martedì 8 aprile 2014

riflessioni post Chasselas (un vino bianco)



In questi ultimi giorni si sono incrociati la lettura, analisi molto approfondita e necessaria con tutta una serie di approfondimenti/ripassate di alcuni testi, e forse una recensione/discussione, del libro di Marine Le Pen "Controcorrente" (i libri del Borghese),  la visione a brandelli di un programma dov'era ospitata Giorgia Meloni e una splendida chiacchierata con un vecchio anarchico al quale devo tantissime belle giornate e una splendida ricetta rivoluzionaria. Mondi diversi i nostri, agli antipodi, in lotta durissima fra di loro (basterebbe aprire il capitolo sul lavoro per scornarsi o la nazionalità, le frontiere, eccetera, eccetera) eppure con queste due donne accetterei volentieri di sedermi a un tavolo e discutere delle nostre differenti visioni del mondo. Accetterei di mangiare una pizza, un piatto di pasta e bere qualcosa. So già che in molti storceranno il naso ma ad ad esempio io non accetterei mai di trascorrere anche solo un secondo o bere un caffè con persone come Concita De Gregorio, Vendola, Rodotà, Civati, Lipperini, Scalfari, Mauro, Travaglio, Spinelli, Don Ciotti, Landini, eccetera, eccetera. E' qualcosa che sento proprio a pelle. Preferisco rischiare di prendere un sacco di botte e andare via con i coglioni girati  e l'ulcera che sanguina che addormentarmi con la nausea in testa come mi succede sempre quando ascolto o leggo interventi di quelli là nelle loro varie sfumature di colore sempre tiepidine. Vi confesso che Giorgia Meloni mi sta simpatica e per motivi che credo non potrete mai comprendere. Pensate quello che volete ma spero solo che non sembriate gli estensori di qualche articolo di Repubblica o di altre schifezze del genere. Credo che uno che potrebbe capirmi sarebbe il caro vecchio Hitch.







E questo post è un omaggio, dedica, citazione in onore di Christopher Hitchens.

Peccato tu ci abbia lasciato.

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