lunedì 29 aprile 2013

"La canzone del bambino scomparso" di Giovanni Pannacci (Giulio Perrone Editore)


La mia recensione del romanzo di Giovanni Pannacci qui.

Fra pochissimi giorni comincia il Giro d'Italia. A questo punto mio nonno era già in crisi. Divorava il Giro d'Italia e cos'avrebbe dato per seguire tutta la tappa dall'inizio alla fine come permette oggi la Rai. Come al solito io e mio padre punteremo il minimo possibile su due nomi. Quasi impossibile che i miei due nomi vincano ma io ci spero lo stesso e questo è un brano di un gruppo che piace a Wiggins. Tamarrata gigante.

domenica 28 aprile 2013

La Finlandia urlante





La Finlandia. Uhm.
Non ci crederete mai ma negli anni '60 mio padre intrecciò una breve relazione con una ragazza finlandese conosciuta al mare. Mio zio conserva tutte le cartoline che quella ragazza gli spedì per un certo periodo di tempo. Mio padre aveva 18 anni, mio zio 12 e collezionava cartoline.

sabato 27 aprile 2013

La solitude e Montaigne

"Je suis d'un autre pays que le vôtre, d'un autre quartier, d'une autre solitude.
Je m'invente aujourd'hui des chemins de traverse. Je ne suis plus de chez vous.
J'attends des mutants. Biologiquement je m'arrange avec l'idée que je me fais de la biologie: je pisse, j'éjacule, je pleure. Il est de toute première instance que nous façonnions nos idées comme s'il s'agissait d'objets manufacturés.
Je suis prêt à vous procurer les moules. Mais...

La solitude..."

(Leo Ferré - La solitude)

---- il giovane figlio di mia cugina andrà al concerto del 1 maggio a Roma con i suoi amici...sarà una bella esperienza per loro...e proprio per questo ho preferito non dirgli che quel concerto mi ha sempre fatto schifo e annoiato per la sua retorica e il suo ingombrate carico di inutilità...e per non farsi mancare nulla quest'anno hanno pure evitato che Fibra salisse sul palco...son conciati davvero male questi sindacati e pseudo intellettuali di sinistra...e tra l'altro ho letto due giorni fa un articolo dedicato a questo episodio che citava Houellebecq e il suo Piattaforma e allora sono andato a risfogliarlo...come se quel concerto fosse un concerto di sinistra....bah...per non parlare della totale incapacità di leggere la contemporaneità e i giovani...ma lasciamo stare...nemmeno un briciolo di curiosità nella testa di queste persone...ma come si fa? come si fa?... ----




Qualche informazione sul libro di Arno e sulla presentazione a Trento il 30 aprile qui e poi un evento il 29 al Teatro Sociale di Bellinzona con una lettura pubblica di "Dietro la stazione", Arno in tedesco e Anahì Traversi in italiano.

giovedì 25 aprile 2013

Feelings

Feelings by Todd Solondz (1984)

