giovedì 28 febbraio 2013

Di concerti, conferenze, imperi e verande

Chiudere la giornata lavorativa salendo sul tetto di una veranda con una collega per lavarlo. Da lì ammirare le montagne innevate e il traffico cittadino e cercare di non rispondere alle provocazioni dei conducenti che suonano il clacson o mimano volgarità di ogni genere. Io e lei due immigrati su un tetto. Tornare a casa infreddolito e stanco riuscendo a liberarsi di due giovani mormoni solo dopo un tratto di strada lungo 600 metri. 600 metri dal primo lampione al distributore di benzina.


Primo appuntamento:


sabato 2 marzo 2013, 20.45:
"Relazione della 15ª missione di scavo presso il Tempio di Amenhotep II, Luxor"
 Aula Magna – Collegio Gallio, Via T. Gallio 1, Como
Relatore: Dott. Angelo Sesana

Descrizione: Gli scavi sull’area del Tempio di Milioni di Anni di Amenhotep II proseguono con l’indagine degli ultimi contesti funerari individuati, risalenti a periodi sia precedenti che successivi all’epoca di Amenhotep II, e continuano a regalare grandi sorprese ed emozionanti scoperte. Durante la 15a missione, in particolare, il lavoro si è concentrato su due pozzi funerari del Terzo Periodo Intermedio e su una sepoltura in nicchia precedente alla costruzione del tempio. Le rilevanti scoperte fatte in questi contesti hanno avuto grande eco anche sulla stampa: cinque canopi e un sarcofago di terracotta che contiene una sepoltura di bambino sono solo alcuni dei ritrovamenti degni di interesse effettuati in questa fruttuosa missione.
La conferenza, con l’ausilio di immagini e planimetrie, presenterà i risultati dell’attività archeologica e illustrerà gli ulteriori e importanti sviluppi dell’opera di ricostruzione e restauro conservativo delle strutture murarie del Tempio, condotta anche quest’anno sotto la direzione dell’architetto Negri.

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Secondo appuntamento:


Maggiori informazioni sul blog di Paolo Zardi:

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Terzo appuntamento:


Accorrere prima che sia troppo tardi.

https://www.youtube.com/watch?v=-4LXc-mkymw
https://www.youtube.com/watch?v=CGYeoqiHjmA

Bob Corn è un eroe (tra)passato indenne agli anni zero
S J Esau è il suo compagno di viaggio in questo ennesimo viaggio.

Come si fa a non viaggiare?

lun 4 marzo, dalle 21.30, Ca' Blasè


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Un libro in lettura:




(La mia testa mi ricorda un diorama)

mercoledì 27 febbraio 2013

Blob di fine febbraio

Un collage di pensieri, mail ricevute, consigli, ricordi, così, senza molte distinzioni + un video.

- "Outro", il video di Sylvia, estratto dall'ep "Musica da camera":


- Sono vent'anni che è morta Lillian Gish.


Se non sapete chi è magari andando qui vi potete fare un'idea: http://www.ilpost.it/2013/02/27/lillian-gish/lillian-gish-2/

- Se c'è qualcosa delle elezioni lombarde che mi rende felice è l'ennesima sconfitta dell'intellighenzia salottiera di sinistra milanese e di tutti quelli che ci girano intorno. Non è mica poco anche se è scontato che continueranno a parlare e a scrivere e a rivolgersi al "meglio" della società. Ambrosoli sembrava uno uscito dal Conclave o da una festa degli scout. Che pena e per piacere lasciate stare suo padre.

- Stessa storia per tutti quei soloni alla Eco, Zagrebelsky, Rodotà, Scalfari, Asor Rosa. Tutti quei professorini che pontificano da anni e anni e che non si capisce mai perchè li si debba stare ad ascoltare. Pieni di spocchia, arroganza e soprattutto totalmente all'oscuro delle dinamiche del nord-italia. 

- Adesso ci tocca pure inginocchiarci davanti a Dario Fo e Adriano Celentano...'ammazza che schifo. Lo dissi fin dai dei tempi dell'assegnazione a Stoccolma: il Nobel, come anche tutto il resto dei premi letterari, piccoli o grandi che siano, è una faccenda inutile e il premio assegnato a Fo lo testimonia splendidamente.

Su Celentano.....................................................................................................................................

- Noto come parecchi che fino all'altro ieri sbeffeggiavano, davano dei fascisti o cripto fascisti ai grillini, adesso auspicano un accordo utile per la penisola. Ecco, i veri servi siete voi e mi sa che avete paura, molta paura che vi possa franare il pavimento sotto i piedi. Siete degli ipocriti senza spina dorsale innamorati di una parola vuota come "responsabilità"... Lo sapete bene cosa penso dei grillini. L'ho scritto nero su bianco giorni fa e lo testimoniano i litigi che ho da anni, non da oggi, non da ieri, ma fin da quando comparvero nelle piazze. Chi vota, applaude, gioisce p'er un tizio (e i suoi lacché) che utilizza la parola Sterilizzare merita solo calci nel culo per non dire di peggio. Nessun problema, tanto ci sono Gaia e Casaleggio che salveranno il mondo intero. La triplice alleanza al potere: Gaia, Casaleggio e Međugorje.

- "Ehilà Ciccio incazzoso, noti qualche differenza fra questi due scritti?

