venerdì 31 gennaio 2014

Lantern


Potete scaricare il disco bomba dei Lantern, "Diavoleria", cominciando ad andare qui: http://noilantern.bandcamp.com Questo album fa venir voglia di gridare, piangere, spogliarsi e gettarsi nel lago ghiacciato, richiamare amici scomparsi, passare dal cimitero a salutare persone, mettersi a cucinare qualcosa di buono per la ragazza che torna tardi dal lavoro, questo album fa venire tanta voglia di scrivere.

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Ho imparato sin da piccolo a confrontarmi con idee diverse dalle mie, ad ascoltare, a confrontare posizioni, lasciare la parola a persone distanti da me. Per cinque anni ho vissuto, studiato in un luogo dove il 99% delle persone era diverso da me per provenienza sociale, abitudini, ideali, possibilita' ma questi cinque anni mi hanno stimolato, mi hanno insegnato l'arte del silenzio (sono 5 giorni che al massimo mi saranno uscite dalla bocca detto cento parole), la curiosita'. Vaclav Havel e' uno di quei personaggi che considero controversi e appartenenti a un mondo distante dal mio ma.... Ne sentii parlare per la prima volta dal fratello di mio padre, anticomunista e sconvolto da quello che accadde a Praga. Del suo "Il potere dei senza potere" possedeva una copia tutta sottolineata di questo libro scritto nel 1978 e se fosse vivo oggi quanto litigheremmo io e lui a proposito di politica. Poi in collegio venne a parlarmene il rettore e poi un professore e poi una compagna di classe. Fate conto che era da poco crollato il Muro. Poi viene fuori che lo sta leggendo la figlia di un'amica e siamo tornati nuovamente a parlarne. Questo sotto il capitolo 4 dall'edizione Garzanti del 1991 mentre e' uscita per Itaca una nuova edizione:

"Fra le intenzioni del sistema post-totalitario e le intenzioni della vita c'e' un abisso profondo. Mentre per sua natura la vita tende al pluralismo, alla varieta' dei colori, a organizzarsi e costituirsi in modo indipendente, tende, insomma, a realizzare la propria liberta', il sistema post-totalitario esige monolitismo, uniformita', disciplina; mentre la vita tende a creare strutture "inverosimili" sempre nuove, il sistema post-totalitario le impone "le situazioni piu' verosimili". Queste sue intenzioni del sistema rivelano che la sua natura piu' peculiare e' di ritornare a se stesso, di essere sempre piu' saldamente e incondizionatamente "se stesso" e di allargare pertanto sempre di pi il proprio raggio d'azione. Questo sistema e' al servizio dell'uomo solo nella misura in cui cio' indispensabile perche' l'uomo sia al servizio del sistema; tutto "il di piu'", quindi tutto cio' con cui l'uomo va oltre la sua condizione predeterminata, viene valutato dal sistema come un attacco a se stesso, e a ragione: ogni trascendenza di questo tipo - come principio - lo nega. Si puo' dire allora che lo scopo intrinseco del sistema post-totalitario non e', come a prima vista potrebbe sembrare, la pura e semplice conservazione del potere nelle mani del gruppo dominante; questo sforza di autoconservazione come fenomeno sociale e' subordinato a qualcosa di "piu' elevato": a una specie di cieca "autocinesi" del sistema. L'uomo - anche se occupa un qualche posto nella gerarchia del potere - per questo sistema non e' niente "in se'", ma solo quello che deve sostenere e servire questa "autocinesi"; anche il suo desiderio di potere pertanto puo' realizzarsi solo in quanto il suo orientamento si identifica con l'"autocinesi". L'ideologia - come "alibi-ponte" fra il sistema e l'uomo - copre l'abisso fra intenzioni del sistema e intenzioni della vita; da' ad intendere che le pretese del sistema derivano dai bisogni della vita: e' una specie di mondo dell' "apparenza" che viene spacciato per realta'. Il sistema post-totalitario con le sue pretese tocca l'uomo quasi ad ogni passo. Ovviamente lo tocca con i guanti dell'ideologia. Percio' in esso la vita e' percorsa in tutti i sensi da una rete di ipocrisie e di menzogne: il potere della burocrazia si chiama potere del popolo; la classe operaia viene resa schiava in nome della classe operaia; la totale umiliazione dell'uomo viene contrabbandata come sua definitiva liberazione; l'isolamento dalle informazioni viene chiamato divulgazione; la manipolazione autoritaria e' chiamata controllo pubblico del potere e l'arbitrio applicazione dell'ordinamento giuridico; il soffocamento della cultura si chiama suo sviluppo; la pratica sempre piu' diffusa della politica imperialista viene spacciata come sostegno degli oppressi; la mancanza di liberta' di espressione come la forma piu' alta della liberta'; la farsa elettorale come la forma piu' alta di democrazia; la proibizione di un pensiero indipendente come la concezione piu' scientifica del mondo; l'occupazione viene spacciata per aiuto fraterno. Il potere e' prigioniero delle proprie menzogne e pertanto deve continuamente falsificare. Falsifica il passato. Falsifica il presente e falsifica il futuro. Falsifica i dati statistici. Finge di non avere un apparato poliziesco onnipotente e capace di tutto. Finge di rispettare i diritti umani. Finge di non fingere. L'uomo non e' obbligato a credere a tutte queste mistificazioni, ma deve comportarsi come se ci credesse o per lo meno deve sopportarle in silenzio o almeno comportarsi bene con quelli che con esse operano. Pertanto e' costretto a vivere nella menzogna. Non deve accettare la menzogna. Basta che abbia accettato la vita con essa ed in essa. Gia' cosi' ratifica il sistema, lo consolida, lo fa, lo e'."





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