Perché senza dubbio morire in questo modo e trasformarmi in un angelo del genere è qualcosa che mi rimpie il cuore di gioia. Il 25 aprile sta sfumando e quando ero piccolo mio nonno a quest'ora mi prendeva per mano e cominciava a raccontarmi storie di combattimenti contro i tedeschi, gli ustascia e io stavo benissimo e pendevo dalle sue labbra. Parlava senza mai guardarmi negli occhi e le sue parole si gonfiavano di lacrime e tenerezza perché i suoi racconti avevano sempre quell'atmosfera di tenerezza dietro l'orrore, perché dietro una morte, dietro lo scoppio di una bomba c'erano il sorriso di un contadino, di un compagno che gli parlava della fidanzata a casa o di quel tal giocatore che aveva visto giocare all'Arena di Milano. Adesso che mi sto avvicinando ai quarant'anni vorrei potergli parlare e camminare con lui. Ne sento un disperato bisogno. Vorrei che ci fosse anche mia nonna, lei che subì parecchi soprusi dai soldati tedeschi e dagli assassini della Muti che stazionavano nella zona del legnanese, lei che guardava sempre le telenovelas su Rete4 ma che appena comparve Silvio sulla scena politica disse con in bocca una di quelle lunghissime sigarette che fumava sempre: "Gli italiani lo voteranno per trent'anni". Avrei tanto voluto vederla quando nell'ottobre del '45 riconobbe uno della Muti che l'aveva passata liscia e corse per strada per andare a picchiarlo e lo picchiò di santa ragione come mi raccontò più volte suo fratello. Quel ragazzino suo coetaneo l'aveva importunata più volte quando andava all'ospedale a trovare il mio bisnonno malato di tisi. Le infilava la canna del fucile sotto la gonna, le palpava il seno in cerca di armi o sale, zucchero ma soprattutto perchè voleva toccarla, farle del male, violentarla. Ho pensato a cosa avrebbe detto mia nonna leggendo dei festeggiamenti del compleanno di Hitler nella zona del varesino, a pochi chilometri da dove è nata. Anche nella sua famiglia ci furono dei militi della Repubblica di Salò, un suo cugino fu arrestato e portato a Como. Storie che s'intrecciano, di altri tempi ormai lontani e seppelliti nei cimiteri. C'è una foto in particolare che mi commuove fra quelle che mio nonno portò a casa dal conflitto ed è quella che ritrae lui e un suo amico a Roma, appena tornati dalla Jugoslavia sorridenti e pieni di entusiasmo. Quel sorriso posso dire di non averlo quasi mai visto sulla faccia di mio nonno e in quel sorriso c'è il coronamento di un sogno e tutta la sua allegria e quel fascino che gli avevano permesso di conquistare mia nonna prima della guerra e mia madre nel 1968. Bastarono pochi anni per riempirlo di delusione. Auspicava un cambiamento che non ci fu e quel dolore se lo portò sempre dentro, fino alla tomba. E quanto mi manca entrare e vederlo seduto al tavolo che legge il giornale e il posacenere colmo di sigarette e mia nonna ai fornelli che prepara qualcosa di buono e lui che alza gli occhi e mi dice "Cos'hai combinato? Vieni qua che ne parliamo..."

mercoledì 24 aprile 2013

Raudo - Raudo - Raudo - Raudo

- Domani è il 25 aprile. I discorsi "grossi" li lascio stare, lo festeggerò a mio modo e senza troppi proclami, cercando di rientrare nella penisola in tempo. Il discorso importante riguarda invece mio padre che il 25 aprile diventa mio nonno partigiano. Stessa espressione facciale, stessa malinconia, stesso coraggio di vivere una vita pericolosa. La verità è che non è che diventa mio nonno solo quel giorno. Invecchiando mio padre è diventato quello che era mio nonno e credo che mio nonno ne sarebbe soddisfatto perché papà è invecchiato solo fisicamente mentre nel cuore è rimasto ancora ragazzino capace di stupirsi, di ascoltare, di rapportarsi con le nuove generazioni e di consigliarle quando ce n'è bisogno. 

- Quando incapppo in tv o alla radio o per strada nella cosiddetta "base" o in quella roba melmosa chiamata "vita reale" quasi quasi rimpiango i metodi sbrigativi di Stalin e so che questa è cattiva (e Stalin era un assassino), lo starete pensando, ma i ggggiovani dei partiti sono peggiori dei loro dirigenti che già sono impresentabili (ci sono le eccezioni, inutilissimo ricordarmelo)...pecoroni, senza dignità...servi che si mascherano da persone libere. Io e la mia ragazza abbiamo seguito pr una ventina di minuti Piazza Pulita e quando parlavano i giovani del PD ci è venuta voglia di lanciar loro addosso qualcosa. Questi "gggiovani", Rodotà e molto altro sarebbero il rinnovamento del paese?

- E' uscito "Raudo" dei Gazebo Penguins, andate qui e trovate tutto e alzate il volume al massimo:



- E fra due settimane sbarca nella penisola un italo-tedesco che merita di essere seguito, fotografato, letto, amato, ascoltato, adorato, protetto, coltivato, acquistato, scarrozzato, sbaciucchiato, sfamato, dipinto. Questo è il teaser 1 di un evento futuro che a breve sconvolgerà la Pianura Padana.

