lunedì 6 gennaio 2014

6 gennaio + molto Altro

Beh, insomma, è uscito questo disco degli Altro, "Sparso" che riunisce "Autunno", "Estate", "Primavera" e "Inverno", affrettatevi e fate un salto anche sul sito di Alessandro Baronciani:


Ho in testa poi un passaggio di "Barbarico", ultimo libro di Giovanni Lindo Ferretti, che parla direttamente a me, come se fosse un monito:

"Scrivere in assoluta liberta' equivale all'edificazione di una struttura fortificata a salvaguardia di tutto ci che va protetto: una vigilita liberta'. Innanzitutto la dimensione dell'intimita' che non ha niente da nascondere ma ancor meno da esibire si sottrae: all'intimita' si addice il pudore. Esiste poi una dimensione del fare non riducibile alle parole, se un gesto puo' evocarne mille non saranno duemila parole a poterlo sostituire. Il mondo della comunicazione soggetto alle leggi dello spettacolo, sfuma velocemente nel regno della chiacchiera. Sottrarsi e' sempre piu' difficile; forse l'eremo lo permette, qualche cenobio ne ribolle. lo sai che...no, non lo voglio sapere e comunque la mia simpatia tende agli sbeffeggiati, i disgraziati di turno che, si badi bene, non sono gli stessi delle generazioni precedenti. I riprovevoli di allora oggi dettano legge, hanno fatto dei loro vizi, delle loro manie, il galateo cosmopolita; sono i nuovi benpensanti, alfieri e custodi della civilta' che avanza. La polemica mi si addice: sono un grumo emotivo di nervi. Frasi del telegiornale appena percepite mi fanno saltare per aria; titoli e foto di giornali spiegazzati sui tavoli del bar mi infiammano; conosco la rabbia che prende lo stomaco e straparlare imprecando sembra l'unica via di scampo. Devo rifuggire, me lo sono promesso, la polemica. Se le concedo spazio, me ne lascio prendere, ne divento succube: eccita la mia vanita' intellettuale, mi tonifica ma da' assuefazione, occorre aumentarne le dosi per mantenere l'effetto; un macigno che cresce, annebbia l'intelletto e grava sullo stomaco. Inutile combatterla, vanno rifuggite le occasioni che la propiziano." (pp. 29-30)

Ieri su La Lettura de Il Corriere della Sera c'era un bel reportage firmato da Lorenzo Cremonesi sul kibbutz di Nazareth. Mentre lo leggevo ricresceva dentro di me la voglia di vivere in un luogo del genere e di sperimentare modelli di vita quotidiana totalmente diversi da quelli attuali (idee in testa ne ho eccome). E' che sinceramente vivere in questo modo fa cagare e basta. Sono diviso fra vita nei boschi e esperienze collettive ma vita nei boschi e una vita come quella dei kibbutz sono legate da un solido filo che non ha nulla a che fare con la realta' di oggi. 

Tra l'altro Lorenzo Cremonesi ha scritto questo interessante libro pubblicato da Giuntina: "Le origini del sionismo e la nascita del kibbutz (1881-1920)".



E il 31 gennaio esce il nuovo disco dei Vintage Violence e queste sotto sono per adesso le date dal vivo:



Oggi, se fosse stata viva, la mia nonna materna si sarebbe truccata, vestita, sciolti i capelli lunghi 2 metri e 50 e avrebbe fatto paura a tutti.

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