"occupazione femminile, tutela dei lavoratori atipici e precari, articolo 18
welfare (asili nido, tempo pieno scolastico, assistenza agli anziani e alle persone non autosufficienti, congedo di paternità)
finanziamento dei centri antiviolenza
educazione sessuale nelle scuole
applicazione della legge 194
 revisione della legge 40"
nascite sicure e libertà di scelta in materia (epidurale gratuita, rimborsi per chi sceglie il parto in casa)


e questo:

"20 punti per uscire dal buio: 

- Reddito di cittadinanza
- Misure immediate per il rilancio della piccola e media impresa
- Legge anticorruzione
- Informatizzazione e semplificazione dello Stato
-  Abolizione dei contributi pubblici ai partiti
- Istituzione di un “politometro” per verificare arricchimenti illeciti dei politici negli ultimi 20 anni
- Referendum propositivo e senza quorum
- Referendum sulla permanenza nell’euro
- Obbligo di discussione di ogni legge di iniziativa popolare in Parlamento con voto palese
- Una sola rete televisiva pubblica, senza pubblicità, indipendente dai partiti
- Elezione diretta dei parlamentari alla Camera e al Senato
- Massimo di due mandati elettivi
- Legge sul conflitto di interessi
- Ripristino dei fondi tagliati alla Sanità e alla Scuola pubblica
- Abolizione dei finanziamenti diretti e indiretti ai giornali
- Accesso gratuito alla Rete per cittadinanza
- Abolizione dell’IMU sulla prima casa
- Non pignorabilità della prima casa
- Eliminazione delle province
- Abolizione di Equitalia"


Noti delle differenze vero? Il secondo sembra partorito da un ragioniere smanettone prossimo burocrate dell'era tecnologica."


"Ho paura di tutte quelle persone ragionevoli e sottomesse
che vorrebbero privarmi delle mie anfetamine.
Perché volermi togliere le mie ultime amiche?
Il mio corpo è stanco e la mia vita quasi in rovina.

Spesso i medici, quelle pustole annerite,
mi stancano il cervello con frasi uniformi;
vivo o sopravvivo molto al di fuori delle norme;
me ne sbatto. E la mia meta non è in questa vita.

Qualche volta di mattino sobbalzo e grido,
è rapido è brevissimo ma in quel momento soffro veramente;
me ne sbatto e mando a cagare la protezione sociale.

La sera rileggo Kant, sono solo nel mio letto.
Penso alla mia giornata, è molto chirurgico;
Me ne sbatto. Ritorno verso il punto iniziale." (Michel Houellebecq, "La ricerca della felicità")

martedì 26 febbraio 2013

L'uomo di Londra


Bela Tarr. Ieri scrivevo di Inghilterra. Bela Tarr. Film lentissimi, lunghissimi.. Bela Tarr. Capolavori. Una parola abusata. Satantango. Silenzi immensi. Bela Tarr. Dopo il mondo prende un'altra piega. Bela Tarr. Gli Spietati ne scrivono così: 

lunedì 25 febbraio 2013

Inghilterra

Mentre in moltissimi si staranno accapigliando, gioendo o piangendo per il risultato delle elezioni io ho ripensato a un viaggio in Inghilterra. Tutto merito del toccante romanzo "Heartland" di Anthony Cartwright pubblicato da 66tha2nd ambientato in alcune zone che ho visitato pure io con mia sorella tanti anni fa o che mi ha portato a ricordare altri luoghi (e ostelli) che non dimenticherò mai. 







sabato 23 febbraio 2013

Il tuo stile, il tuo stile, il tuo culo, il tuo culo, il tuo culo



Una canzone dell'immenso Leo Ferrè su uno spezzone di un film famosissimo. Un'accoppiata che è un omaggio sincero, libero, appassionato, distruttivo, divertito, commosso ai miei genitori. Quanto mi hanno parlato di del film di Bertolucci...e mio padre ha gli stessi capelli di Brando in questo film.

http://www.youtube.com/watch?v=R4a3MoPXXQ8 e lascio anche la versione in francese: http://www.youtube.com/watch?v=mTjA2VlhfAo che ha decisamente una marcia in più. Prima o poi tornerò a studiarlo perchè adoro la Francia e il francese mi sta diventando quasi indispensabile.

venerdì 22 febbraio 2013

Film

Opere che mi piacerebbe vedere ma che probabilmente non riuscirò mai a vedere, almeno nei prossimi tempi:


"Leviathan", un documentario di Lucien Castaing-Taylor e Véréna Paravel, del 2012


"Yumen" di J.P. Sniadecki, appena presentato a Berlino.

giovedì 21 febbraio 2013

Uno di famiglia



Avessi mai un figlio o anche un animale lo chiamerei come te...anche se il tuo nome me l'ha già scippato un amico.

mercoledì 20 febbraio 2013

Esma - "Energomash" (La cantina appena sotto la vita)


Trovate qui la mia recensione di "Energomash", disco di Esma che potete ascoltare qui.

Sempre a proposito di album, c'è un album che mi è tornato fra le mani ed è "Grab That Gun". Disco molto derivativo, pieno di già sentito ma...dico ma perchè quando vidi il video di "Brother" mi sentii scavato dentro. In quella voce percepii anni e anni di dolori, battaglie, sofferenze che appartenevano anche a me.


