venerdì 7 marzo 2014

La stanchezza

Certe volte quando esco dal lavoro stanchissimo ho bisogno di camminare e camminare per ritornare a respirare. Lago, fiumi e la vista dei boschi aiutano. Aiutano a non pensare che questo era il clima preferito da mia madre. I prati che si riempiono di fiori, gli uccellini che cantano, le gemme sugli alberi, il vento di un calore rinfrescante.

E per cancellare la tristezza riflettevo nuovamente su questa frase di Raymond Aron tratta da "L'oppio degli intellettuali" che ho ritrovato in "Aristodem" di Luisa Ranieri, che per certi versi a leggerla ad alta voce sembra quasi di sentir parlare mia madre.

"Quando la maggioranza del proletariato obbedisce a capi convertiti alla liberazione reale, gli intellettuali di sinistra ignorano i casi di coscienza Sono forse inconsapevolmente delusi dall'atteggiamento degli operai, piu' sensibili ai vantaggi immediati che ai progetti grandiosi a lunga scadenza."

Due libri che partendo dalla stesso periodo storico parlano direttamente a noi: "Noi figli di Eichmann" di Gunther Anders (Giuntina) e "La gemella H" di Giorgio Falco (Einaudi)


"Oggi non si puo' dire che tecnica e raffigurazione procedano parallelamente, anzi sono "inversamente proporzionali" e quindi: quanto e' piu' incalzante il ritmo del progresso, quanto maggiori sono gli effetti della nostra produzione e quanto piu' e' intricata la struttura dei nostri apparati, tanto piu' rapidamente la nostra rappresentazione e la nostra percezione non riescono a stargli dietro, tanto piu' rapidamente cala la nostra "chiarezza" e tanto piu' diventiamo ciechi"


E ve lo ricordate Larry Yuma? La piccola casa editrice torinese Allagalla lo sta ristampando:


4 commenti:

  1. E chi non se lo ricorda, Larry Yuma? Ricordo ancora una delle copertine de "Il Giornalino" con Yuma sul suo cavallo: splendida (copertina).

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    1. E vai! Io e mia sorella lo divoravamo da piccoli Il Giornalino. Aspettavamo la domenica per comprarlo. Ho ritrovato mesi fa le vecchie copie ed era davvero bello e ben fatto.

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    2. Noi siamo stati abbonati. Il Giornalino e Topolino sono state le mie prime letture. Davano soddisfazione, ecco. Il Giornalino era più "epico", Topolino era pop. Va beh. E Jacovitti, con Coccobill? Che salumi!

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    3. anche noi siamo stati abbonati per un anno ma dalle mie parti la consegna della posta è sempre stata avventurosa e spesso i vicini se la portavano pure via. tra l'altro sapevamo pure chi erano, visto che me lo leggevano davanti al naso.

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