lunedì 22 aprile 2013

Never Let Me Go



Un romanzo e poi un film potentissimi nel raccontare una storia d'amore in un mondo dove gli esseri umani hanno creato dei cloni in grado di fornire ricambi al momento opportuno. Mi mancava il fiato mentre leggevo e gli occhi si riempivano di lacrime. La scelta di escludere qualsivoglia ipotesi di fuga e ribellione è perfetta e controcorrente ed è forse il motivo per cui non riuscivo più a staccarmi da quelle pagine. Impossibile non riflettere su ciò che potrebbe accadere fra qualche anno e se esista un confine da superare oppure no. Temo che in futuro gli essere umani vorranno superare questo limite anche se in parte l'hanno già oltrepassato. Ishiguro va oltre perché descrive come gli esseri umani temano che questi cloni abbiano un'anima (come si forma quest'anima è descritto nel libro e io sono abbastanza d'accord), che siano dotati di un'identità propria e di come ogni tentativo per "umanizzarli" sia pericoloso. Molto meglio avere a che fare con dei corpi da cui estrarre ciò di cui abbiamo bisogno piuttosto che un ragazzino che ama, canta, disegna, sogna, fa sesso come noi. Terribile è il grado di accettazione di questi cloni, perché la loro vita è vista in funzione di un "dono", la loro vita è la salvezza di qualcun altro. Fino a che punto questa vita ha un senso? Questa è vita?
Ieri notte in un programma tv per giovani parlavano di disabilità, un tema che mi sta molto a cuore avendo lavorato per anni insieme ai disabili ed essendo ancora socio di una cooperativa sociale che si occupa di persone in difficola. Tutto bene in trasmissione, diversità di opinioni, le solite cose ma tutto è diventato più complesso e controverso quando una madre portatrice di una malattia degenerativa ha confessato che nel caso fosse rimasta incinta di un figlio affetto da quella malattia avrebbe abortito. I ragazzi in studio sono scattati di collera, altri hanno mostrato comprensione per quella donna in difficoltà. Chi era contro quella scelta rammentava che ogni vita merita di essere vissuta. Altri invece parlavano di dignità della vita e lì non ci si accordava più. 
Spenta la televisione non sono più riuscito a dormire e allora ho cominciato a pensare al romanzo di Ishiguro.
La tematica del romanzo e quella della trasmissione sono intrecciate e non esistono delle risposte certe a queste domande, ognuno può trovare le sue oppure non le troverà mai o forse  le cambierà a seconda delle circostanze.
Qualche anno fa mio padre fu trasportato in fin di vita al pronto soccorso e quando arrivai all'ospedale trovai in sala d'aspetto altre quattro famiglie come la mia, era un giorno maledetto quello. C'erano due ragazzini che stavano per perdere la vita in seguito a un incidente e una giovane moglie che gridava perché suo marito era in lista d'attesa da mesi per un trapianto e lui stava morendo. Si lamentava disperata con i medici e le infermiere di quella situazione mentre a dieci metri da lei  la madre di uno dei due ragazzini la osservava impaurita. Io studiavo la scena con le mani sporche del sangue di mio padre che lavai solo ore dopo quando un'infermiera me lo fece notare e fui assalito da un'angoscia così forte che corsi fuori per respirare aria fredda e lasciando sola per qualche minuto mia madre che non s'accorse comunque di nulla tanto era confusa. 
Ho ripensato anche a quel momento ed è esploso il mal di stomaco.
Non ho mai voluto sapere se quell'uomo trovò l'organo e se quei ragazzini si salvarono, non so nemmeno se capii veramente come stavano le cose, eppure gli occhi di quella madre rivelavano tutto il suo terrore.
Ecco, uno che è sincero con se stesso ma veramente sincero, spietatamente sincero, sa che c'è un momento che vorrebbe che esistesse qualcosa di simile a ciò che racconta Ishiguro, che esistesse insomma qualcuno in grado di donare quell'organo giusto, quelle fibre ancora nuove e quando stamattina l'ho pensato mi sono sentito ancora più sporco di quanto già non mi sentissi prima. 
Si potrebbe anche aprire il discorso sperimentazioni, vivisezione, ricerca scientifica, eutanasia, suicidio assistito, fecondazione ma la situazione si farebbe ancora più complessa e i dubbi aumenterebbero a dismisura e diffido sempre di chi ha la verità in tasca su queste questioni così come su tutte le altre.