The Organ - Brother e che ricordi tutti quegli alcolici nel video di Love, Love, Love...

martedì 19 febbraio 2013

Comunque vada non importa


Bella la prova d'esordio di Eleonora C. Caruso "Comunque vada non importa" e appena riesco ne scriverò sicuramente. Un libro che mi ha fatto riflettere su molte questioni e pensare ad una persona che non ho mai conosciuto dal vivo e visto che le mie riflessioni non seguono un vero e proprio filo logico sono tornato alla sensazione di angoscia che provavo, e che provo ancora oggi, quando vedevo il cartone animato "Georgie". Aveva di quelle atmosfere che mi si stringeva lo stomaco...e quanto ho amato quella ragazzina...

Postilla 1: è una donna controversa, l'hanno già contestata, eccetera, eccetera. Io la seguo da molto tempo, grazie soprattutto a chi mi ha pubblicato "Wrong", Gordiano Lupi, e posso solo dire che sono davvero molto contento che Yoani Sanchez possa finalmente girare per il mondo. Sulle critiche? Mi sono sembrate di bassissima qualità.

Postilla 2: qualche giorno fa scambio due chiacchiere un mio giovanissimo cugino che mi fa riprendere in mano "La fattoria degli animali". Leggerlo di questi tempi fa sempre bene.

Postilla 3: chiedono di consigliare librerie...ecco, devo confessare che non mi sono mai trovato bene nelle librerie. Le piccole librerie mi angosciano perchè il contatto umano è più stretto, ti chiedono, ti fissano, ti rompono i coglioni e l'impressione che ricevo è sempre quella di infastidire e di essere infastidito. Non ho mai cercato consigli nelle librerie e quelli che ho ricevuto mi hanno quasi sempre deluso e mi risultano quasi sempre antipatiche le persone che ci lavorano e ci sono giorni che penso che molti degli stronzi usciti dalle facoltà di lettere o robe così (spesso stronzi e iscritti a lettere & co. si sovrappongono nella mia vita) siano finiti a lavorare nelle librerie. Confesso che mi sono trovato meglio in un posto come la Fnac di Milano che in una delle cosiddette librerie di qualità, piccole, ricercate, profumate o polverose. C'è una libreria sola che mi sta a cuore veramente ed è il Punto Einaudi di Lecco, gestito da un uomo meraviglioso, decisivo per la mia esistenza. Non condividiamo la passione per gli stessi libri e ci passo solo per comprare libri e discutere di altro, politica, storia, fatti privati e lo faccio perchè lui e in generale le persone che ci lavorano mi mettono a mio agio. Molto meglio le biblioteche dove mi sono sempre trovato meglio. Non parlo poi delle due librerie dove mi capita di entrare in questa città e che mi causano letteralmente il voltastomaco.

sabato 16 febbraio 2013

Succhio

Andre aveva un'amico che tutti lo chiamavano Succhio perché quando fumava succhiava il filtro riducendolo in poltiglia. Sin da quando era all'asilo Succhio sognava di diventare un astronauta ma al primo anno di istituto professionale ci mise pochissimo a capire che l'unico universo che avrebbe visto nella sua vita sarebbe stato quello di una fabbrica metalmeccanica o peggio ancora della tessitura dova lavorava quella stronza di sua madre. Allora Succhio ruppe gli argini e cominciò a fare sogni catastrofici, a disegnare strisce a fumetti con storie di epidemie e umanità al collasso, a riempire le pareti di casa e dei palazzi abbandonati in paesaggi in fiamme o travolti da olocausti nucleari. Niente di rassicurante ma i disegni, le forme, il tratto, la disposizione degli elementi nello spazio avevano qualcosa che ti restava dentro, forse perchè i personaggi avevano facce conosciute o forse perchè tutto era così dannatamente credibile da rovinarti il sonno quanto tornavi a casa. Finite le scuole Andre perse di vista Succhio e quando si rivedevano la vodka, le canne e gli acidi avevano trasformato il futuro di Succhio in un presente paranoico e aggressivo tale e quale a quello in cui viveva Andre. Stare assieme avrebbe significato la morte sicura e la rovina di molte delle persone che stavano loro vicini. A 28 anni Succhio si rasò i capelli, stracciò la carta d'identità, si riempì il corpo di tatuaggi e si rifugiò in una baita fra le montagne ad allevare capre, leggere romanzi di fantascienza, le avventure di Thomas Pynchon e a studiare il cielo in cerca di corpi celesti e astronavi spaziali. Ieri Andre ha pensato a Succhio quando ha visto in tv le immagini del meteorite e dei disastri che ha causato in Russia e allora Andre ha preso carta e penna e gli ha scritto una lunghissima lettera con una cartolina della città dove adesso vive. Succhio non risponderà.


venerdì 15 febbraio 2013

DuChamp

Ricevo e volentieri ve lo giro così come l'ho ricevuto:



"Hi all!

I´m very glad to announce that I´ve finally my "debutante presentation" on Boring Machine website! http://www.boringmachines.it/artist.php?artistId=31
You can pre-order my debut LP "NAR" from Boring Machines website. "NAR" has been recorded in annus mirabilis 2012 by Diego Ferri and mastered with Brian Pyle (Ensemble Economique, Starving Weirdos) which features also in "A worship" as vocals. Listen to a sample from Soundcloud here:
https://soundcloud.com/boringmachines/duchamp-a-worship

Cover artwork by Lara Schilling, graphics by Alice Cannava´.

