sabato 4 gennaio 2014

Love is to die

Ieri ho comprato Il Manifesto senza sapere nemmeno cosa ci fosse in copertina. Pioveva a dirotto e quando l'edicolante me l'ha consegnato l'ho infilato subito nello zaino e sono corso in posta. Una mezz'oretta dopo mi sono seduto in un bar di un supermercato stanchissimo di lavoro e altre faccende e finalmente l'ho aperto. Quando in copertina ci ho trovato Fidel Castro ho rimpianto i soldi che avevo speso e ho pensato che per qualcuno proprio il passato non passa mai, che il Muro è sempre su, che siamo ancora lì, alle solite storie polverose e di propaganda e al culto della personalità che scalda tanto il cuore e ci fa sentire tutti più al sicuro. Lo so che c'è scritto quotidiano comunista. Lo so che io lo leggo (ormai raramente) pur non essendo mai stato un comunista, perché è il solo quotidiano che mi offre qualche spunto interessante e non lo sarò mai ma questa roba è davvero pazzesca. Poi mi son detto, andiamo a leggere questa cavolo di intervista/articolo e alla fine l'ho trovata identica alle interviste in ginocchio ai soliti dittatori, ai capi partito, ai potenti, una di quelle che quando son fatte al tanto odiato Silvio Berlusconi fanno scatenare le ire funeste di tutta la sinistra. Un vero schifo che non ha niente a che fare con me. Non è la prima volta che accade, lo so, è un classico di questo giornale ma trovarsi nel 2013 ancora Fidel Castro trattato come un santino mi ha fatto pensare a una casa di riposo abitata da un sacco di vecchi malati di demenza senile che giocano coi Lego a costruire prigioni, dittature, fili spinati e gridano tutto il giorno e quello che resta quando tacciono sono il vuoto, la noia, le regole e vagonate di pannolini sporchi di merda e urina. Immagine spaventosa, forse, ma è la prima che mi è venuta in mente un attimo prima che gettassi il giornale nel primo bidone dell'immondizia sulla strada. 



E intanto una persona cara mi dice: "Cazzo, le Warpaint!"

2 commenti:

  1. Il ricordo di uomini importanti passati ormai a miglior vita, ci possono far raggiungere da reazioni contrastanti e diverse.
    La tua è una di queste, molto umana ,caro amico..
    Buon fine festività!

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    Risposte
    1. Sai Nella, non ho mai apprezzato Fidel Castro, pur riconoscendogli l'importanza delle sue gesta. Liquidare situazioni storiche con semplicità è stupido ma oggi, gennaio 2014, stare ancora a sentire uno come Castro o comunque dialogare con lui mi sembra una roba da stupidi.

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