domenica 21 aprile 2013

Lunga vita a Mister No

Tutti che litigano per il presidente e altro, litigate pure perché tanto io continuo a sbattermene. Per quanto mi riguarda il nome del candidato ideale che avevo segnato ieri sul retro di un biglietto del cinema era Mister No, superfumetto amatissimo da mio padre che ha collezionato tutti i numeri della serie. Non provate a pensare che io me ne sbatta di come vadano le cose solo perchè mi disinteresso della politica di palazzo, di cui mi sono mi sono sempre disinteressato non avendo nemmeno più la tessera elettorale. No, nemmeno a Rodotà mi sento vicino. Stiamo sempre parlando di uno che arriva dal PCI e dal PDS.




Il giochetto delle candidature è terminato, sei contento che io sia stato al gioco per così tanto tempo?





sabato 20 aprile 2013

The National - Demons

Nuovo album in arrivo per The National intitolato "Trouble Will Find Me" intanto questo video. (E nell'altro singolo cantano "And if you want (too seriously) To see me cry (don’t swallow the cap) Play Let It Be (pat yourself on the back) Or Nevermind (too seriously) ma questo cercatevelo voi perchè piango anch'io)

"Demons"

When I think of you in the city
The sight of you among the sites
I get this sudden sinking feeling
Of a man about to fly

It never kept me up before
Now I’ve been awake for days
I can’t fight it anymore
I’m going through an awkward phase

I am secretly in love with
Everyone that I grew up with
I do my crying underwater
I can’t get down any further

All my drowning friends can see
Now there is no running from it
It’s become a crux of me
I wish that I could rise above it

But I stay down
With my demons
I stay down
With my demons

Passing buzzards in the sky
Alligators in the sewers
I don’t even wonder why
Hide among the under views

I cuddle with them all night long
The worried talk 'till god goes on
I sincerely tried to love her
Wish that I could rise above it

But I stay down
With my demons
I stay down
With my demons
I stay down
With my demons
I stay down
With my demons

Cannot stay here
I can’t sleep on the floor
Drink the blood and
Hang the palms on the door
I do not think I’m going
Places anymore
Wanna see the sun
Come up above New York

Everyday I start so great
Then the sunlight dims
Less I’ve learned
The more I see
The pythons and the limbs

I do not know what’s wrong with me
Sour's in the cut
When I walk into a room
I do not light it up

Fuck

So I stay down
With my demons
I stay down
With my demons
I stay down
With my demons
I stay down
With my demons

E' finito il caffè

Si avvicina il 25 aprile ed ecco due libri in uscita per Parallelo45 Edizioni e che recensirò più avanti su Lankelot:



E poi ecco il video di "E' finito il caffè", primo estratto dal nuovo disco dei Gazebo Penguins, "Raudo".

venerdì 19 aprile 2013

Careening Catalog Immemorial



Se vi va potete leggere questa recensione del bignami fumettistico di "Orgoglio e pregiudizio" realizzato da Sicks. Sono giornate non positive, se ho sempre benedetto l'arrivo della primavera per l'addio al freddo, poi la maledico perchè cancella il freddo ma porta con sè precipizi di umore negativo che non si risolvono mai. Il cielo ha la pancia piena di pioggia e se ne frega di tutto ciò. Mentre mangiavo in solitaria ho acceso la tv sulla diretta presidenziale ma ho preferito girare perché il cibo mi stava andando di traverso. Sentivo puzza di obitorio uscire dallo schermo e "Match Point" è davvero un film brutto, "Oblivion" si può guardare e mi ha sorpreso, da "Come un tuono" mi aspettavo molto di più e intanto ho sognato ad occhi aperti leggendo di colonie su Marte e pianeti gemelli, dentro di me c'è il cuore del pioniere, uno che sarebbe partito e avrebbe lasciato tutto ma adesso dove vai? Non c'è nessun posto dove vorrei davvero vivere. E mi sentivo come quei personaggi dei film western che appena la civiltà si avvicinava ecco che comincivano a sentirsi inquieti, senz'aria respirabile e dovevano andarsene e alla fine di questo cammino ciò che ti resta fra le mani è solo l'isolamento e nient'altro.