brotherly,

Appunti n° 1289

"E poi iniziò la primavera. Ghiaccioli come falli e via dicendo. Non c'era più neve sui marciapiedi, ma sull'erba, sotto gli alberi, ce n'era ancora: sporca, mocciosa. Guardarla era imbarazzante come guardare i capi del Reich impiccati a Norimberga. Sulla Fontanka galleggiavano gli ultimi blocchi di ghiaccio con l'immondizia incastrata dentro. Su alcuni saltellavano corvi sfacciati. Bambini con gli zainetti sulle spalle minute stavano appoggiati a delle grate di ghisa e scommettevano su quale blocco di ghiaccio sarebbe arrivato per primo al ponte." ("Boys don't cry", Ilja Stogoff)

Due dischi che potete scaricare gratuitamente o anche no. "Distal" dei Crash of Rhinos è una bomba che colpisce al cuore:







E poi un lunghissimo estratto dal libro di Piero Sansonetti che quando l'ho letto mi ha fatto capire perchè una persona mi aveva chiesto di leggerlo e poi di farle sapere cosa ne pensavo. Praticamente questo estratto è uno degli argomenti attorno a cui discute da tantissimo tempo la mia famiglia allargata ma anche alcune persone della cooperativa dove lavoravo. Votanti e non votanti come il sottoscritto che viene interpellato su questi argomenti anche se sono sempre stato lontano anni luce dalla sinistra parlamentare. Eccovelo qua sotto, è lungo, saltatelo pure se vi annoia o se vi irrita l'autore. Lo so che di questi tempi tirare fuori questi argomenti è un po' controcorrente però da queste parti siamo abituati così:

"Ma cos'è in termini politici, il giustizialismo? E' un luogo. Non è un'idea e neppure l'espressione di una rivolta, di una pulsione morale, di una visione della politica e dell'etica: è un luogo politico. Ed è esattamente il luogo dove si incontrano lo stalinismo, il liberalismo, l'azionismo, il dipietrismo e un certo fondamentalismo cattolico. E' evidente che si tratta di correnti politiche che non possono convergere nella condivisione di un progetto politico. Perché sul piano politico, delle scelte economiche e sociali, sono troppo distanti. Sono addirittura in contrasto aperto. Però riescono, a un certo momento della vicenda politica italiana, a piegare a proprio favore la caduta delle ideologie. Non usano questa caduta come spinta per cercare nuove idee, nuovi equilibri, nuove elaborazioni politiche. Ma per costruire una "libera" strategia delle alleanze. Libera da idee e da condizionamenti politici. E per fare questo devono cercare un luogo neutro, asettico, che garantisca tutti. Questo luogo è il giustizialismo. Che si nutre non solo di antiberlusconismo, ma anche della difficoltà, da parte del nuovo ceto politico - postdemocristiano, postsocialista e postcomunista - di costruire idee politiche e progetti di riforma. Nessuno è in grado di produrre un riformismo diverso da quello suggerito dal potere economico, e allora tutti si rifugiano in un riformismo morale che garantisce il massimo antagonismo (al ceto politico al potere) e il minimo antagonismo (alla politica e alle scelte del potere). Naturalmente il riformismo morale, per vivere come ideologia nuova, come collante per nuove alleanze e come aggregato antiberlusconiano ha bisogno di nutrirsi e arricchirsi sempre di più. Nel senso che non può essere sufficiente l'appoggio ai giudici di Mani Pulite. Occorre allargare il campo della polemica politica. E così la Legge e poi il Legalitarismo - che sono sempre stati concetti e bandiere della destra - diventano la bussola del nuovo riformismo morale. E poi pian piano l'ordine, l'ordine morale, l'ordine sessuale, l'ordine e l'irrepresensibilità personale, il rifiuto di qualunque pulsione all'anarchia, o alla sregolatezza, o alla ribalderia e soprattutto agli eccessi di libertà. Diciamo pure che in questa nuova miscela giustizialista finiscono per prevalere sulle altre la cultura stalinista della sinistra e quella reazionaria di un certo cattolicesimo integralista. Eppure l'anima del movimento non è né comunista né cristiana: è assolutamente liberale. Ed è la reincarnazione della crisi secolare del liberalismo italiano, che - dall'inizio del Novecento - non ha mai trovato una sua collocazione forte, coerente, di massa. 

Nel 2009, in pieno caso Noemi, "la Repubblica" si presenta ai suoi lettori con un editoriale in prima pagina che inizia con questa frase: "Il premier deve venire nell'aula del Parlamento a rispondere della sua disordinata condotta sessuale". Si è compiuta la metamorfosi, e il giustizialismo, che era nato come esigenza di moralizzazione del ceto politico (lo abbiamo visto analizzando alcuni atteggiamenti giustizialisti del PCI negli anni Cinquanta e con la questione morale), si è trasformato in spirito bigotto, pretesco e apertamente reazionario. Se però lo dici, se lo scrivi, vieni bollato come amico di Berlusconi. La libertà del dibattito politico ormai è abrogata. Il partito giustizialista, in realtà, sta compiendo un'operazione molto strumentale. Diciamo che è un'operazione molto simile a quella del 1992: se non si riesce a battere l'avversario alle urne lo si batte coi giudici. Nel '92, subito dopo la sconfitta elettorale, partì Tangentopoli: stavolta, subito dopo la sconfitta elettorale, pesantissima, della primavera 2008, si punta sulla scandalo sessuale: scoppia il caso Noemi, poi il caso D'Addario e poi tutti gli altri; e la moglie di Berlusconi, che per avere un buon divorzio (chiede quattro milioni di euro al mese) ha lanciato la campagna contro la perversione sessuale del marito, diventa il punto di riferimento dell'opposizione. Il partito giustizialista decide di usare questi scandali perché non dispone di altre armi. Lo fa evidentemente in modo assasi cinico (e lo si vede ogni volta che la scena si rovescia, e cioè quando è la destra che inventa scandali sessuali contro la sinistra, per esempio col caso Boffo e poi col caso Marrazzo, e allora la sinistra, per qualche settimana, si scaglia contro la macchina del fango e chiede riservatezza e libertà). Ma anche le campagne strumentali finiscono, alla lunga, per incidere sui modi di pensare di chi le conduce, di chi le asseconda e di chi le riceve. E così un certo bigottismo, la repulsione per ogni forma di libertinismo, il rifiuto dei piaceri e dei diritti della lussuria, che una volta erano tutti valori propri della destra cattolica tradizionalista, si espandono fino a pervadere nel profondo il popolo giustizialista che - di fatto - ha finito quasi per coincidere con il popolo della sinistra. In due parole: avviene una trasformazione genetica, una vera e propria mostruosità.

