giovedì 20 marzo 2014

Ai funerali

Questo caldo permette di godere dello spettacolo offerto di una coppia di diciottenni che si spogliano rimanendo in completo intimo nero e con lo splendente viso di Putin tatuato sulla spalla e poi scivolano nell'acqua gelida del lago rimanendoci per almeno venti minuti coi loro genitori che le fotogravano dalla riva. Quando sono uscite dal lago si sono sedute vicino a noi per asciugarsi al sole. Parlavano bene l'italiano e ci abbiamo parlato insieme per una mezz'ora. La mia ragazza chiedeva loro della steppa e se gli piaceva la Svizzera e dov'erano dirette. Como, Milano, Bergamo, Verona, Venezia, Firenze, Roma. Erano gentili ed educate, cosi' come i loro genitori. Mi sono sempre piaciuti i russi. Un giorno ci vorremmo andare in Russia.


Qualcuno forse avra' visto giocare Ryan Giggs ieri sera in Champions. Intono allo scrittore gallese Rodge Glass ci ha scritto: "Voglio la testa di Ryan Giggs" (66than2nd) che prossimamente recensiro' su Lankelot. 

Di Berlinguer me ne sono sempre sbattuto e di questi tempi ne stanno parlando tanto perche' le mummie fanno sempre audience e scatenano lacrime facili. Ricorda che quando ero piccolo se a tavola qualcuno tirava fuori Berlinguer mio nonno non gli versava piu' da bere. Fulvio Abbate su CaneCattivo ci ha scritto sopra questo pezzo: "Ai funerali del PCI" e lo posto con la speranza che Tu faccia un salto da queste parti e lo possa leggere. (Ci siamo intesi vero?)

E in questa descrizione di una donna tratta da "Il cardellino" di Donna Tartt ci sono mia madre, mia sorella, mia zia, mia cugina, mia nonna.

"La signora Barbour proveniva da una facoltosa famiglia di antiche origini olandese, era talmente glaciale, bionada e incolore da sembrare dissanguata. Era l'immagine stessa del contegno, niente la scuoteva e niente la turbava, e anche se non era bella, la sua calma possedeva il magnetismo della bellezza, una staticita' cos potente che quando entrava in una stanza le molecole si riallineavano tutte intorno a lei. Come il bozzetto di uno stilista nel quale fosse stata insufflata la vita, attirava gli sguardi ovunque andasse, apparentemente ignara della turbolenza che destava al suo passaggio; gli occhi erano ben distanziati e le orecchie piccole, aderenti alla testa, il corpo lungo e longilineo, elegante come quello di una donnola.

Nessun commento:

Posta un commento