E un video che mi ha ricordato gli anni di collegio:

giovedì 18 aprile 2013

CAMILLA SPARKSSS - PRECIOUS PEOPLE




E finalmente il video di "Precious People".
La canzone è una bomba, così come sono delle vere bombe il video e il live. Andate, cercateli, divertitevi con questi link e correte ai live così potrete anche tatuarvi.

Il video:
Il live di "Precious" e il live di "You Are Awesome":
Dove e come:
E le date del tour europeo (per adesso):

April 19 | Le Manège - Lorient - FR
April 20 | Le Cube - Brest - FR
April 20 | Gravière - Geneva - CH
May 04 | Kleintheater - Luzern - CH
May 09 | Café Central - Brussels - BE
May 10 | Ze Muzic All - Besançon - FR
May 11 | Africantape Festival - Stimultania - Strasbourg - FR
June 01 | Fribourg - CH - TBA
June 08 | Less Playboy is more Cowboy @ Le Confort Moderne - Poitiers - FR
June 10 | Lady Bar - Basel - CH
July 20 | Sierre - CH - TBA

mercoledì 17 aprile 2013

Nomi

Dell'elezione del presidente me ne sbatto totalmente (così come della formazione del governo) ma visto che è di moda tirar fuori nomi di donna, maschi, automobiline, insetti, sassi, elettrodomestici, giocatori di poker, mi accodo anche io al carrozzone del nome femminile e il primo che mi esce dalla testa è Tank Girl:


mentre fra gli uomini il trofeo se lo dividono "Conan" (e come dimenticare una straordinaria ragazzina come Lana ?):


e Jello Biafra:


Ovviamente tutti fuori parte, eccetera, eccetera ma son questi i nomi che mi son passati per la testa. 

lunedì 15 aprile 2013

domenica 14 aprile 2013

Apocalypse Baby

Questo sole non mi invoglia per niente ad uscire. Una domenica di lavoro che ha lasciato parecchie tossine e ci sono le lavatrici da fare. Ovviamente le lavatrici di un palazzo svizzero sono in comune e bisogna aspettare se sono occupate. Salire, riscendere, aspettare, farle. Voi direte che sono matto ma ho trovato di una sconvolgente bellezza oggi una coppietta che vomitava direttamente nel fiume alle 5 e 41 di mattina mentre io mi dirigevo verso il luogo di lavoro con 4 ore di sonno in corpo. Sembravano un elfo e una sirena. Ridevano mentre vomitavano. Trecento metri dopo un gruppo di americani pisciava contro una porta. Quella porta avrei dovuto pulirla io 3 ore dopo. Avessi avuto una pistola li avrei ammazzati uno ad uno. Teste di cazzo. Poi torni quasi 7 ore dopo e trovi la solita ragazza ferma fuori dal distributore di benzina (l'unico posto aperto dove acquistare qualcosa, nel mio caso birra, pane e giornale) con una cassetta di birre in corpo e un alone di sigarette intorno così forte da toglierti il fiatto. Lei mi sorride sempre, io anche. Quando fumavo ero solito lasciarle una sigaretta. Adesso le poso sulla mano qualche moneta che più tardi userà per comprarsi una dose al parco. I tempi e metodi delle nostre due vite sono quasi sovrapponibili.

Tre libri, perchè poi quando mi guardo intorno non posso che:








(Per chiudere: la lista presentata dai 5stelle non contiene nessuna novità. Sembrano la programmazione Rai partorita da quei salotti di sinistra o intellettuali pesantissimi che non vorrei mai frequentare. Lo so, c'è anche Strada, ma confesso di provare una certa antipatia per lui....e ci mancava solo il partito di Santoro...cazzarola....)

Portishead - Full Concert Prive @ Canal+ (plus Interview)

(Il titolo è una dedica a una persona straordinaria che un giorno noi due vorremmo incontrare, Virginie Despentes)

giovedì 11 aprile 2013

When You Doubt Yourself

- Ho una crudelissima cugina che mi intasa la posta con virus e mail disturbanti, l'ultima conteneva l'invito a guardare il video sotto. Sapeva che sarei stato male durante e dopo averlo visto ma non può farne a meno così come io non posso far a meno di cascarci ogni volta. Che roba indecente: http://www.youtube.com/watch?v=qJ1jdVP15Ns   

- Sembra che un progetto a cui tengo tantissimo sia finalmente in partenza: il post-Lankelot.