La conseguenza non è solo un brusco cambiamento dei costumi e uno spostamento delle lancette della Storia. Viene dimenticata la rivoluzione sessuale degli anni Sessanta, è cancellato ogni spirito libertario degli anni Settanta. Ma si va oltre: si passa dalla simpatia per il sovversivismo (praticato da un pezzetto della sinistra, da un altro tollerato) a una vera e propria simpatia per lo Stato forte e - alla fine - autoritario. La scivolta verso lo stato autoritario e "occhiuto" non avviene però semplicemente sulla base di una svolta ideologica, ma di una concreta alleanza politica. La nuova sinistra giustizialista per esistere ed esprimere potere ha bisogno del sostegno della magistratura, o più precisamente dei suoi settori più fondamentalisti e intransigenti. Si tratta di replicare e consolidare quella alleanza della quale abbiamo parlato in precedenza e che scattò a metà degli anni Settanta tra Pci e giudici ai tempi della lotta alle Br e poi delle leggi speciali. L'alleanza con i settori più accaniti della magistratura porta necessariamente verso la scelta dello stato autoritario. E così si spiegano da una parte i sindaci sceriffi (che danno la caccia ai mendicanti e ai lavavetri, e alcuni sono del Pd) dall'altra l'amore per le intercettazioni telefoniche e per gli altri strumenti di controllo della magistratura. Qualcuno a sinistra si oppone a questa deriva? Pochissimi." (pp. 201 - 205, "La sinistra è di destra", Piero Sansonetti)

giovedì 14 febbraio 2013

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Ognuno ha i suoi parametri per valutare un comico, un uomo di satira, un performer come Lenny Bruce. C'è chi preferisce la leggerezza, l'aggressività, il nonsense, eccetera, eccetera. Trovatevi i vostri parametri e teneteveli stretti ma quando in un articolo leggo che un capopopolocomico durante un comizio in vista delle prossime elezioni ha detto: "Non avete sterilizzato la mamma di Formigoni, avete eletto Giovanardi, ma che cazzo state facendo qua?" io resto senza parole. Senza parole e disgustato.

"Sterilizzato."

Sottolineo: STERILIZZATO.

C'è da augurarsi che il giornalista si sia sbagliato nel riportare la frase ma conoscendo il soggetto sbraitante sono convinto che non si tratti di un errore, tutt'altro. 

A questo punto non c'è nient'altro da dire. Se qualcuno non capisce cosa c'è di schifoso in tutto ciò è una merda. Sì, una merda. Anzi, la merda è decisamente migliore. Temo anche che questo genere di sparate scaldino il cuore a destra come a sinistra, perché l'animo degli esseri umani è greve, maleodorante. Ciò che mi è successo nella mia vita è lì a dimostrarmelo. C'è più sensibilità in un topo che vi trasmette la leptospirosi che in molti esseri umani. 

Un invito: mi stiano alla larga i votanti di Grillo. Qualcuno che vota, stima, applaude personaggi capaci di pensare e dire queste cose non si siederà mai a tavola con me.

mercoledì 13 febbraio 2013

Elicotteri

Siete mai saliti su un elicottero? La questione Finmeccanica mi ci ha fatto pensare. Io vorrei tanto salirci una volta, è un sogno che ho sin da piccolo. Confesso di emozionarmi ogni volta che salgo su un aereo. C'è qualcosa nei mezzi di trasporto che mi ha sempre affascinato.

(In questi giorni sto pensando a come avranno preso la notizia papa i due rettori che ho avuto in collegio e il mio padre spirituale: come avranno reagito? Cos'avranno pensato? Quante preghiere avranno recitato? Quel luogo torna quotidianamente nei miei pensieri.)

Libri in lettura:

















E un disco che ascolto tantissimo quando vado e torno dal lavoro. Un disco che mi porterei con me ovunque.

 



lunedì 11 febbraio 2013

Febbraio

Due quadri :



("E VIII (Verso la scomparsa)" SFP71-74 - Sam Francis, 1971, olio su tela, collezione privata)



("Nigredo", Anselm Kiefer, 1984, tecnica mista su tela, 330 x 555 cm, Philadelphia Museum of Art Pa, USA)



"Sonno e morte, aquile scure
di notte mi ronzano sul capo:
dell'uomo la dorata effigie 
inghiotte l'onda marmata
dell'eterno. Contro orrendi scogli
si sfragella il purpureo capo
e nel mare si lamenta
oscura voce.
Sorella di tempestosa pena
sotto le stelle, vedi, affonda una barca
spaurita,
muto sembiante della notte"

("Lamento", Georg Trakl)



La neve dà forza alla mia malattia.

