venerdì 17 gennaio 2014

Quassù c'è quasi tutto



Perché poi la vita non si ferma e va avanti. Sai che novità. Mia madre quando moriva qualcuno in famiglia o nella cerchia dei suoi amici passava in un batter d'occhio dalle lacrime (poche) ad organizzare cene, pranzi, colazioni e spediva fuori i più volenterosi fra i presenti a comprare da bere e tutto ciò che mancava in casa. Anche le sigarette per quelli che fumavano Si va avanti. E allora ecco che in questi giorni è uscito un Ep di due pezzi dei Fine Before You Came che s'intitola "Quassù c'è quasi tutto" e lo potete ascoltare e scaricare gratuitamente per esempio da qui e avrei voglia di vederli dal vivo. Suoneranno fra una settimana al Magnolia a Milano ma in questi mesi, in particolare in queste ultime giornate, ho già dato tutto/troppo per quanto riguarda la vita sociale.

E con una settimana d'anticipo segnalo anche questo appuntamento:


♑ MALAIKAT DAN SINGA ♑ INVISIBLE°SHOW ♑ VENERDI 24 GENNAIO ♑ BERGAMO ♑
info e prenotazioni - invisibleshow@yahoo.it \ 349 88 30 539

Le tigri dell'ira sono più sagge dei cavalli dell'educazione.
(William Blake)

Malaikat dan Singa è la creatura indonesiana dell'americano Arrington de Dionyso, sciamano blues punk affermatosi con gli Old Time Relijun, rabdomante musicale dalle molteplici visioni, sperimentatore instancabile, polistrumentista, pittore, etnomusicologo, mistico, poeta. Dopo aver imparato l'indonesiano per amore di una donna, De Dionyso fonda i Malaikat dan Singa ("Angeli e leoni"), con cui reinterpreta nella lingua d'adozione l'infuocato immaginario del poeta inglese William Blake, per dare nuova carne e sangue a un pantheon primordiale di mitologie e fantasie, e così forgiare un viluppo cosmico e ferino di tribalismi trance e voodoo garage punk. Il progetto di De Dionyso prende vita nelle forme di un trio rock'n roll primitivista, a base di basso e batteria, voce estatica e clarinetto impazzito, capace di creare un ibrido ritmico viscerale ed eclettico, dove si possono incrociare canti gutturali mongoli e sonorità giavanesi, improvvisazioni free-jazz e allucinazioni noise. Nel 2013 i Malaikat dan Singa arrivano a "Open the Crown", terzo disco per la K Records di Calvin Johnson, che, insieme a umori avvicinabili al rap e al dub, mette in luce l'anima danzereccia e dionisiaca di una nuova forma deviata di pop, grezzo, conturbante e ossessivo. 

I am a song of psychic fire!
I teach by example, ten thousand tigers in my temple-
No cage can hold us!
(Malaikat dan Singa / "Open the Crown")

http://arrington.bandcamp.com/
http://malaikatdansinga.tumblr.com/
http://www.youtube.com/watch?v=Muo2fr...

teaser_ http://www.youtube.com/watch?v=d4xtLf...
web_ http://invisibleshow.tumblr.com/

E poi ieri, tornata finalmente la mia vecchia casa in silenzio, riaprivo un libro caduto da una delle librerie spostate per far posto in camera mia alla bara di mia madre. Si tratta de "Il lamento del prepuzio" di Shalom Auslander. Un romanzo che comincia così: "4. E Dio disse a Mosè: "Ecco il paese che io ti ho promesso, ma tu non vi entrerai. Tiè". 5. E Mosè morì. (Deuteronomio)" e prosegue in quest'altro:

"Quando ero bambino, genitori e insegnanti mi parlavano di un uomo che era molto potente. Mi dicevano che poteva distruggere il mondo intero. Mi dicevano che poteva sollevare le montagne. Mi dicevano che poteva dividere il mare. Era importante mantenerlo di buonumore. Quando obbedivamo a quanto ci aveva comandato, gli piacevamo. Gli piacevamo talmente tanto che uccideva quelli a cui non piacevamo. Ma quando non obbedivamo a quanto ci aveva comandato, non gli piacevamo. Ci odiava. Certi giorni ci odiava talmente tanto che ci uccideva. A volte invece lasciava che altri ci uccidessero. Questi giorni non li chiamiamo "giorni di festa". Per Purim, ci ricordiamo di quando cercarono di ucciderci i persiani. Per Pesach ci ricordiamo di quando cercarono di ucciderci gli egiziani. Per Chanukkah, ci ricordiamo di quando cercarono di ucciderci i greci. "Sia Egli benedetto" pregavamo. Per crudeli che fossero queste punizioni, non erano niente in confronto alle punizioni che ci elargiva. Lui in persona. Allora arrivavano carestie. Arrivano diluvi. Arrivava furibonda la vendetta. Hitler avrà pure sterminato gli ebrei, ma questo signore ha inondato il mondo. Ecco la canzoncina su di lui che cantavamo all'asilo: "Dio è qui, Dio è lì, Dio è ovunque, In ogni dì". Poi merenda e un sonnellino agitato. Sono stato allevato come un vitello nella cittadina ebreo-ortodossa di Monsey, nello stato di New York, dove era proibito mangiare insieme vitello e latticini. Se avevi mangiato vitello, ti era proibito mangiare latticini per sei ore. Se avevi mangiato latticini, ti era proibito mangiare vitello per tre ore. Era proibito mangiare maiale per sempre, o per lo meno fino all'arrivo del Messia. Solo allora, ci aveva insegnato il rabbino Napier in quarta, i malvagi sarebbero stati puniti, i morti sarebbero resuscitati, e i maiali sarebbero diventati kosher."

E poi tu Michel, vicino a noi due derelitti:


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