mercoledì 21 maggio 2014

Il mio Zivago



La mia edizione de "Il dottor Zivago" non è quella che ho letto da ragazzo, di proprietà di mio nonno e alla sua morte finita nella libreria di mio zio. Una prima edizione logorata dalle varie letture. Gliela regalo` sua moglie per non so quale occasione. La dedica fa: "Al mio Zivago. Antifascista e anticomunista!" Ho cominciato a rileggerlo. I romanzi russi necessitano di tempo, attenzione, dedizione per entrare in circolo ma alla fine mi travolgono sempre. 

"Lei non ha nulla da temere, la sua coscienza è netta. Vergogna e paura deve provarle lui, se lei lo smaschera. Ma lei non lo farà mai. Per farlo le manca l'abiezione, la forza che Komarovskij ha nei confronti dei sottoposti e dei deboli. Ecco qual è la differenza fra loro. Ed è questo che rende spaventosa la vita. Con che cosa colpisce la vita? Col tuono e col fulmine? No, con gli sguardi obliqui e i mormorii delle calunnie. Tutto in essa è perfidia e doppiezza. Le basta tendere un filo, esile, come una ragnatela, ed è finita, prova a tirarti fuori dalla rete! Ti ci invischi sempre più. E sul forte hanno la meglio il debole e l'abietto."



Non vedo l'ora di vedere il nuovo film dei Dardenne (e anche "Still the Water"), anche perché di novità strabilianti non ne sto vedendo in questo periodo. Il sempre grande Boris Sollazzo lo ha recensito:

Cannes, i Dardenne contro questo mondo bastardo





Angela Azzaro è una grande e a breve, non so bene dirvi quando, proprio qui sul blog potrete leggere una mia intervista che toccherà vari argomenti. 





"Losing My Edge" è dedicata alle mie braccia, alla mia schiena e ai miei polsi totalmente distrutti dal lavoro.

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