Cammino nel fetore del mondo reso ancora più intenso da questa patina disgustosa che vorrei tanto scomparisse dalla mia vita.

(Su quanto appena successo nel Regno della Truffa & Inginocchiatoi, un commento di Massimo Del Papa: "UN SOAVE VAFFANCULO")

sabato 9 febbraio 2013

Servitù volontaria


- Un libretto ideale per questi giorni, settimane, anni, tutta la vita è sicuramente: "Discorso sulla servitù volontaria" di Étienne de La Boétie. 

- Due episodi legati alla stessa situazione: davanti al supermercato due uomini si tengono per mano e prima di salutarsi si scambiano un bacio a venti metri da un banchetto di un partito di destra; venti minuti dopo sono sull'autobus che sfoglio il nuovo numero di Internazionale (lo compro poco perchè dalle mie parti è un vero salasso) intitolato "Happy Gay" davanti a un ragazzino che mi sorride per tutta la durata della corsa, rosso in viso e con le mani che si muovevano da tutte le parti. Quando l'autobus è ripartito ha appoggiato la faccia al finestrino e mi ha salutato con la mano. La vita riserva anche delle belle sorprese cariche di dolcezza capaci di donare secondi di serenità a una mattinata che prima di allora era stata solo e soltanto pura merda.

venerdì 8 febbraio 2013

Ebrei ortodossi a passeggio

M. è un ebreo ortodosso che conosco da un paio d'anni. Il nostro primo incontro fu alquanto turbolento. Ero in una giornata storta che cercavo di superare leggendo dei racconti spericolati a due passi dal lago quand'ecco che dall'alto mi cade un cono gelato (con relativa bava) sui pantaloni e sul libro sporcandoli. Stizzito mi voltai di scatto per esclamare: "Ma vaffanculo testa di cazzo!" al bambinetto esangue che mi sorrideva coi denti storti. Quel bambino era il figlio maggiore di M. I suoi genitori comparvero da dietro un albero che sembravano due becchini con poche macchie di colore e si profusero in una serie di scuse e maledizioni rivolte al figlio. Mi offrirono persino dei soldi per lavare i pantaloni e alla fine fui costretto ad accettare un buono acquisto in un negozio di un loro parente. Da quel giorno se ci incontriamo scambiamo sempre due chiacchiere. Il miracolo è che lui mi parli ancora. Ha 39 anni ma ne dimostra 60, è sposato con E., donna dagli occhi grigio inox che parla poco ma che ha coniato per me il soprannome: "Il Diavolo lettore" e oltre a M. (simpatico, curioso, folle), ha altri 3 figli (due femmine e un maschio). Ieri pomeriggio ci siamo rivisti e dopo i consueti saluti lui ha voluto subito dirmi che durante un viaggio aveva vinto le sue barriere mentali e letto il romanzo (sempre di Auslander) che gli avevo consigliato mesi prima e che gli era piaciuto tanto e che solo un ebreo poteva capire la "fantasia" di un'Anna Frank ancora viva ai giorni nostri chiusa in una soffitta"...Un ebreo o una persona intelligente che ogni tanto lascia da parte Dio?" gli ho risposto e lui ha sorriso compiaciuto rispondendomi "Ebreo strano..." e allora gliene ho consigliati degli altri di romanzi, ad esempio quello di Michael Chabon: "Il sindacato dei poliziotti Yiddish" (sempre di Chabon è uscito per Indiana "Mappe e leggende. Avventure ai confini della lettura" ) e al prossimo giro scoprirò se M. ha avuto il coraggio di leggerlo. Lui ama prendermi in giro, dice che i miei pantaloni strappati fanno schifo, che o mi faccio crescere la barba o me la taglio, che devo pregare perché dentro di me c'è un perfetto ebreo (hei, te lo dicono tutti che dentro di te c'è un perfetto stronzo religioso, vero o no?), che dovrei fare un viaggio a Gerusalemme. Io sto zitto, lo faccio sfogare e poi contrattacco. Quando c'è sua moglie, lui si fa più serio, severo, misura le parole e il volume della voce. Sorrido quando vedo L. che per trattenere un sorriso che il marito potrebbe trovare sconveniente s'inventa colpi di tosse o improvvisi nasi dei bambini da soffiare. Ieri io e lui eravamo seduti su una panchina. Io ancora sporco di lavoro, lui con la sua uniforme da perfetto ebreo ortodosso che sembra sempre uscito da un carnevale dark e qualche passante secondo me l'ha pensato visto il gran numero di bambini mascherati. Seduti a parlare e scuotere il capo. Credo che alle due ragazze che stavano nella panchina affianco siano venuti i conati di vomito per tutte le cagate pseudofilosofiche che abbiamo sparato. Sembravamo un incrocio fra un profeta di serie Z, Marzullo e il dottor Morelli di Rizamelo psicosomaticamente.