- Strano leggere un libro come "Con le peggiori intenzioni" di Alessandro Piperno e trovare fra i ringraziamenti una persona che è stata al centro di molte polemiche qualche tempo fa. Sto parlando di Giulia Ichino. Impossibile per me quantificare il peso di Giulia Ichino (Piperno scrive nei ringraziamenti "Giulia Ichino, che ha seguito la redazione di questo libro con accuratezza e passione contagiose") ma rimanendo nel vago mi sento di dire che ha fatto sicuramente un gran bel lavoro su questo romanzo che ha sì dei difetti ed è troppo derivativo in alcuni passaggi ma che rimane un signor libro che val la pena di leggere.

- Uno va in libreria e in biblioteca e poi torna a casa e fra le varie cose da leggere prende dallo scaffale i due soliti tomazzi: "Guerra e Pace" e "Trilogia del Nord":

"Avevo avuto voglia ad agire così rapido, perdere un minimo di minuti per sbattere sti pagliaci alla porta, l'indomani le redazioni e le serre dei caffè avevano tirato a lurido l'incidente. Sapete, il peggio dei sozzoni ha rialzato la testa, sì!... ha il coraggio!...ha trattato il nostro sublime sire da altissimo figuro sì! in più, ha sostenuto che l'avevano svaligiato!...buttato in prigione, ecc... ecc... e che era mutilato di guerra 75 per 100... e decorato di medaglia militare molto prima di Pétain. 
Merda! un momento solo che reagisco!... frugo che rifrugo, trovato... oppongo un testo!...e mica d'aria fritta!...presto, una conferenza stampa, convoco...leggo!...testo di Barjavel..
"Per me, il ventesimo secolo non conta finora che un innovatore, è Ferdinand. E dirò anzi un solo scrittore. Spero che non ne sarai offeso. E' talmente al di sopra di noi. Che sia torturato e perseguitato è normale. E' spaventoso scrivere questo quando si pensa che è un uomo vivo, ma nello stesso tempo, per via della sua grandezza, non si può fare a meno di considerarlo fuori del tempo e delle contingenze che lo schiacciano. Credo profondamente che più un uomo è grande, più egli si espone a essere ferito da tutti. La tranquillità è solo per i mediocri, quelli la cui testa scompare tra la folla. Céline vorrebbe tornare a Parigi o in Francia, e tu fai tutto ciò che puoi per aiutarlo, ma devi dirti questo: dovunque egli sia, sarà perseguitato. Il suo desiderio di trovare la pace altrove che nel posto in cui si trova, non è che un sogno. Non troverà la pace da nessuna parte. Sarà perseguitato sino alla morte; ovunque egli vada. E lo sa bene. E non ci può far niente, e neppure noi. Noi possiamo soltanto proclamare, a ogni occasione, che egli è il più grande, e però facendo questo attiriamo su di lui gli odi decuplicati dei piccoli, dei mediocri, dei castrati, di tutti quelli che schiattano d'invio d'odio non appena gli si rialza la testa per mostrarci le cime. Sono la moltitudine".
Mi aspetto un piccolo effetto... nessuno!... al contrario!
"Il suo Barjavel, oh, là! là! marcio come lui!... alla fossa, insieme!" (LFC, "Nord", Rigodon, pp. 692-693)



martedì 9 aprile 2013

Sparsi a ventimila leghe sotto il mare

- Se mio zio fosse stato ancora in vita avrebbe avuto un'erezione leggendo della rapina sull'A9. (Utilizzo il termine erezione perché quando parlava di queste cose il volto di mio zio era quello di un uomo scosso da torbide scariche di piacere)

- Della morte di Margaret Tatcher c'è solo da rallegrarsi anche se la mia congenita malignità mi fa pensare che molti fra quelli che si dicono contenti della sua morte e che magari non hanno vissuto la sua epoca e nemmeno sono inglesi (sembra il mio identikit...eh eh eh)probabilmente si troverebbero d'accordo col suo programma, magari ripulito da qualche eccesso, e con una firma diversa. E sicuramente si schiererebbero contro i minatori e le loro pratiche. Lo scrivo facendo 2 più 2 su tante faccende accadute in questi anni. Forse mi sto sbagliando ma non credo. Finché le cose si fanno settant'anni fa, trent'anni fa, in altri paesi, allora va tutto bene, ci si scrivono sopra libri, si girano film, si elogiano i giovani di un tempo, quando invece accadono oggi, qui, da parte a te, beh allora cominciano i distinguo e quelli che dicevano di esserti vicino poi se la danno a gambe.

