlina che fumava stecche di Centos dialogando col Campari spruzzato di bianco e che con mia madre poteva parlare per ore di figli, tessitura, Rimini, wc sul balcone e maestre cattive o Carlo che vuole sempre offrirmi un giro se mi vede e che ha pianto come un bambino quando gli ho detto che mia madre era morta. Persone che hanno combinato casini a volontà, che hanno sfasciato famiglie, che si sono riempiti di debiti, che hanno riempito di vergogna i propri figli ma che ho sempre trovato delle persone buone, di una bontà che solo sedendosi vicino a loro si riesce a percepire in tutta la sua travolgente umanità.

E questa canzone sotto perché unisce due pilastri per me: Crystal Castles e Robert Smith:


E domani esce ufficialmente il nuovo libro di Annalisa Chirico: "Siamo tutti puttane" (Marsilio Editori)


«Prostituirsi è uno scambio intrinsecamente morale. È la sublimazione del godimento della propria indipendenza privata». Così Annalisa Chirico, che si definisce «femminista pro sesso, pro porno e pro prostituzione», in questo libro si schiera a favore di chi valorizza un invidiabile décolleté, di chi adopera abilmente un carisma innato, di chi punta su una mente brillante (tratti che, si badi bene, non si escludono tra loro). «L’essere puttana - sostiene l’autrice - è uno stato esistenziale, comune a maschi e femmine. Siamo tutti puttane, in senso figurato, perché cerchiamo, ognuno a suo modo, di districarci nel complicato universo dell’esistente». Dalle Olgettine al «bunga bunga» di Pasolini, dalle Sacerdotesse del Sacro Canone Femminile alle teorie controcorrente di Camille Paglia e Wendy McElroy, dall’icona pop Madonna all’esaltazione di Cleopatra. Il libro smonta con arguzia gli argomenti di chi interpreta la «farfalla di Belén» o l’esibizione del corpo della donna in pubblicità come forme di degradazione della dignità femminile. Sullo sfondo, una visione laica dello scambio libero e volontario tra esseri adulti e consenzienti. Fino all’estrema provocazione: la prostituzione non esiste, ma «possediamo tutti quanti, maschi e femmine, un pizzico di quella “furbizia orientale” che ci rende profondamente liberi di sgomitare per autodeterminare la nostra vita».

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