E questa volta stavo rileggendo "Via verso la notte" di Edward Allen, romanzo del 1989, pubblicato da il Saggiatore nel 1998 e purtroppo dimenticato, perché è un vero gioiello. Da questo romanzo trascrivo un passaggio e lo so, sono in vena di post lunghetti:

"Shlomo era un giovane emigrato israeliano, proprietario della stazione di servizio Texaco, e quasi tutti i suoi clienti erano ortodossi di Monsey e della vicina New Square. Dovunque si vedevano station wagon marroni, tutte con sopra adesivi di Colman e Stanger. Operai con tute nere stavano esaminando il fondo di vecchie berline a quattro porte issate sul ponte elevatore. Nell'officina tutti parlavano con un accento pesante, sia gli uomini barbuti che facevano domande ai meccanici altrettanto barbuti, sia Shlomo, che discuteva al telefono nei veloci e morbidi suoni gutturali dell'ebraico.
Monsey non è una tipica cittadina americana. Tutti gli uomini indossano lunghi pastrani neri, anche nei giorni più caldi d'estate, niente viene mai spazzato o lavato, le case non vengono mai dipinte, non si vede in giro nulla di luminoso, pulito, rassettato, piacevole o allegro. Un forestiero potrebbe pensare che Monsey è una cittadina priva di gioia, ma non è così. La gioia della religione ha sostituito tutto il resto, è penetrata all'interno delle cineree shule, nei villini ammassati tra loro con rivoli di ruggine sulle pareti bianche d'asbesto, dentro i pastrani neri degli uomini e gli abiti a fiori stampati delle donne che portano calze incolori e trasportano i bambini su scricchiolanti carrozzelle nella polvere dell'estate e tra i mucchi di foglie putrescenti sui marciapiedi di Monsey Boulevard, dal mobilificio Braun all'ortolano Weisberg, dal mercato del pesce a quello della carne kasher Twersky. Tutte le donne sposate portano parrucche da poco prezzo sulle teste rasate. Ragazzini con spessi occhiali, lo yarmulke in testa e lunghi riccioli sulle guance che simboleggiano la barba barcollano per le strae su biciclette più vecchie di loro. L'autobus della comunità, che per sei giorni alla settimana li porta nel quartiere dei gioiellieri a Manhattan, è diviso al suo interno da lenzuoli appesi che separano gli uomini dalle donne.
Quelli erano i chassidici, i più santi dei santi, troppo santi anche per fare spese alla Glatt Mart. I clienti di Howie erano infatti ebrei ortodossi semiassimilati, che indossavano abiti comuni, ma sempre con lo yarmulke in testa, e pur rispettando scrupolosamente il divieto di guidare la macchina, cucinare e trattare denaro durante lo shabbes, nonostante le regole alimentari e le preghiere mattutine, differivano dai chassidici vestiti di nero in quanto potevano permettersi di radersi, di guardare la televisione, di frequentare il college, e le loro donne potevano guidare.
Uno dei due gabinetti nella stazione di rifornimento Texaco di Monsey era spaccato, e i cocci di porcellano erano stati spazzati in un angolo. Notai anche che i buchi in fondo agli orinatoi erano disposti a caso, in modo asimmetrico, senza la minima considerazione estetica. Palline di naftalina galleggiavano nell'acqua dello sciacquone, piena di cicche di sigarette. Ma ripensandoci, quell'incuria, quella sciatteria avevano una ragione: per un'anima religiosa che importanza potevano avere l'eleganza e l'estetica? Come avrebbe detto Howie: "Che senso ha?". Soltanto D...o era perfetto, solo la Sua bellezza era degna della considerazione e del fervore religioso che faceva piangere e cantare gli uomini in nero nelle cinereee sinagoghe, unica fonte di gioia per la cittadina.
Finalmente Lou, il socio di Howie, e sua moglie Terry arrivarono alla stazione di servizio per riportarmi al lavoro. Erano una coppia con capelli scuri e sguardi seri, tutti e due così profumati che avrei voluto aprire il finestrino mentre viaggiavano nella loro macchina, immerso in un bagno di acqua di colonia, ma non sarebbe stato educato. Mi sforzavo di respirare solo con la bocca, ma sentivo quelle essenza che si depositavano sulla mia lingua.
Quando arrivai in macelleria, la situazione era un po' migliorata. Howie stava raschiando catarro e lo sputava più o meno in direzione del bidone degli avanzi di grasso. Potevo sentire il peculiare odore del fumo della sua Marlboro che saliva a spirale tra le sue dita unte di grasso mentre teneva la punta della sigaretta sotto la mano.
Lo aiutai a salare la carne della giornata. Mentre lavoravamo mi spiegò i particolari delle leggi alimentari ebraiche. Non possono esistere hamburger kasher al formaggio, mi spiegò, perché la carne e i prodotti caseari non possono essere mangiati insieme e nemmeno tagliati con lo stesso coltello. Quarti posteriori dopo la penultima costola non possono essere kasher, e quindi le regole kasher non ammettono né le bistecche con l'osso né il filetto, tranne in Israele, dove per particolare dispensa rabbinica i quarti posteriori possono essere kasher se sono accuratamente svenati. Mi faceva piacere che fosse ancora disposto a insegnarmi queste regole, nonostante quella mia stupida domanda sul cibo per cani. Ero ancora deciso a fare un buon lavoro e a considerare la Glatt Mart la mia porta d'ingresso a una vita normale.
Mi spiegò anche il significato del termine pareve, che si riferisce agli alimenti considerati neutri, che non contengono carne né prodotti caseari e possono essere mangiati sia con la carne sia con il formaggio, e sono per esempio le verdure, i cereali, le uova e i pesci. Sapevo già che il pesce era pareve, perché un giorno, riponendo in frigorifero vasetti di aringa in salamoia di salsa bianca, avevo chiesto spiegazioni a Howie, e lui mi aveva spiegato che il pesce era pareve.
"In altre parole" avevo chiesto ancora "il pesce non è considerato carne, è così?"
"No, il pesce è considerato pesce" aveva risposto." (pp. 187-189)