- Passiamo al capitolo prostituzione. Conosco padri e madri, fratelli e sorelle di amici andati appositamente a fotografare Via del Campo a Genova o quartieri a luci rosse di mezzo mondo ma che se hanno una prostituta seduta affianco in un bar si alzano e cambiano posto.

-Sull'Inghilterra anni '70-'80 consiglio gli splendidi romanzi di David Peace: "1974", "1977", Millenovecento80", "Millenovecento83" e "GB84", quest'ultimo proprio sulle lotte dei minatori.

- Ho letto in giro una valanga di stronzate sulla questione suicidi. Non dico altro. Ma lo so, lo so che sono io che son fuori dal mondo.

- Sono giorni di cattiveria e mal di testa.

- "La casa dei normali" di Francesco Manarini ha tutte le carte in regola per diventare una gran sit-com, telefilm, film. Peccato che in Italia ne uscirebbero solo delle schifezze. Cercatelo, leggetelo, vi divertirete.






domenica 7 aprile 2013

La maledizione

Al parco i bambini giocavano a lanciare briciole di pane ai cigni sfidando il vento freddo che spirava dal lago. Seduti sulle panchine i genitori e i nonni discutevano di politica, calcio, pranzi, acquisti. Io ho trovato il mio posto su un muretto accanto a una magnolia e sorridendo per i tentativi d'approccio, in verità piuttosto maldestri, rivolti da un ragazzino in felpa rossa a una ragazzina molto bella che indossava una gonna corta senza calze e con un paio di ballerine rosa shock ai piedi. Erano a cinque metri da me e se il ragazzo le prometteva amore eterno lei invece sorrideva tappandogli la bocca con una borsetta fiorata. Era palpabile la voglia di quel ragazzo di levarle i vestiti e fare l'amore stesi sull'erba resa umida dal recente temporale. Sono stati minuti d'incantevole tenerezza rovinati dalle solite persone piombate come mosche a scattare foto alle barche a vela, alle montagne nascoste da una coltre di nuvole grigie, al lungolago, ai cigni, agli alberi, agli stronzi di cane. Fotografi solitari agghindati come agenti segreti, bande di turisti affaticati, aspiranti Robert Capa con l'obiettivo incastrato in mezzo alla bocca. Non soddisfatti codesti signori ridevano, gridavano, rubavano, si mettevano in posa, rompevano i coglioni. Volevo leggere in tranquillità e correggere alcune pagine ma per colpa di questi stronzi l'umore mi è sceso sotto i tacchi, la concentrazione è andata a farsi benedire e l'ira si è impadronita di me, tanto che ho preso le mie cose e mi sono diretto verso casa. Anche la coppietta, visibilmente scocciata, se ne è andata, camminando così velocemente da superarmi in un baleno. Il ragazzo era talmente arrabbiato che per consolarlo la ragazzina l'ha bloccato contro un albero per dargli un bacio sulle guance. Quando sono uscito dal parco mi sono voltato e si stavano ancora baciando. 

Rachel Grimes Live at Camber Sands

E visto che si sta parlando di coppie, ecco una coppia super famosa protagonista di un libro super famoso che si trasforma in maniera molto simpatica in un fumetto per opera di Sicks e che uscirà a breve per Zandegù nella neonata collana "I bignè".

venerdì 5 aprile 2013

Léo Ferré - Paris je ne t'aime plus

Te le ricordi le passeggiate notturne a Saint-Germain-des-Prés? Te le sei sempre ricordate vero? Io no, io le ho ricordate oggi, dopo un sogno simile a un incubo. Ti ricordi che la sera che ci salutammo mi dicesti "Voglio morire giovane e senza troppi patemi"? Io lo so che te lo ricordi, tu non dimentichi mai niente, sei come mia madre che ricorda ogni cosa. Sta arrivando la primavera e i cambiamenti del tempo sono come i cambiamenti dei quartieri, delle città, con il commercio, le boutique, i saldi, le carte di credito che spazzano via tutto. Non rimane niente, se non il dolore, lo sconforto, la solitudine, la sconfitta e troppi anni vissuti per niente.

mercoledì 3 aprile 2013

"Crescendo" by Novanta



"Crescendo" è un disco di Novanta, progetto di Manfredi Lamartina e lo potete ascoltare e scaricare qui: http://novanta.bandcamp.com/releases 

Ve lo consiglio veramente. 