Tim Hecker : Utropics / Paragon Point


giovedì 7 febbraio 2013

Nei giorni scorsi

Nei giorni scorsi sono stato nel Nord-Est dai parenti della mia compagna. Questo viaggetto mi ha permesso di avere delle conferme e qualche smentita (mmmm). Le solite cose insomma. Ho appurato come spesso i giornalisti di sinistra non abbiano la minima idea di cosa sia la realtà provinciale del nord-italia e che mi sono sempre mancati dei fogli locali non allineati o qualcosa del genere anche di affisso ai muri a sorpresa; che parecchie persone seguitano imperterrite a credere alle favole di Berlusconi, compresi molti giovani che hanno imparato a memoria interi passaggi del loro padrone; che tra i votanti di destra ci sono tante belle persone e non bisogna mai dimenticarlo; che tantissimi leghisti e berlusconiani si inginocchieranno a Grillo; che fra tanti votanti di Grillo il razzismo è di casa; che gli animali sono quasi sempre più intelligenti degli uomini; che utilizzare l'autostrada è una faccenda per ricchi e pure col treno la storia non cambia; che se si fosse presentato Renzi avrebbe vinto col 70% grazie a tutti quelli di destra che lo avrebbero sostenuto perché è uno di loro; che trovare una pizza buona è diventata un'impresa: non ne mangio una decente da quasi tre anni; che il Rabosello è un vino speciale; che dell'Europa non gliene frega niente a nessuno e questa cosa mi fa sempre incazzare (sto parlando dell'Europa non dell'UE); dell'Africa idem...ma c'è tanta preoccupazione per non poterci trascorrere le vacanze; che ci deve essere una stretta relazione fra l'essere stati contadini e l'avere l'etica del lavoro conficcata nel dna ma non so spiegarla questa cosa, ce l'ho in testa ma ci devo ragionare ancora sopra; che molti che si credono di sinistra in realtà sono di destra e schifosamente forcaioli; che Gramsci e Berlinguer non mi sono mai piaciuti e lo ripeto perché me lo son sentito chiedere domenica; che parlare di carceri è come rischiare di essere accoppati; che per chi vive in provincia il mondo si riduce al paese d'origine e via dicendo; che ho un bisogno disperato di vedere il mare; che per la terza volta mi offrono prodotti dei monaci e sto male a mangiarli.

Che ci sono donne che soffrono e continuano a soffrire e non dicono nulla, stanno zitte e continuano a soffrire e a soffrire e quando mi specchio in questa sofferenza io vorrei cominciare a urlare e a urlare senza mai fermarmi.








8 Febbraio 2013, Museo Civico Archeologico di Como - Presentazione del volume dedicato a Francesco Ballerini


Verrà presentato ufficialmente nella prestigiosa sede del Museo Civico Archeologico di Como il volume dedicato a Francesco Ballerini, che ospita gli atti della giornata di studi organizzata dal CEFB per celebrare il centenario della morte dell’egittologo comasco. Il volume, edito da NodoLibri e curato da Anna Consonni, Tommaso Quirino e Angelo Sesana, raccoglie, oltre a una nota introduttiva di Patrizia Piacentini, i contributi dei relatori Angelo Sesana, Christian Leblanc, Alessandro Roccati e Beppe Moiso.
Nel volume sono raccolti anche i testi di oltre cento lettere inviate dallo stesso Ballerini ai famigliari durante le campagne di scavi in Egitto, nonché numerose fotografie da lui scattate in quelle occasioni. Attraverso questi documenti si potranno ripercorrere, con le parole del suo protagonista, gli anni esaltanti dell’attività di Ballerini in Egitto, riassunto di una carriera breve, ma sicuramente intensa.

 L’appuntamento è al Museo Archeologico "Paolo Giovio" (Piazza Medaglie d'Oro 1, Como), Sala Barelli, alle ore 17.30. Introdurrà la serata Isabella Nobile, responsabile Musei Civici Como, presenterà il volume Annamaria Ravagnan, D. G. Istruzione, Formazione e Cultura, Regione Lombardia, e interverranno i curatori del volume e l'editore."

mercoledì 6 febbraio 2013

Cimitero senza croci - Ombre e aporie del western all'italiana


∭ INVISIBLE FUTURE ∭

 ∭ giovedì 7 feb ∭


- Bergamo - Quantità posti limitata, per sapere l'indirizzo e per confermare la tua presenza scrivi a: 

bazardelacharite@gmail.com 

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CIMITERO SENZA CROCI - OMBRE E APORIE DEL WESTERN ALL'ITALIANA

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h.21.00 > Introduzione critica alla storia del genere
h.21.30 > Django (1966) di Sergio Corbucci
h.23.00 > Se sei vivo spara (1967) di Giulio Questi
h.01.00 > Il grande silenzio (1968) di Sergio Corbucci
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http://www.thingswelostinfire.blogspot.it




fb event




POSTI LIMITATI: x indirizzo, info e prenotazioni: bazardelacharite@gmail.com

A lume spento

"Rendi forti i vecchi sogni
Perché questo nostro mondo non perda coraggio
A lume spento" ("A lume spento", Ezra Pound)






Un intervento di Gianfranco Franchi uscito su Vicolo Cannery: "Poco più di niente"

venerdì 1 febbraio 2013