E per motivi che non so nemmeno tanto spiegarvi la musica di Novanta va a nozze con un brano tratto da "L'estasi dell'influenza" di Jonathan Lethem intitolato "Su una fotografia di mio padre". Il motivo è profondissimo, sta in un passaggio preciso di questo disco. Non preoccupatevi, è il mio cervello che è fatto in questo modo.

"L'immagine fluttua. L'ha scattata qualcuno negli anni settanta, lo sfondo bianco non fornisce indizi. Mio padre ha avuto quel trench dai risvolti ampi per quindici o vent'anni, tipico figlio parsimonioso della Grande Depressione. (Probabilmente, a un certo punto, cercò di passarmelo). Il taglio della barba, quel pizzo integrale vagamente sbarazzino restringe un po' l'arco della datazione. Molto spesso, in seguito, non si sarebbe curato di radersi le guance per conservarne la forma. Collochiamola all'inizio degli anni settanta. Chissà come, è finita nella mia raccolta di addobbi cartacei, è stata portata al college e poi in California per un decennio. L'unica copia. Quando l'ho mostrata a mio padre, la settimana scorsa, lui non la vedeva da più di trent'anni. Non era sicuro di chi fosse il fotografo, ma ha ristretto il novero a tre nomi stranamente concatenati: Bobby Ramirez, Bob Brooks, Geoff Brooks. (Me li ricordo tutti e tre, adorabili balordi della compagnia di hippie dei miei genitori.) Alla fine ha optato per Geoff Brooks, perciò sarà a lui che la attribuirò. La foto non è mai stata incorniciata o inserita in un album; è sopravvissuta, spostata per tutto questo tempo da un cassetto a uno scatolone a un altro cassetto. Un residuo di scotch sull'angolo sinistro mi ricordo che a un certo punto l'ho tenuta attaccata a una scrivania, a Berkeley. In una famiglia che dopo la morte di mia madre si è sparpagliata con i suoi cimeli in angoli del pianeta lontanissimi e si riunisce ora in modo sporadico e fiacco, questa foto è sopravvissuta. Io, però, ci ho convissuto per trent'anni e, strano a dirsi, ho scrutato nei suoi occhi tanto ho guardato negli occhi vivi di mio padre. E ritrae Richard Lethem come lo sogno, il mio idolo. La sua gentilezza del Midwest, l'anima da osservatore delle praterie trasferitosi in città, con indosso il suo abito da beatnik, trasformatosi in pittore, poeta e attivista politico, uomo metropolitano. I miei genitori, quando li conobbi per la prima volta, erano, paradossalmente, i due adulti più entusiasmanti sulla scena, parte di un pantheon di artisti, attivisti e studenti che stavano svegli fino a tardi intorno al tavolo da pranzo e spesso, in seguito, adavano a buttarsi a letto nelle altre stanze della casa. I miei genitori erano sia i due a cui avevo più direttamente accesso sia i più interessanti da conoscere, il perno della situazione. Non mi interessava l'infanzia, io volevo stare in compagnia di questa gente. La fotografia mostra mio padre mentre incrocia lo sguardo di un membro della sua gang, ed erano entrambi sicuramente su di giri, sapendo di essere la punta di diamante del mondo. Io volevo che lui mi guardasse così. E spesso lo faceva." (pp. 311-312)

lunedì 1 aprile 2013

Hiver Nomade


Un film di Manuel Von Sturler sulla transumanza invernale di 800 pecore. Guardatelo se per caso lo incrociate in qualche piccolo cinema come è successo a me. Io l'ho visto in francese, sottotitolato in italiano. Il sito del film è questo: http://www.hivernomade.ch/en/


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E se siete degli innamorati come me de "I Goonies" leggetevi questo post:


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(...i giorni di festa portano solo regali di dolore...)